Il Giornale dell’Ingegnere: etica e qualità nell’informazione
dott. ing. Carlo Valtolina
Questi sono tempi caratterizzati dalla complessità e dall’incertezza, ma la gente cerca semplicità e certezza. Sono tempi in cui le differenze d’opinione, per sé fisiologiche nei sistemi complessi, tendono a radicalizzarsi in un bipolarismo che non ha nulla a che fare con il pensiero scientifico e tecnico ma, piuttosto, assomiglia agli schemi della politica. Sono tempi in cui si fa un gran parlare di etica, ma vengono largamente accettati e spesso condivisi comportamenti che fino a venti anni fa sarebbero stati sanzionati e isolati. Sono tempi in cui si fa fatica a conservare una linea editoriale indipendente. Questo, in sintesi, è il contesto in cui noi stiamo facendo giornalismo e la nostra risposta a tante pressioni è netta:
- “no” alla banalizzazione dei problemi complessi; “si” al dare spazio alle diverse analisi, purché complete, motivate e documentate;
- “no” alle soluzioni semplicistiche; “si” al sostenere soluzioni che, pur semplici, tengano conto della complessità di partenza e anche degli effetti di medio periodo;
- “no” all’intolleranza intellettuale; “si” alla discussione rispettosa delle idee altrui;
- “no” al bla-bla-bla fine a sé stesso; “si” al dare spazio alle idee portatrici di valore aggiunto;
- “no” a una linea editoriale asservita a interessi di parte; “si” a un’informazione plurale e indipendente;
- “no” ad accettare che il comportamento eticamente corretto finisca là dove comincia quello “penalmente rilevante”; “si” ad accettare un limite etico tanto più stringente quanto più è riconosciuta la funzione pubblica e sociale.
Questo è anche tempo di consuntivi; circa un anno fa in un’analoga lettera aperta (n.13 del 15 luglio 2009) ci eravamo impegnati a “cogliere e interpretare lo spirito del tempo”, allargando le culture e il campo d’ascolto, cercando supporti esterni negli Ordini e nelle Università, diversificando i punti di vista aldilà del campo dell’ingegneria e architettura. Oggi, pochi dati consuntivi del 2009 bastano a testimoniare i risultati di questo impegno condiviso e sostenuto pariteticamente dalla Redazione e dall’Editore:
- 193 Autori, rispetto ai 118 del 2008 e ai 98 del 2007, con molte nuove firme appartenenti al mondo universitario nazionale;
- quasi un milione di copie distribuite nell’anno;
- numerose partecipazioni ufficiali a convegni, congressi, forum a partire proprio dal Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri del 2009 a Pescara;
- numerose convenzioni con Associazioni dei settori produttivi d’interesse, stabilendo un rapporto diretto e sinergico.
E il 2010, non è e sarà da meno.
Questi, infine, sono tempi di crisi anche per il settore dell’editoria, causa il calo degli investimenti pubblicitari e l’abolizioni dei sostegni pubblici alla spedizione della stampa periodica. Anche queste possono essere classificate come pressioni esterne, ma sono di natura diversa dalle prime perchè non creano problemi qualitativi, ma quantitativi. Comunque sono importanti perché incidono sulla redditività della gestione e, in definitiva, sulle prospettive future. Nel 2010 siamo riusciti a farvi fronte senza mettere mano al prodotto (giornale), grazie alle riserve del Collegio e al supporto dell’Editore.
Per il 2011, speriamo, come tutti, nella ripresa; forse saremo costretti a fare dei cambiamenti nel format editoriale per salvaguardare la redditività ma, in questo caso, cercheremo anche di guadagnare qualcosa nella qualità della presentazione. Comunque, grazie all’entusiasmo della Redazione e al contributo volontario e affezionato dei nostri vecchi e nuovi Autori, c’impegniamo sin d’ora a mantenere il nostro tradizionale standard di qualità.