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BERGAMO - L’Edilizia
è senza dubbio uno dei settori trainanti dell’economia
bergamasca.
Le capacità delle imprese, dei lavoratori e dei professionisti
della provincia di Bergamo sono riconosciute a livello nazionale
e internazionale.
Il settore delle costruzioni è chiamato oggi a rispondere
diversamente alla crescente domanda di mercato sia pubblica sia
privata. Stanno, infatti, emergendo esigenze di tipo diverso, quali:
- la maggiore
attenzione all’ambiente legata alla volontà di costruire
edifici a basso consumo energetico;
- la necessità di innovare il processo produttivo stimolando
l’automazione sia durante la produzione dei componenti per
edilizia sia negli impianti, con il ricorso alla domotica;
-l’impegno al recupero dei centri storici, valorizzandone
le funzioni e adattandoli al nuovo confort abitativo.
Tutto ciò
richiede la messa in campo d’imprenditori aggiornati, di nuove
metodologie e tecnologie costruttive nonché di risorse umane
con una diversa “vocazione”. S’impone la collaborazione
tra le industrie produttrici di materiali e tecnologie e quelle
che realizzano il prodotto con il sostegno dei centri specializzati
nella ricerca e nella formazione, senza trascurare l’azione
diretta della Pubblica Amministrazione. Da qualche anno, infatti,
si svolgono, presso l’Università di Bergamo, ricerche
nel campo dell’edilizia, con riguardo ai processi innovativi
e alla sostenibilità, per venire incontro alle esigenze del
territorio bergamasco, da sempre interessato e specificatamente
coinvolto nelle attività edili.
Per meglio far conoscere tutte queste nuove possibilità e
per illustrare le ricerche e le esperienze sul tema dell’edilizia
del futuro, presso la facoltà d’Ingegneria dell’università
bergamasca, si è tenuto un convegno specializzato. Sono state
presentate le attività svolte al fine di mettere al servizio
della comunità le competenze acquisite e sono stati illustrati
i principali sviluppi tecnologici e le prospettive future nel campo
dell’edilizia. Il convegno si è svolto nell’ambito
del progetto
P.R.I.S.M.A. (Promozione, Ricerca, Innovazione di Sistema e Metodologie
Avanzate per l’Edilizia Sostenibile) teso alla creazione di
un modello formativo che crei conoscenza dei principi e delle applicazioni
(Progettazione innovativa, domotica e sicurezza, prefabbricazione
di qualità, sostenibilità e sviluppo urbano, recupero
dei centri storici) per far fronte alle esigenze del territorio
bergamasco. “IL PROGETTO PRISMA, in linea con la strategia
europea, -ha detto il dottor Lucio Susmel -
intende rispondere alla necesistà di rafforzamento del potenziale
umano nella ricerca, nella scienza e nella tecnologia, a sostegno
delle politiche di flessibilizzazione del mercato del lavoro, promuovendo
la competitività e favorendo lo sviluppo dell’imprenditorialità
in settori avanzati, con l’inserimento di figure professionali
in grado di gestire il trasferimento delle soluzioni innovative.”
Il progetto
PRiSMA segue cinque direttrici principali:
- progettazione innovativa di edifici sostenibili che favoriscano
l’uso d’energia rinnovabile con l’utilizzo di
componenti tecnologicamente avanzati;
- domotica (dal latino “domus” casa + informatica);
- prefabbricazione e realizzazione di componenti di qualità
con macchine a controllo numerico, per diminuire le operazioni pericolose
e garantire più sicurezza nel settore;
- sostenibilità e sviluppo urbano, con la realizzazione e
distribuzione di “linee guida” e servizi a vantaggio
delle P.A. per la valutazione di impatto ecologico;
- recupero dei centri storici, valorizzazione dell’energia
“incorporata” e compatibilità con le tecnologie.
Attorno a questo
tema si sono ritrovate, Servitec, l’Università e la
Provincia di Bergamo, l’ACEB (Associazione Costruttori Edili
di Bergamo), la Scuola Edile e l’Unione Industriali di Bergamo.
Tra le nuove tecnologia applicate all’edilizia, un posto preminente
spetta alle applicazioni del calcestruzzo ad alta resistenza, i
cui primi impieghi apparvero a Chicago negli anni ’70. Ne
hanno parlato, a Bergamo, i professori Alberto Meda e Giovanni Plizzari,
discutendo di materiali innovativi per nuove strutture. E’
noto che, aumentando la resistenza si ottiene contemporaneamente
il miglioramento di altre prestazioni, quali la durata e il modulo
elastico. Si inizia a introdurre così il concetto di calcestruzzo
ad alte prestazioni, ottenuto con l’introduzione di fibre
nell’impasto, per aumentare la tenacità a trazione.
“Le fibre per il calcestruzzo costituiscono – ha detto
uno dei due oratori - un elemento di rinforzo caratterizzato geometricamente
da una dimensione prevalente rispetto alle altre, avente superficie
liscia o ruvida, di forma rettilinea o sagomata, in grado di essere
disperso omogeneamente nell’impasto.”
Con questo metodo si evitano le fessurazioni del calcestruzzo. Il
sistema di immettere fibre nell’impasto ha trovato ampia applicazione
nelle pavimentazioni autostradali e industriali, nella costruzione
di parcheggi, nelle piste aeroportuali e in tutti i rivestimenti
sottoposti a continue sollecitazioni.
“I vantaggi che si ottengono – ha spiegato il professor
Meda – consistono nella riduzione degli spessori, nella necessità
di avere minori copriferri, nella possibilità di ottenere
forme nuove, oltre alla riduzione delle complicazioni dovute al
posizionamento dell’armatura e all’ottimizzazione del
processo produttivo, contraendo, nel contempo, i costi della manodopera.”
In tal caso il materiale da impiegare sarebbe più oneroso
e si renderebbero necessarie maggiori attenzioni nella produzione
dei componenti e regole di progettazione più complesse.
Le fibre, a detta dei relatori, possono sostituire la rete di armatura.
La tecnica è applicabile alla prefabbricazione di travi precompresse
e ai tegoli di copertura che possono essere in tre tipi: NG-PL,
Placet e Tecnoplan.
Un’altra importante applicazione di questa tecnica è
la fabbricazione di anelli prefabbricati per il rivestimento delle
gallerie. Ogni anello di rivestimento è composto da 7 conci,
più uno con funzione di chiave. Ognuno di questi conci è
lungo 4565 mm ed è largo 1789 mm. I sette conci di ogni anello
sono costituiti da due conci trapezoidali di controchiave e cinque
conci rettangolari. Ovviamente, si assume che l’appoggio dietro
al concio sia uniforme. Nelle sperimentazioni condotte all’Università
di Bergamo sono state poste molle monolatere a compressione che
simulano la deformabilità assiale degli anelli retrostanti.
Per modellare la spinta di pressione uniforme, si è fatto
ricorso a quattro martinetti idraulici, agenti su piastre d’acciaio.
I calcestruzzi ad alte prestazioni consentono di realizzare strutture
più leggere, più durevoli e di migliore qualità,
raggiungendo, dopo 24 ore, valori di Ecm pari 43.000 N/mm2 e di
Rcm sino a 80 N/mm2.
“I calcestruzzi ad alte prestazioni – hanno concluso
gli oratori – consentono l’utilizzo di un rinforzo fibroso
che permette di sostituire totalmente o in parte l’armatura
tradizionale, con evidenti vantaggi dal punto di vista dell’ottimizzazione
del processo produttivo. Il progettista dev’essere quindi
in grado di ideare nuove strutture, mediante metodi di calcolo che
sfruttino appieno le caratteristiche dei nuovi materiali.”
Nella Provincia di Bergamo dove sono presenti importanti imprese
edili ed industrie di prefabbricazione, l’Università
locale ha risposto alle esigenze del territorio completando il percorso
formativo in Ingegneria Edile con l’attivazione della laurea
specialistica. Alla Facoltà di Ingegneria, da diversi anni,
si svolgono ricerche nel campo dell’edilizia, è stato
affidato il compito di: ¦ progettare moduli e modelli formativi
che recepiscano le richieste di formazione di risorse umane emergenti
dal mondo del lavoro nell’ambito della Ricerca e Sviluppo;
¦ stimolare la nascita di collaborazioni tra il sistema formativo
e quello produttivo;
¦ aprire orizzonti di formazione orientata all’occupazione
e allo sviluppo di carriera per le donne (in un settore dove storicamente
sono sottorappresentate):
¦ progettare percorsi formativi con una specifica attenzione
alla crescita della cultura della sicurezza del lavoro.
Il convegno
si è rivolto non solo ai ricercatori del settore, ma anche
alle realtà produttive, per illustrare e dimostrare i principali
sviluppi tecnologici e le prospettive future nel campo dell’edilizia
al fine di mettere queste competenze al servizio della comunità.
In una relazione del Professor Luigi Colombo - della facoltà
d’Ingegneria dell’Università di Bergamo - dal
titolo “Geoteotecnologia per l’analisi metrica e il
monitoraggio del costruito”, sono state esaminate le tecnologie
per gestire la sicurezza delle costruzioni edili e documentare le
varie fasi del monitoraggio. Il relatore ha illustrato le tecniche
di analisi delle opere edili nel contesto territoriale, al fine
di ottenere la
documentazione, il rilievo e la rappresentazione al fine del monitoraggio
periodico dell’edificio e della prevenzione. La determinazione
della sicurezza comporta l’analisi della vulnerabilità
e della pericolosità, nonché la determinazione dello
stato di rischio. Questo agli effetti della gestione degli interventi
manutentivi ordinari e straordinari.
Le tecnologie d’indagine illustrate sono le analisi metriche
senza contatto, eseguite con metodi più sofisticati, qualila
fotogrammetria off-line, la scansione con il laser e la fotogrammetria
on-line.
In alcuni casi si utilizzano ricevitori satellitari per misure di
posizionamento. “I sistemi Laser applicati alla misura di
distanze –
ha detto il docente – hanno un lungo raggio d’azione
e rapidità nell’acquisizione della misura. Per contro,
a volte, a seconda del sistema utilizzati, ci sono difficoltà
nel realizzare misure di precisione, per i limiti imposti dallo
strumento.
Una misura d’alta precisione si può ottenere, con la
differenza di fase, tecnica con la quale la sorgente luminosa è
modulata su frequenze diverse che corrispondono a lunghezze d’onda
con rapporti noti.”
I profili verticali degli edifici si ottengono mediate rilievi con
stazione totale monitorizzata. Lo strumento è dotato di un
software di supporto per l’acquisizione automatica dei profili,
basato sulla definizione di uno step angolare o lineare. Consente
una precisione centimetrica.
Il profilo verticale è generabile per sovrapposizione delle
acquisizioni parziali effettuate da un set di vertici allineati
nel piano della sezione. A volte, però, l’unione di
più acquisizioni parziali non garantisce la definizione del
profilo verticale.
“Per determinare i profili verticali – ha suggerito
il professor Colombo – è opportuna la ricostruzione
di un modello “a fili” dell’edificio. I profili
verticali, riferiti a un unico sistema di coordinate spaziali, se
aggregati, determinano un modello “wireframe” dell’edificio,
in grado di descriverne la morfologia d’insieme.”
Infine, i modelli spaziali degli edificati storici si possono ottenere
con la scansione laser. Il metodo è stato sperimentato con
successo per la rilevazione degli edifici storici nella Piazza Vecchia
a Bergamo e per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo Alta,
ottenendo misure d’ogni tipo e l’estrazione di sezioni
e viste.
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