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BOLOGNA - Quale
prospettive per la situazione energetica mondiale? Le vicissitudini
belliche ed economiche legate al petrolio proiettano ombre nere
su un futuro incerto. Il mancato decollo delle energie complementari,
per ragioni contingenti e tecnologiche, il miraggio, sempre lontano
della fusione nucleare, l’opposizione dell’opinione
pubblica al nucleare da fissione, lasciano poco spazio alla speranza.
Al momento,
l’idrogeno rappresenta l’unica alternativa valida, con
la quale i paesi industrializzati potrebbero risolvere i loro problemi
contingenti, sia per la trazione sia per altri usi, nonostante le
difficoltà di produzione, distribuzione e accumulo, attualmente
in via di perfezionamento. Perché il sistema energetico mondiale
evolva in modo sostenibile dal punto di vista ambientale e delle
risorse socio economiche, occorre operare oculatamente, senza perdere
di vista l’obiettivo principale. La situazione è resa
critica dall’esauribilità delle fonti, dalle modifiche
del clima globale per effetto serra e inquinamento, generato dalla
maggior parte dei cicli energetici, e soprattutto, dalla mancanza
di equità nella distribuzione e nell’uso delle risorse.
La crescita
dei consumi d’energia è determinata non solo dall’aumento
esponenziale della popolazione ma anche, e soprattutto dallo sviluppo
economico. Man mano che i paesi in via di sviluppo progrediscono,
la richiesta d’energia aumenta. L’Unione Europea ha
notevoli problemi in questo campo e il soddisfacimento della domanda
non è sempre garantito, perché gli approvvigionamenti
derivano principalmente da paesi che non fanno parte dell’unione.
secondo uno studio fatto dall’Enea e illustrato recentemente
a Brasimone (Bologna) in un seminario organizzato per l’UGIS
(Unione Giornalisti Scientifici Italiani), la ottimizzazione dei
consumi può avvenire soltanto agendo sui settori “trasporto”
e “residenziale”, nei quali è difficile adottare
efficaci provvedimenti senza causare notevoli ripercussioni a livello
sociale.
I consumi di
energia primaria, pari a circa 175 Mtoe (mega tonnellate equivalenti
di petrolio), pongono l’Italia al quarto posto nell’Unione
Europea, che occupa l’undicesimo posto nel mondo. In particolare,
il nostro Paese ha una forte dipendenza energetica dall’estero.
Il problema non è disgiunto da quello dell’emissioni
di gas serra. All’inizio del secolo, la CO2 nell’aria
era pari a 290 ppm (parti per milione). Oggi è di circa 380
ppm. Si prevede, per i prossimi anni, un continuo aumento delle
emissioni di CO2 e della sua concentrazione nell’atmosfera,
a meno che non intervengano sostanziali modifiche del sistema energetico.
L’UE dovrà percorrere un lungo cammino per mantenere
l’impegno del protocollo di Kjoto, al fine di ridurre le emissioni
dell’8%, rispetto al periodo di riferimento, negli anni tra
il 2008 e il 2012.
L’attuale
situazione rende molto improbabile che si possano raggiungere gli
obiettivi prefissati. “Sarà necessario – ha affermato
il dottor Raffaele Vellone, del Progetto Idrogeno e Celle a Combustibile
dell’ENEA provvedere contemporaneamente:
- ¦
all’aumento dell’efficienza dei sistemi, con conseguente
riduzione dei combustibili fossili;
- ¦
all’espansione dell’l’impiego di fonti energetiche
a basso o nullo contenuto di carbonio (gas naturale, rinnovabili,
nucleare); ¦ alla separazione della CO2 prodotta nella
trasformazione dei combustibili fossili e al contenimento della
stessa;
- ¦
all’aumento del potenziale di assorbimento della CO2 da
parte dell’ecosistema.
L’idrogeno,
com’è noto, è un vettore che può contribuire
allo sviluppo di un sistema energetico sostenibile, in quanto può
essere prodotto da un’ampia gamma di fonti primarie (fossili,
rinnovabili, nucleare), consentendo di migliorare i margini di sicurezza
degli approvvigionamenti.Non
genera né CO2 né altri inquinanti locali durante il
suo utilizzo, consentendo una riduzione di gas serra e delle emissioni
inquinanti. Trova impiego in una molteplicità di applicazioni
(usi stazionari, portatili e trasporto). Uno scenario energetico
basato nel breve-medio termine sull’idrogeno consentirebbe
di contenere l’effetto serra, senza rinunciare ai combustibili
fossili e lasciando tempo per sviluppare nuove fonti. Le potenzialità
offerte dall’idrogeno, sia per la sicurezza e sia per i benefici
ambientali, sono enormi: produrre idrogeno a costi competitivi offrirebbe
vantaggi notevoli rispetto all’attuale sistema energetico,
sia in termini di diversificazione dell’offerta sia per la
riduzione delle emissioni di gas serra. Sono necessari sforzi e
investimenti considerevoli nel settore della R&S per rendere
disponibili tecnologie in grado di garantire la produzione, lo stoccaggio
e l’utilizzo dell’idrogeno a costi contenuti. Allo stato
attuale occorrono investimenti nelle infrastrutture per trasformare
l’idrogeno in un vettore ampiamente utilizzabile. La competitività
delle tecnologie dell’idrogeno migliorerebbe significativamente,
se fossero contabilizzate le “esternalità”.
Lo sviluppo
dell’idrogeno come vettore energetico comporterebbe quindi
mutamenti sostanziali nel sistema, dalle fonti utilizzate alle tecnologie
di uso finale. Si richiedono tempi lunghi e ingenti investimenti
per lo sviluppo delle tecnologie necessarie e per la graduale introduzione
sul mercato, che può essere attuata soltanto con un forte
sostegno pubblico e nell’ambito di ampie collaborazioni internazionali.
Tuttavia sussiste una serie di barriere che ostacolano la rapida
penetrazione dell’idrogeno nel mercato e che devono essere
assolutamente rimosse. “Queste barriere – ha spiegato
il dottor Agostino Jacobazzi, dell’Enea - si possono raggruppare
in:
- ¦
tecnologiche (attuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo
e utilizzo non ancora adeguati); ¦ stutturali, per la mancanza
di adeguate reti di distribuzione e di servizi;
- ¦
economiche, legate ai costi ancora elevati per i sistemi di produzione
e per le infrastrutture; ¦ normative, per la mancanza di
codici e standard che ne regolino la sicurezza nell’uso:
- ¦
sociali, legate al comportamento del consumatore, che privilegia
scelte di tecnologie consolidate, piuttosto che innovative, e
una percezione negativa dei rischi derivanti da un ampio uso dell’idrogeno.
” Organizzazioni
pubbliche e private italiane aderiscono ad alcune attività
internazionali nel settore dell’idrogeno e delle celle a combustibile.
Tra questi l’International Partnership for Hydrogen Economy,
proposta dal ministero dell’Energia Usa, l’European
Hyrogen an Fuel Cells Technology Platform della Commissione Europea,
l’Implementing Agreements su idrogeno, celle a combustibile,
veicoli elettrici ed ibridi dell’International Energy Agency,
il Carbon Sequestration Leaderhip Forum. Il DOE (ministero dell’Energia
USA) ha favorito la nascita dell’Internazional Partnership
for Hydrogen Economy (IPHE), cui aderiscono 15 nazioni, oltre all’Unione
Europea. I vari partner si sono impegnati ad accelerare lo sviluppo
dell’idrogeno e delle celle a combustibile.
I consumatori
potranno, nel 2020, acquistare, a prezzi competitivi, veicoli a
idrogeno, disponendo nel contempo di una infrastruttura adeguata
per il rifornimento. La Piattaforma Idrogeno e Celle a combustibile,
avviata agli inizi del 2004, consiste nel promuovere e accelerare
lo sviluppo e la diffusione di tecnologie europee competitive del
settore, nelle applicazioni stazionarie, portatili e nel trasporto.
Si prevede di ottenere un’agenda di ricerca strategica europee
che definisca obiettivi, priorità, tempi e budget per le
attività di ricerca e sviluppo pubbliche e private. Sono
anche da individuare le necessarie misure politiche per un’appropriata
strategia di diffusione, nonché una roadmap europea per l’idrogeno,
che guidi la transizione verso il futuro.
E’ opportuno
disporre di collaborazioni pubblico-privato, per promuovere la commercializzazione
e una strategia per le partecipazioni internazionali. Le iniziative
europee per la crescita dell’Idrogeno, nell’ambito del
programma Quick Start, identificano l’Economia dell’idrogeno
come una delle aree chiave degli investimenti per il medio termine
(2014-2015). Sono previsti due principali progetti, l’Hycon
e l’Hypogen, con un budget totale di 2,8 miliardi di Euro.
L’Hycom, contempla la creazione di “comunità
a idrogeno” autonome che producano idrogeno e lo utilizzino
per la generazione di energia elettrica, calore e per l’alimentazione
di veicoli. Il secondo, Hypogen, prevede la realizzazione di un
impianto dimostrativo di grandi dimensioni per la produzione d’idrogeno
ed elettricità da combustibili fossili, ma che sia in grado
di separare e confinare, in assoluta sicurezza, tutta la CO2 originata
nel processo.
Da parte sua,
Enea sta conducendo, in collaborazione con RISO (National Laboratory
e Fraunhofer ISO), uno studio di prefattibilità teso ad esaminare
i principali aspetti tecnici, economici, ambientali e sociali connessi
con la definizione e lo sviluppo di Hypcon e Hypogen. L’IEA
(International Energy Agency), che coordina le attività per
lo sviluppo economico, la sicurezza, la protezione ambientale e
il benessere dei Paesi aderenti, sostiene, da 25 anni, attività
e ricerche indirizzate alle tecnologie dell’idrogeno. Attualmente
sono in corso task per la produzione di idrogeno per via fotoelettrolitica,
fotobiologica e da fonti a base di carbonio, materiali per l’accumulo
dell’idrogeno e aspetti della sicurezza. Il Carbon Sequestration
Leaderhip Forum è un’iniziativa internazionale su cambiamenti
climatici, focalizzata allo sviluppo di tecnologie a basso costo
per la separazione, la cattura e il confinamento dell’anidride
carbonica.
Lo scopo del
CSLF è rendere ampiamente disponibili tali tecnologie per
identificare e affrontare problematiche più ampie, legate
alla cattura e all’accumulo del carbone. Anche in Italia sta
crescendo l’interesse per l’idrogeno e per le tecnologie
collegate. I principali progetti dimostrativi, in corso nel nostro
Paese, sono avviate da diverse amministrazioni Locali. Per citarne
qualcuno: il progetto Hysilab (Torino), per lo sviluppo delle tecnologie
dell’idrogeno; “Zero Regio Project” (Milano),
infrastrutture combustibili alternati; Highvalley (Abruzzo), realizzazione
di sistemi energetici per produzione d’idrogeno da fonti rinnovabili;
Valmontone (Lazio), stazione di rifornimento idrogeno. Un importante
progetto, cui partecipano industrie e istituti di Francia, Germania,
Grecia, Italia, Norvegia e Olanda, è l’HyWays, che
ha lo scopo di presentare gli scenari d’introduzione dell’idrogeno
come vettore energetico a livello delle singole nazioni e dell’intera
Europa, al fine di acquisire i necessari elementi di conoscenza
per il sostegno alle prossime azioni.
L’Enea,
con contributo del MIUR di 51,120 milioni di Euro, ha allo studio
tecnologie e processi innovativi per affrontare la transizione e
preparare al futuro. Le pietre miliari di questa transizione, secondo
una ricerca dell’Enea, prevedono, nel medio e lungo termine:
2000-2010_ Produzione d’idrogeno mediante reforming del gas
naturale ed elettrolisi. Raggruppamenti locali di stazioni di rifornimento.
Trasporto di H2 su strada e produzione on site. 2010-2020_ Raggruppamenti
di reti locali di produzione H2. Produzione di idrogeno da combustibili
fossili con sequestro di CO2. 2020-2030_ Significativa produzione
d’idrogeno da fonti rinnovabili, compresa la gasificazione
delle biomasse.
Interconnessioni
alle reti locali di distribuzione H2. Ampia diffusione di reti di
idrogenodotti. 2030-2040_ Fonti rinnovabili, sequestro CO2 e nuovo
nucleare. Aumento della decarbonizzazione nella produzione H2. Le
celle a combustibile diventano la tecnologia dominante nei trasporti.
2040-2050_ Produzione diretta di H2 da fonti rinnovabili. Idrogeno
nei trasporti aerei Dopo il 2050 ci sarà una società
dell’idrogeno senza carbonio e un’economia tutta orientata
all’idrogeno. Attualmente una larga percentuale di idrogeno
è prodotta attraverso lo steam reforming di idrocarburi,
oggi il metodo più economico per ottenere H2.
I combustibili
fossili rappresentano la soluzione più vicina, sulla quale
puntare a medio termine. Le tecnologie di produzione sono mature,
ma necessitano di un ulteriore miglioramento dal punto di vista
energetico e ambientale. La produzione di H2 mediante elettrolisi
dell’acqua è un processo ormai a punto, che potrebbe
diventare accettabile solo con un costo dell’energia estremamente
basso. Ovviamente, il prezzo dell’idrogeno risentirà
dell’effetto “scala”.
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