02 - 2012 | Speciale | Social Housing
PDF Stampa E-mail

Le quattro generazioni dell’abitazione sociale

Marco Zani e Erika Seghetti

Un tempo c’erano le case popolari pagate dal Comune. Oggi si va verso modelli abitativi che propongono affitti con riscatto, vendita e canoni sociali. I soldi li mettono i privati, perché la domanda di alloggi per il ceto medio è alle stelle Il fenomeno dell’Housing sociale va espandendosi a macchia d’olio in Italia, raccogliendo le esigenze della sempre più massiccia «rent generation», vale a dire quegli oltre 7 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni che, non potendo acquistare casa, restano nella casa familiare o spendono una media di 6/700 euro per l’affitto di un monolocale nella periferia di una grande città. Ma subiscono la stessa condizione anche le famiglie monoparentali, gli anziani e i single. Una vera e propria “fascia grigia” che non possiede la capacità di acquistare una casa sul mercato libero, ma nemmeno il “diritto” di accedere all’edilizia popolare perché non è sufficientemente “povera”.

Sempre più stretta in un’emergenza abitativa, l’Italia sta vivendo oggi, sulla pelle dei suoi abitanti, un fenomeno edilizio di stridenti contraddizioni. Si acuisce la forbice tra uno stock abitativo invenduto ed un numero crescente di famiglie costrette verso la ricerca di affitti sostenibili. Un quadro preoccupante, segnalato lo scorso anno dalla Commissione Ambiente della Camera, la quale – al termine di un’indagine conoscitiva sul mercato immobiliare - aveva lanciato l’allarme. Giacenze immobiliari per 300mila appartamenti invenduti. E’ questo il risultato di quattro anni di mercato in flessione, in completa controtendenza con la richiesta di abitazioni a prezzi calmierati da parte di oltre 650.000 famiglie secondo il censimento condotto dall’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

(L´articolo introduce lo Speciale "Social Housing" pubblicato alle pagg. 15-20 di questo numero)

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito