19-2011 | Speciale | Coperture
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La complessa metamorfosi delle coperture

Prof. Arch. Emilio Pizzi Dipartimento BEST, Politecnico di Milano Preside della Scuola di Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Milano

La definizione di copertura che ci restituisce il quadro delle normative che identificano gli elementi tecnici di una costruzione si correla direttamente agli aspetti geometrici chiamando in causa i termini di orizzontale, sub orizzontale, inclinato quali aspetti distintivi del sistema di elementi tecnici che le compongono. In realtà questa definizione appare alla luce delle trasformazioni della architettura contemporanea quanto mai limitata. Il dilemma tetto a falde tetto piano che, a partire dal dibattito razionalista, ha percorso anche in anni recenti i tentativi di catalogazione dei caratteri dell’architettura, oscillando di volta in volta tra tradizione e modernità, sembra essere sempre più inopportuno di fronte ad atteggiamenti progettuali che hanno sovvertito la forma della costruzione. Il disegno della copertura è oggi parte integrante dello inviluppo dei fronti di un edificio e la morfologia della costruzione trae gran parte della sua suggestione da andamenti complessi del suo skyline. Paradossalmente si può dire che attraverso il disegno e la modellazione delle forme della copertura si viene generando anche una nuova complessità dell’edificio.

Questa riscoperta del tetto, non più semplice riparo o elemento tecnico conclusivo di una costruzione che giocava il suo ruolo prevalentemente con l’immagine delle sue facciate richiama alla memoria le parole di un manualista di fine ottocento che così si esprimeva a proposito delle regole progettuali di una copertura: ”Nello studiare le piante di un progetto bisogna prendere in considerazione dapprima quali siano i muri necessari per sorreggere il tetto, e insieme, la forma e la costruzione del tetto dalle quali dipende la disposizione di questi muri maestri.” “Quanto più regolari sono nella loro pianta i corpi di fabbrica, quanto più estesi nella loro lunghezza, tanto più semplice e poco costosa riesce la copertura generale dell’edificio” Archimede Sacchi.

Questo richiamo alla attenzione per la forma della copertura e per la sua regolarità geometrica quale premessa per lo sviluppo dell’intero progetto costruttivo di un edificio appare quanto mai di attualità, nel momento in cui il sistema delle coperture viene direttamente coinvolto da richieste di nuove spazialità. La complessa riflessione sui sottotetti ed il loro riuso attraverso la diversa reinterpretazione dei volumi al di sopra della costruzione, così come la riscoperta della qualità di spazi “en plein air” a diretto contatto con il cielo, ma ancor più la ricerca di nuovi e più articolati inviluppi nel fornire risposte a nuove funzionalità di tipo collettivo, stanno conducendo a una profonda revisione delle consuetudini progettuali favorendo la ricerca di nuovi materiali e nuovi paradigmi tecnologici.

Accanto alle nuove opportunità spaziali, concorrono inoltre a definire la nuova complessità delle coperture, anche le mutate esigenze relative agli aspetti di sostenibilità ambientale. Il tetto e le sue caratteristiche di esposizione ne fanno un luogo privilegiato per l’utilizzo e lo sfruttamento razionale dell’energia solare. Allo stesso modo il problema del re-irraggiamento da parte delle grandi superfici di copertura con l’aumento delle temperature al contorno (fenomeno dell’Isola di calore) tende sempre più a favorire soluzioni orientate all’uso di verde pensile e l’impiego di materiali dalle alte caratteristiche di riflettanza. A fronte di questi fattori di mutamento occorre tuttavia non dimenticare come il sistema di copertura sia interessato in modo rilevante dai fenomeni connessi dalla raccolta e allontanamento delle acque meteoriche e dai problemi di accumulo della neve. Altrettanto dicasi per i processi di invecchiamento delle superfici a causa della maggiore esposizione al soleggiamento.

La progettazione dei sistemi di copertura permane dunque un tema complesso che coinvolge oltre che la statica dell’edificio anche il rapporto edificio impianti, laddove il sistema di copertura costituisce sempre più spesso il terminale di molti dei sistemi impiantistici ma anche parte decisiva per un corretto equilibrio edificio-impianti. Le prospettive di questo trend evolutivo, che coinvolge non solo le nuove costruzioni ma anche il recupero di edifici esistenti, richiedono in primo luogo nuovi strumenti progettuali per la parametrizzazione di forme complesse e la scomposizione in componenti elementari in grado di offrire risposte adeguate alle problematiche di esercizio. Secondariamente lo sviluppo di conoscenze sull’impiego di materiali non convenzionali che andranno ad affiancarsi alle tecnologie esistenti e con essi la definizione di nuovi pacchetti di soluzioni tecniche capaci di riscrivere una nuova regola dell’arte attraverso soluzioni collaudate.

L’architettura che si alimenta di continuo di principi di innovazione non può prescindere ancora una volta dalla necessità di un approccio integrato tra le diverse discipline coinvolte nell’affrontare quella che si profila essere una sfida verso la definizione di un habitat futuro capace di risolvere le contraddizioni della città moderna in funzione di una migliore qualità del vivere. In questo processo sarà importante supportare le nuove figurazioni progettuali con lo sviluppo di ricerche applicate, da un lato finalizzate ad offrire strumenti di governo progettuale delle soluzioni complesse e dall’altro volte a validare le performance complessive e a testare il grado di affidabilità nel tempo di quanto il mondo produttivo sarà in grado di offrire in termini di innovazione.

(L´articolo apre lo Speciale/Coperture pubblicato alle pagg. 9 -14 di questo numero)

 

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