Una corretta concorrenza per competere ad armi pari

 

Nata con il trattato di Roma nel 1957, la politica di concorrenza dell’Unione europea ha lo scopo di introdurre delle regole per disciplinare il mercato europeo e garantire a tutti i consumatori i vantaggi del libero mercato. La politica di concorrenza è quindi utile affinché le imprese sul mercato giochino in maniera leale le proprie carte imprenditoriali.

In tal caso la corretta competizione delle imprese porta benefici sia al mercato in generale, soprattutto per quanto riguarda la qualità dei prodotti offerti, sia ai consumatori, i quali hanno la possibilità di scegliere tra una varietà di prodotti quelli con un rapporto qualità/prezzo migliore. La diretta positiva conseguenza della politica di concorrenza è una competizione tra imprese con l’arma dell’innovazione dei prodotti. L’esperienza acquisita sul mercato interno si può rivendere sul mercato mondiale posizionando i prodotti europei in maniera concorrenziale rispetto ai prodotti dei Paesi terzi. Un processo virtuoso che viene regolato dalle istituzioni europee in collaborazione con le autorità nazionali. L’istituzione maggiormente implicata nell’elaborazione e preservazione della politica di concorrenza è la Commissione europea.

Essa, nella veste di garante dei trattati e della legislazione UE, e in collaborazione con le autorità nazionali, applica direttamente la legislazione sulla concorrenza. Così, dal 1962, la Commissione europea indaga sui casi di violazione delle norme sulla concorrenza, avendo il potere di sanzionare l’impresa che violi le norme europee con multe fino al 10% del fatturato dell’azienda imputata. Le azioni della Commissione sulla concorrenza sono disciplinate dal Capo VII del TFUE e si concentrano in particolare su: lotta contro i cartelli; prevenzione dell’abuso, da parte delle imprese dominanti, del loro potere di mercato in qualsiasi settore o in qualsiasi paese europeo; il controllo delle concentrazioni proposte; il controllo degli aiuti di Stato per settori e imprese che presentano rischi di distorsione della concorrenza. L’Esecutivo comunitario controlla in particolar modo che le imprese non creino intese per ripartirsi il mercato e vigila sugli aiuti di Stato che potrebbero apportare un beneficio alla singola impresa ma danneggiarne altre all’interno del mercato europeo. E, in caso di violazione delle norme, l’Esecutivo ha il potere di sanzionare l’impresa imputata. P.A.

 

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