In autunno nuove norme per la qualità dell’aria

Nelle scorse settimane la Commissione Ue ha annunciato che in autunno produrrà una proposta di revisione delle politiche Ue per la qualità dell’aria, rimaste spesso sulla carta, anche perché le ultime stime parlano di almeno 420mila morti premature legate all'inquinamento in Europa nel 2010. Secondo l’Esecutivo comunitario le principali cause del fallimento della politica anti-smog sono cinque: inadeguato coordinamento delle politiche fra livelli nazionale, regionale e locale; persistenza dell'inquinamento transfrontaliero; mancata riduzione delle emissioni del traffico; mancato coinvolgimento di tutti i settori nel taglio degli inquinanti; poca sinergia con le politiche contro i cambiamenti climatici. La commissione ha rilevato che alcuni degli standard Ue sulla qualità dell'aria stabiliti alla fine degli anni '90 non sono stati rispettati. La maggioranza degli Stati membri viola le norme Ue per la difesa dallo smog, mentre devono assicurare il rispetto della legislazione attuale e ciò al più presto possibile, se vorranno evitare più dure condanne e sanzioni. I segnali in questo senso negli ultimi anni non sono mancati, con una pioggia di procedure di infrazione per i Paesi fuorilegge come l'Italia, appena riconosciuta inadempiente dalla Corte di giustizia Ue per il superamento dei limiti delle Pm10 negli anni 2006 e 2007. Nel lungo periodo, la Commissione punta ad allineare le norme Ue ai nuovi standard previsti a livello internazionale dal protocollo di Gothenburg da attuare entro il 2020, che includono il particolato (le tristemente note Pm10 e Pm2.5), ma anche ad applicare le linee guida dell'Oms. Tuttavia, fuori Europa le cose non vanno meglio, considerato che ai primi di febbraio le autorità cinesi hanno innalzato ad arancione il livello di allarme per la situazione in progressivo peggioramento di nebbia e smog a Pechino. Oltre l'arancione c'è solo il livello massimo indicato dal colore rosso. Le centraline che misurano la presenza delle polveri sottili (PM 2.5) hanno registrato valori da 500 a 700 microgrammi per metro cubo, mentre l'aria è considerata di buona qualità se l'indice è inferiore ai 50 microgrammi per metro cubo Sopra i 300 scatta l'allarme per la salute e l'invito alla popolazione a ridurre al minimo le attività all'aperto. Per questo a Pechino si è verificata una vera e propria emergenza smog, perchè in alcune aree della città le centraline hanno registrato 993 mg di Pm2.5.

 

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