“Miglioramento della sicurezza degli impianti ascensori”

Pubblicato il decreto che ci allinea all’Europa virtuosa

dott. ing. Bruno Ciborra

È stato pubblicato sulla GU n. 189 del 17 agosto 2009 il decreto(n.3 foglio n. 105 del Ministro per lo sviluppo economico) Miglioramento della sicurezza degli impianti ascensori anteriori alla direttiva 95/16 CE che ha riportato finalmente l’Italia nel gruppo delle nazioni europee(Francia, Spagna, Danimarca ed altre) che hanno preso l’impegno di monitorare ed intervenire su tutti quegli ascensori operanti ma progettati prima dell’entrata in vigore della Direttiva Europea Ascensori 95/16 (nota bene, resa operativa in Italia con il dpr 162/30 aprile 1999). Tralasciando i richiami di precedenti decreti (il più importante è quello della pubblicazione della norma EN81.80 Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti pubblicato sulla GU N. 27 del 2 febbraio 2006) e le varie contestazioni al TAR del Lazio che impantanarono tutto il processo, con piacere enfatizziamo il presente decreto che propone ed impone un percorso chiaro e definito di intervento sugli ascensori operanti nel territorio nazionale. Il tutto finalizzato alla sicurezza di coloro che direttamente o indirettamente si interfacciano con l’ascensore.

In Italia operano circa ottocentomila ascensori e di questi ben settecentomila sono stati messi in servizio prima del 24 giugno 1999(data limite fissata dal decreto) e quindi sono sotto la lente di questo decreto. Ricordiamo che tutti gli ascensori secondo la legislazione nazionale avrebbero dovuto in ogni caso essere sottoposti ad adeguamenti obbligatori (ricordiamo gli ultimi del dm 9 dicembre 1987 n.587 per gli ascensori elettrici e del dpr268/94 per gli ascensori idraulici con circolare n. 159350) ciò ovviamente in aggiunta al fatto che i vari componenti sono stati sostituiti nel tempo per usura o per motivi di funzionalità nel quadro della attenta manutenzione(obbligatori in Italia e gestita solo da personale responsabile qualificato).

Il nuovo DPR procede in ogni caso a tappeto suddividendo tutti gli ascensori oggetto del decreto in categorie legate all’anzianità:

  • categoria I) ascensori installati prima del 15 novembre 1964
  • categoria II) ascensori installati prima del 24 ottobre 1979
  • categoria III) ascensori installati prima del 9 aprile 1991
  • categoria IV) ascensori installati prima del 24 giugno 1999.

Il proprietario al momento della visita biennale obbligatoria(già secondo dpr 162) programmata deve pianificare una verifica straordinaria per individuare per ciascun ascensore gli interventi da eseguire. La tempistica di questa visita è ben chiara e definita: entro 2 anni per quelli di cat. I, entro 3 anni per quelli di cat. II, entro quattro anni per quelli di cat. III, entro cinque anni per quelli di categoria IV. Riguardo gli interventi, era ben a disposizione il lavoro svolto sulla specifica normativa EN UNI 81.80 in precedenza citata. Nata a livello europeo, era stata ben recepita da Uni e completata relativamente ai 74 rischi individuati con una tabella di note e chiarimenti finalizzati a ciascun rischio e nel contesto della passata e presente legislazione italiana. Ultimamente in sede Commissione Uni Ascensori quest’ultimo lavoro era stato ulteriormente aggiornato.

In ogni caso molto meritevole e pratico è stato l’approccio del decreto che ha stilato e pubblicato 3 tabelle (A, B, C) contenenti i rischi individuati e suddivisi in 3 categorie corrispondenti alle 3 tabelle(A-Alto, B-Medio, C-Basso). Precisamente la tabella A elenca 9 rischi, la tabella B 20 rischi e la tabella C 26. Ricordiamone alcuni tra i più significativi:

  • tabella A: precisione livello fermata, rapporto sicuro superficie portata, presenza porta cabina
  • tabella B: dispositivo unificato sbloccaggio porte di piano, illuminazione emergenza cabina, spazi liberi testata e fossa
  • tabella C: eliminazione materiali pericolosi (per esempio, amianto), sufficiente ventilazione cabina, protezione contro scarrucolamento funi e introduzione oggetti tra funi e pulegge, protezione degli ascensori idraulici contro caduta libera.

Pur avendo personalmente alcune perplessità su alcuni rischi declassati a Bassi, l’approccio è univoco e non dovrebbe dar luogo a contestazioni o difficoltà di interpretazione. Molto semplicemente infatti il decreto impone che i rischi (individuati nella verifica straordinaria concordata entro la data prevista) debbano essere eliminati mediante i relativi adeguamenti entro 5 anni per quelli di tabella A, entro 10 anni per quelli di tabella B, in occasione di successive modifiche importanti (richiedenti visite straordinarie, aggiungeremmo noi) per quelli di tabella C. Gli adeguamenti potranno essere sequenziali anche se ovviamente per ragione di costi e disponibilità impianti per gli utenti è certamente più razionale un unico intervento globale. Ovviamente il mancato adempimento a quanto prescritto mette l’impianto in condizione di essere bloccato immediatamente.

Si noti che per tre tematiche di interventi quali:

  • 1) misure per assicurare l’accessibilità ai disabili,
  • 2) misure contro atti vandalici,
  • 3) misure per assicurare un comportamento sicuro in caso di incendio,

si è deciso quanto segue (citiamo il testo del decreto).

Non sono compresi nelle tabelle(A,B,C) in quanto soggetti a valutazioni specifiche . Tuttavia gli stessi devono essere considerati in funzione delle esigenze degli utilizzatori e dell’ambiente in cui l’impianto ascensore è inserito. Pertanto è responsabilità del proprietario richiedere esplicitamente quali misure adottare. Il decreto prevede inoltre che per edifici sotto protezione della Sovrintendenza delle Belle Arti, ove non potessero essere svolti in maniera completa gli adeguamenti sia implementa una procedura per certificare intanto questa situazione particolare e per implementare successivamente misure di compensazione (concordate con l’ente verificatore) per tener conto dei requisiti di sicurezza in ogni caso necessari. Dunque è questa una buona ed attesa legge che sicuramente renderà l’ascensore (già il mezzo di trasporto più sicuro) ancora più sicuro e agevole per l’utenza (che, non dimentichiamo, negli ultimi anni è profondamente cambiata; si pensi ad esempio all’aumento dell’età media) anche se vecchio e datato. Ci siano consentite a questo punto alcune osservazioni a caldo. Data di installazione: come è noto prima del 1999 parecchi ascensori erano fantasmi (installati e funzionanti, ma non ancora collaudati in quanto spesso il collaudo avveniva in tempi successivi).

Speriamo che qualche furbetto non giochi su questo equivoco per le date e facciano rigoroso testo i documenti di progettazione. Tabelle rischi: come ho detto si possono avere valutazioni differenti ma in ogni caso vanno rispettate tutte le tempistiche. Segnalo a titolo di cronaca che nella tabella A leggiamo un rischio - dispositivo di ispezione ed arresto sul tetto di cabina - che teoricamente non dovrebbe sussistere in nessun impianto in quanto oggetto di adeguamento obbligatorio in precedenti decreti; in ogni caso meglio tardi che ma. Ciò dà lo spunto per auspicare una autorità indipendente da cliente, ente verificatore, che controllerà a campione sugli impianti l’effettiva applicazione della legge.

Tempi di esecuzione: l’impegno pur diluito nel tempo a livello nazionale è notevole per qualità e quantità delle prestazioni dei tecnici di montaggio e dei verificatori che dovranno essere in numero adeguato e con opportuna preparazione. In Francia, per esempio, dove un decreto simile era apparso nel luglio 2003, le industrie del settore avevano lanciato intanto una ampia campagna informativa per clienti ed utenti. Sono stati attivati gruppi di lavoro e scambio tra governo, verificatori, clienti, industrie del settore con pubblicazione di soluzioni alle problematiche ed interpretazioni tecniche più frequenti. Ben 20 istituti tecnici hanno nei loro programmi preparazioni specifiche per tecnici ascensoristi, figure professionali per le quali si prevede un fabbisogno di circa 1.000-1.500 unità/anno. A 4 anni di distanza dalla legge più del 25per cento del parco impianto era stato coinvolto in questo processo di modernizzazione. Può essere il tutto anche per noi una utile indicazione.

 

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