Rumore: rapporto tecnico dell’UNI

dott. ing. Giovanni Manzini

La legislazione italiana in materia di prevenzione e protezione dai rischi da rumore si basa ormai da alcuni anni sul recepimento della Direttiva 2003/10/CE (Direttiva 2003/10/CE del 6 febbraio 2003 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore), GUUE L 42 del 15.02.2003). In particolare il D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, integrato e modificato dal D. Lgs. n. 106 del 3 agosto 2009), ha definito gli obblighi di valutazione e gestione del rischio rumore, dando attuazione alla suddetta Direttiva. Tra gli adempimenti più significativi presenti nel provvedimento suddetto, vi è indubbiamente quello di aver previsto l’obbligo per le aziende con livelli di esposizione al rumore elevati di elaborare ed applicare un “programma di misure tecniche e organizzative” volte a ridurre l’esposizione al rumore dei lavoratori. La valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro prevede, rispettivamente di: n quantificare il valore di esposizione personale al rumore al fine di stabilire le misure di prevenzione per la salute degli esposti e la correttezza o meno dei dispositivi di protezione auricolare in uso; n indicare gli interventi tecnici e organizzativi che possono essere adottati dall’azienda per ridurre l’esposizione al rischio nelle aziende con rumorosità superiore ai valori previsti dalla legislazione vigente, nonché identificare le aree di lavoro a maggior rumorosità al fine della loro delimitazione, segnalazione e restrizione all’accesso.

A tal proposito, mentre la norma UNI 9432:2008 “Acustica - Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro” affronta quanto indicato nel primo punto, il recente rapporto tecnico UNI/TR 11347:2010 “Acustica - Programmi aziendali di riduzione dell’esposizione a rumore nei luoghi di lavoro” definisce un modello di programma aziendale di riduzione dell’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro (sintetizzato nell’acronimo “PARE”) evidenziandone il livello di dettaglio, allo scopo di fornire uno strumento di orientamento in una realtà che al momento propone le soluzioni più differenziate. Il rapporto prevede che, in corrispondenza a ciascuna situazione con livelli di esposizione elevati, il datore di lavoro indichi nel PARE gli interventi tecnici e organizzativi che, tra quelli concretamente attuabili, intende effettivamente realizzare fissando l’obiettivo acustico, dove tecnicamente possibile, in accordo con le indicazioni tecniche contenute nelle norme della serie UNI EN ISO 11690 *. Le modalità di riduzione dell’esposizione sono suddivise in due categorie: interventi tecnici ed interventi organizzativi.

Il rapporto tecnico UNI/TR 11347 ricorda che la progettazione dell’intervento deve essere tale da evitare ulteriori rischi come quelli per la sicurezza (per esempio rischio incendio) e per la salute (per esempio minor ricambio d’aria) verso i lavoratori o problemi igienico-sanitari verso il prodotto (per esempio nel settore alimentare o farmaceutico) ovvero maggiori rischi verso i recettori esterni; da ultimo fornisce indicazioni sulle caratteristiche professionali e formative nonché delle disponibilità strumentali del “personale qualificato” chiamato a progettare gli interventi riportati nel PARE. Vista la già importante presenza di norme con specifico contenuto tecnico riguardanti gli interventi di bonifica del rumore e l’ampia variabilità delle problematiche presenti negli ambienti di lavoro e delle soluzioni possibili, la UNI/TR 11347 si è quindi proposta di armonizzare gli standard esistenti con un carattere prettamente gestionale.

Il nuovo TR dovrebbe, pertanto, rivelarsi di grande utilità per:

  • i responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, principali riferimenti aziendali del processo di valutazione dei rischi e soggetti promotori delle decisioni aziendali in tema di prevenzione e protezione dal rumore;
  • i tecnici di acustica, in qualità di estensori delle proposte di intervento per fornire loro uno strumento di orientamento in un mercato che propone le soluzioni più differenziate;
  • gli operatori degli organi di vigilanza, principalmente i tecnici delle ASL, in qualità di verificatori dell’applicazione dell’obbligo legislativo;
  • i datori di lavoro, in quanto titolari ultimi della responsabilità di redazione ed applicazione del PARE.

* UNI EN ISO 11690-1:1998 “Acustica - Raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario - Strategie per il controllo del rumore” UNI EN ISO 11690-2:1999 “Acustica - Raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario - Provvedimenti per il controllo del rumore” UNI EN ISO 11690-3:2000 “Acustica - Raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro a basso livello di rumore contenenti macchinario - Propagazione del suono e previsione del rumore in ambienti di lavoro”

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito