Emissioni industriali: revisione della direttiva UE

Il Consiglio Europeo ha approvato una revisione della Direttiva in vigore sulle emissioni industriali (Direttiva 2008/1/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento, GUUE L 24/8 del 29 gennaio 2008) al fine di rendere i limiti emissivi maggiormente armonizzati e rigorosi. In particolare, il nuovo provvedimento aggiorna ben sette provvedimenti vigenti (le direttive 78/176/CEE, 82/883/CEE e 92/112/CEE relative ai rifiuti provenienti dall´industria del biossido di titanio; la direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e riduzione integrate dell´inquinamento, nota come direttiva IPCC; la direttiva 1999/13/CE sui composti organici volatili; la 2000/76/CE sull´incenerimento dei rifiuti e la 2001/80/CE sugli inquinanti originati dai grandi impianti di combustione.

La regolamentazione europea esistente mira a prevenire e controllare l’inquinamento di aria, acqua e suolo da parte degli impianti industriali, regolamentando le emissioni di una vasta gamma di sostanze inquinanti, tra cui i composti di zolfo e azoto, polveri, amianto e metalli pesanti. Attualmente, circa 52.000 impianti sono disciplinati dai provvedimenti in vigore, appartenenti a settori dedicati a: produzione di metallo, di prodotti chimici chimico, allevamento e agricoltura, incenerimento dei rifiuti e tutti quei grandi impianti che ricorrono ai combustibili fossili per le loro esigenze energetiche.

La revisione svolta dal Consiglio è servita anche ad associare i suddetti limiti ad un miglioramento tecnologico, le cosiddette BAT (Best Available Techniques) ad oggi disponibili in Europa. In particolare sono stati rafforzati i limiti di emissione per gli ossidi di azoto, l’anidride solforosa e le polveri provenienti dai grandi impianti che utilizzano le fonti fossili nelle raffinerie di petrolio e dall’industria metallurgica. I nuovi impianti, avverte il Consiglio, dovranno applicare entro il 2012 la tecnologia più pulita disponibile sul mercato. Gli impianti esistenti dovranno, invece, conformarsi ai nuoi standard dal 2016, anche se è previsto un periodo di transizione: fino al 30 giugno 2020, infatti, i Paesi Membri potranno definire i piani di transizione con un calo dei massimali annui di NOx, SO2 e delle polveri. (l.i.)

 

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