Aria pulita in città: il Decreto Legislativo 155-2010

dott. ing. Giovanni Manzini

È stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 155 del 13.08.10 “Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” (GURI n. 216 del 15.09.10, S. O. n. 217/L)*, che ha l’ambiziosa finalità di introdurre metodi più accurati per la misura della qualità dell’aria che respiriamo, gettando così le basi per contrastare più efficacemente l’inquinamento atmosferico. Tutto ciò con le Regioni in prima linea e con un ruolo essenziale che dovrà essere svolto dai tavoli di coordinamento. Infatti, con il nuovo provvedimento, ricade sulle Regioni e sulle Province autonome il grosso delle responsabilità legate ai monitoraggi e alle operazioni di intervento per restare all’interno delle soglie-limite. Saranno questi Enti a dover coordinare l’attività di rilevamento e a decidere i piani di intervento in caso di sforamento, mentre a livello nazionale i lavori saranno coordinati dal Ministero dell’Ambiente, insieme all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e all’Enea, che farà da raccordo con la Comunità europea.

Il nuovo provvedimento introduce i valori limite e gli obiettivi di qualità dell’aria per biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM 2,5 ed ozono disciplinati dalla Direttiva 2008/50/CE, e sostituisce le disposizioni attuative della Direttiva 2004/107/CE (Direttiva 2004/107/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004 concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente, GUUE L23 del 26.01.05), contenute nel D. Lgs. 152/2007 (Decreto Legislativo n. 152 del 3 agosto 2007, “Attuazione della direttiva 2004/107/CE concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nichel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente “, GURI n. 213 del 13 settembre 2007 - S.O. n. 194, con Rettifica sulla G.U.R.I. n. 282 del 1 dicembre 2004)), a sua volta, recante i valori limite di qualità dell’aria di arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene.

Tutto ciò con l’intento di realizzare un quadro normativo unitario per la disciplina delle attività di valutazione e gestione della qualità dell’aria, e di responsabilizzare, mediante il riparto delle competenze, tutti i soggetti interessati all’attuazione delle disposizioni. Il Decreto si fonda sui seguenti principi:

  • divisione in modo uniforme e razionale del territorio nazionale in zone ed agglomerati. Tale zonizzazione è il presupposto su cui si basa l’attività di valutazione della qualità dell’aria ambiente;
  • razionalizzazione, mediante programmi di valutazione in ciascuna regione, della rete di misurazione e dell’utilizzo delle misurazioni e delle altre tecniche di valutazione.

La rete di misurazione è soggetta alla gestione o al controllo pubblico; n individuazione del campo di applicazione dei piani regionali di qualità dell’aria; n possibilità di ricorrere a misure e interventi di carattere nazionale; n ripartizione delle funzioni e delle responsabilità nell’attuazione dei piani; n coordinamento e verifica dello Stato sull’adempimento da parte delle Regioni. Inoltre, è prevista l’istituzione, presso il Ministero dell’Ambiente, di un Coordinamento relativo a tutte le autorità competenti all’attuazione del Decreto, che dovrà assicurare l’elaborazione di indirizzi e linee guida, al fine di esaminare le criticità, perseguire una attuazione coordinata delle nuove norme, e prevenire situazioni di inadempimento.

Nel seguito si riporta uno stralcio del provvedimento in oggetto.

*) Il provvedimento recepisce la Direttiva quadro sulla qualità dell’aria ambiente (Direttiva 2008/50/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, GUUE L152 dell’11.06.08).

 

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