Veicoli fuori uso, serve una regolamentazione

dott. ing. Giovanni Manzini

La Commissione europea ha ingiunto al nostro Paese di conformarsi ad una sentenza emessa della Corte di giustizia nel 2007 relativa ai veicoli fuori uso attraverso una lettera complementare di costituzione in mora in cui chiede all’Italia di adottare misure pienamente rispondenti alla normativa. Tale iniziativa è stata motivata dalle reiterate carenze rilevate nel recepimento della regolamentazione dell’UE.

Se l’Italia non provvederà al corretto recepimento della regolamentazione, la Commissione potrebbe decidere per un deferimento alla Corte e chiedere che le vengano comminate sanzioni pecuniarie. Ricordiamo che il provvedimento di riferimento in questo settore è la Direttiva 2000/53/CE (Direttiva del 18 settembre 2000 relativa ai veicoli fuori uso, GUUE L 269 del 21.10.00) relativa ai veicoli fuori uso che mira a ridurre i rifiuti derivanti dai veicoli che sono giunti al termine della loro vita utile. In base a tale Direttiva i Paesi membri devono istituire sistemi di raccolta e garantire che i veicoli siano consegnati ai centri di trattamento autorizzati e smontati prima di essere trattati. Essi devono altresì garantire il recupero di tutti i componenti pericolosi per l’ambiente.

A tal proposito, il 24 maggio 2007 la Corte di giustizia europea ha decretato che la Legge italiana che recepiva nel diritto nazionale le disposizioni della direttiva conteneva numerose lacune e, malgrado nel frattempo vi sia stata l’adozione di nuovi atti legislativi, la Commissione ritiene che numerosi siano ancora gli elementi di non conformità. In particolare, l’obbligo di istituzione di sistemi di raccolta dei componenti usati asportati al momento della riparazione delle autovetture non è ritenuto abbastanza rigoroso in quanto la regolamentazione italiana prevede unicamente che le officine di riparazione possono consegnare tali pezzi, ma non istituirebbe l’obbligo di tale azione.

 

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