Prodotti da costruzione: il nuovo Regolamento UE

dott. ing. Giovanni Manzini

E´ stato pubblicato lo scorso anno il Regolamento (UE) n. 305/2011 del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio (GUUE L88, 04.04.2011). Il provvedimento è attualmente in vigore, tranne che per gli articoli da 3 a 28, da 36 a 38, da 56 a 63, l´articolo 65 e l´articolo 66, gli allegati I, II, III e V, che entreranno in vigore solo a partire dallo 01.07.2013. Il Regolamento fissa nuove regole per la produzione e distribuzione di prodotti per l’edilizia, incidendo profondamente sull’organizzazione della produzione, sulla qualità e sicurezza, e, quindi, sull’efficacia applicativa della costruzione delle opere. Sono state accresciute le responsabilità dei produttori e dei distributori nei confronti dell’utente finale, ed è stata modificata l’organizzazione del processo produttivo con un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori della filiera.

Perciò, gli operatori dovranno prepararsi per tempo ad affrontare le nuove sfide che il mercato richiede, armonizzando le esigenze di una domanda che punta sulla qualità e sicurezza dei materiali con l’efficienza dell’organizzazione produttiva capace di soddisfarle. Gli aspetti più rilevanti del nuovo Regolamento, che differenziano l’attuale regime dal precedente sono:

  • Marcatura CE: essa assume un significato nettamente diverso da quello che aveva nella CPD, infatti non attesta più la conformità del prodotto a una specifica tecnica, bensì la conclusione di un iter armonizzato attraverso il quale si valuta, si accerta, si garantisce – mediante procedure di prova o di calcolo e di controllo della produzione – ed infine si dichiara la prestazione di un prodotto da costruzione. Quindi il concetto cardine di questo regolamento è il nuovo significato della marcatura, che si supporta con la “Dichiarazione di Prestazione - DoP” (in sostituzione della dichiarazione di conformità); quindi la marcatura CE è conseguente alla dichiarazione di prestazione e con questa deve coesistere;
  • Dichiarazione di prestazione: si tratta di una sorta di carta d’identità del prodotto contenente tutte le caratteristiche essenziali e le relative dichiarazioni. Al contrario di quanto previsto dalla direttiva CPD (per la quale la dichiarazione di conformità non circola poiché è un documento a solo uso del fabbricante, e le informazioni sono riportate insieme alla marcatura CE sul prodotto stesso) la dichiarazione di prestazione è un documento a sé, separato dall’etichetta, che accompagna sempre il prodotto; su supporto cartaceo oppure elettronico (può anche essere resa disponibile sul sito web del fabbricante);
  • Valutazione tecnica europea (ETA): è uno strumento che andrà a sostituire il benestare e nel quale il nuovo Regolamento ha forse inciso in maniera più significativa rispetto ad altri. Infatti l’ETA costituisce una valutazione documentata della prestazione di un prodotto, in relazione alle sue caratteristiche essenziali, conformemente al rispettivo documento per la valutazione europea (EAD). L’ETA è lo strumento per effettuare la dichiarazione di prestazione e poi marcare CE i prodotti non completamente o non ancora normati.
  • Sostenibilità: il nuovo requisito essenziale “Uso sostenibile delle risorse naturali” non avrà alcuna conseguenza a livello di dichiarazione delle prestazioni e di marcatura CE, fino a che uno o più Paesi membri dell’Unione non decideranno di regolamentare in materia a livello nazionale, ciò nonostante è già chiara la rilevanza che avrà sul settore. La sostenibilità prevede che il produttore elabori una dichiarazione di prestazione del prodotto che riguarda l’impiego delle materie prime e dei semilavorati dal punto di vista non solo strettamente ambientale, ma anche sociale, economico e tecnico;
  • Attività di sorveglianza sul mercato: in Italia vi sono troppi soggetti depositari delle competenze di controllo, inoltre quando si tratta di prodotti provenienti da Paesi terzi si scontrano due discipline comunitarie (quella doganale e quella per la libera circolazione dei prodotti), parzialmente sovrapposte e in alcuni casi con confini non così chiaramente definiti: nonostante gli accordi di collaborazione con gli uffici doganali, che permettono di bloccare spesso prodotti pericolosi, sappiamo che almeno altrettanti riescono ad entrare nel mercato tramite Paesi non molto rigorosi. Gli obblighi di organizzazione di programmi di vigilanza, inoltre, sono oggettivamente insostenibili nel settore delle costruzioni! Basta pensare al numero delle famiglie di prodotto coperte dal regolamento 305/2011, alle tipologie di prodotto per famiglia e al numero di punti di immissione sul mercato italiano per rendersi conto che i tre ministeri coinvolti, le Camere di commercio e le direzioni provinciali dei Vigili del Fuoco possono garantire una sorveglianza sul mercato “a campione”.

Si riporta nel seguito un breve stralcio del provvedimento considerato.

REGOLAMENTO (UE) N. 305/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio (omissis)

CAPO II DICHIARAZIONE DI PRESTAZIONE E MARCATURA CE Articolo 4 Dichiarazione di prestazione 1.

Quando un prodotto da costruzione rientra nell´ambito di applicazione di una norma armonizzata o è conforme a una valutazione tecnica europea rilasciata per il prodotto in questione, il fabbricante redige una dichiarazione di prestazione all´atto dell´immissione di tale prodotto sul mercato. 2. Quando un prodotto da costruzione rientra nell´ambito di applicazione di una norma armonizzata o è conforme a una valutazione tecnica europea rilasciata per il prodotto in questione, le informazioni, sotto qualsiasi forma, sulla sua prestazione in relazione alle caratteristiche essenziali, come definite nella specifica tecnica armonizzata applicabile, possono essere fornite solo se comprese e specificate nella dichiarazione di prestazione, eccetto nei casi in cui, in conformità dell´articolo 5, non è stata redatta alcuna dichiarazione di prestazione. 3. Nel redigere la dichiarazione di prestazione, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del prodotto da costruzione a tale prestazione dichiarata. Salvo oggettive indicazioni contrarie, gli Stati membri presumono che la dichiarazione di prestazione redatta dal fabbricante sia precisa e affidabile. (omissis)

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito