Inarcassa 2015, sostanzialmente bene

Ma il ministero del lavoro boccia la manovra per alleggerire le sanzioni

Matteo Palo

Bilancio 2015 approvato e conti ancora in positivo. Il Comitato nazionale dei delegati di Inarcassa ha licenziato, nella riunione dello scorso 29 aprile, il consuntivo relativo all’esercizio 2015. Tutto bene per architetti e ingegneri. L’anno, infatti, si chiude con un avanzo economico di 604 milioni di euro, superiore di 50 milioni (+9%) rispetto alle previsioni ed un patrimonio netto di 8,8 miliardi di euro, contro gli 8,2 dell’esercizio precedente. Resta, però, l’incognita della manovra sulle sanzioni: le misure licenziate dal Consiglio nei mesi scorsi, per alleggerire le multe a carico degli iscritti con contributi arretrati, sono infatti state bocciate dal ministero del Lavoro. Partiamo dal bilancio. In base alle ultime cifre, il patrimonio per iscritto (52,2 mila euro) è cresciuto del 6,7% rispetto al 2014, in presenza di una sostanziale stabilità del numero degli associati. Al tempo stesso, le prestazioni previdenziali ed assistenziali sono complessivamente aumentate di oltre il 10% (53 milioni di euro). Tutti risultati positivi, principalmente perché sono stati conseguiti nonostante il contesto di profonda crisi delle due categorie.

Basti pensare che il prodotto lordo di architetti e ingegneri ha subito una contrazione di oltre il 30% dal 2007 ad oggi. “Siamo soddisfatti – dice allora il presidente della Cassa, Giuseppe Santoro - dei risultati del primo esercizio dell’attuale ciclo di Governance di Inarcassa”. Nel quadro dell’ultimo bilancio “abbiamo selezionato con cura gli investimenti, gestito con successo il patrimonio, agito con saggezza nei confronti dei problemi posti dall’ambiente esterno e dalle difficoltà professionali delle nostre categorie”. In questo quadro, però, arriva una notizia negativa per i professionisti. Il Comitato nazionale dei delegati, infatti, ha anche preso atto del rigetto da parte dei ministeri vigilanti della riforma del sistema sanzionatorio deliberata nella seduta dell’11 febbraio scorso. Si tratta di quella manovra con la quale l’ente puntava a ridurre in maniera consistente il carico delle sanzioni per gli iscritti con contributi arretrati. Proprio questo punto era stato tra gli elementi chiave del programma di Santoro per l’elezione: il suo obiettivo è ridurre il consistente arretrato che grava sulla Cassa.

La questione, però, non finisce qui. I delegati, infatti, hanno formalmente già chiesto al Consiglio di amministrazione di assumere con urgenza le iniziative necessarie per consentire il riesame di un nuovo provvedimento dai contenuti simili. Quindi, la Cassa tornerà presto alla carica, con una nuova proposta da sottoporre al Governo. “Affronteremo queste difficoltà – spiega Santoro - con rigore e determinazione, coniugando disciplina previdenziale e finanziaria da un lato ed equità dall’altro, attraverso atti adeguati ed efficaci azioni di comunicazione e relazione verso tutte le sedi competenti”. Al tempo stesso – conclude – “continueremo a sostenere ed incentivare la professione in un ambito di solidarietà, tutela dei diritti e rispetto degli obblighi”. I tempi della riforma, comunque, sono destinati ad allungarsi in maniera consistente.

 

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