Pubblicate le nuove linee guida per redigere i certificati energetici

Stop agli attestati di prestazione energetica compilati senza particolare criterio e a prezzo di saldo. Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha appena pubblicato, nella circolare n. 696 del 2016, un pacchetto di linee guida che punta a invertire la tendenza nella redazione delle certificazioni che riguardano l’efficienza energetica degli edifici, sia vecchi che nuovi. L’obiettivo dell’operazione è mettere a punto un modello nel quale l’Ordine, a livello nazionale, fissi degli standard minimi di qualità da rispettare per tutti.

Il documento del Consiglio nazionale, elaborato dal Gruppo di lavoro energia, guidato da Gaetano Fede, contiene una sintetica e completa procedura in cui vengono evidenziati i compiti e gli obblighi del professionista che redige l’Ape.

Lo scopo, spiega il Cni, “è quello di garantire un alto livello di qualità alla professionalità dell’ingegnere, in un settore in cui la mercificazione dell’attività professionale ha raggiunto livelli ben al di là del limite di decenza”. Il caso noto a tutti è quello, ormai verificatosi più volte, delle attestazioni vendute su internet a pochi euro.

Le linee guida descrivono, allora, i servizi professionali di attestazione, in conformità al dettato del decreto ministeriale del 26 giugno 2015. Nel testo non sono trattati tanto gli aspetti tecnici, già regolati dal Dm nazionale, quanto piuttosto i compiti e gli obblighi del professionisti, nelle diverse situazioni. L’intento è “garantire un servizio di qualità adeguato alla professionalità dell’ingegnere”.

Ma veniamo ai consigli pratici. Per avviare una procedura di attestazione, il certificatore deve presentare al richiedente tutte le diverse opzioni che sono consentite, in termini di qualità e di costo, “al fine di consentire al medesimo una scelta consapevole”. Bisogna, però, sempre specificare l’obbligo di sopralluogo (non è possibile fare una certificazione su carta) e le eventuali prove supplementari (ad esempio, l’esecuzione di prove “in situ”). Più complicati i casi di nuova costruzione e di ristrutturazioni importanti di primo livello: in questi casi la nomina del soggetto certificatore deve avvenire prima dell’inizio dei lavori e deve essere dichiarata nella relazione tecnica.

Nel caso di edifici esistenti, per rendere più veloce la procedura, il cliente può rendere disponibili a proprie spese i dati relativi alla prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare oggetto di Ape. In questi casi è possibile anche richiedere il rilascio dell’attestato di prestazione energetica sulla base di un attestato di qualificazione energetica relativo all’edificio o alla unità immobiliare oggetto di attestazione della prestazione, anche non in corso di validità, “evidenziando eventuali interventi su edifici ed impianti eseguiti successivamente”. Tutti i documenti presentati dal cliente andranno sempre sottoposti dal professionista a una verifica di completezza e congruità. In caso di problemi, andranno rifatti da capo.

Infine, si arriva alla stesura integrale dell’attestato. Questa deve basarsi sull’utilizzo delle varie tipologie di attestazioni regionali o nazionali. Entro i quindici giorni successivi alla trasmissione della copia del certificato alla Regione o Provincia autonoma competente, il certificatore “procede alla consegna dell’Ape al richiedente, fatte salve le diverse richieste delle normative regionali”. Ancora una volta, fanno eccezione gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione importante: in questi casi gli attestati devono fare parte integrante della documentazione necessaria per il rilascio dell’abitabilità.

 

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