POWER-GEN mette all’indice la (in)sicurezza informatica

Tante conferme e alcune sorprese. A inizio dicembre è stato pubblicato il primo POWER-GEN Europe Confidence Index, che sintetizza i risultati di uno studio a campione condotto su 700 professionisti del mercato energetico europeo. Una sorta di barometro che sonda aspettative (e timori) di un comparto – quello dell’energia – in rapida evoluzione.
Le conferme, in primo luogo. La necessità di sviluppare le fonti rinnovabili – e di integrarle correttamente nel mix energetico attuale – è considerata dall’ampio campione preso in esame come la “questione più importante del momento”, anche in una proiezione di medio e lungo periodo.

“Lo storage dell’energia – precisano gli estensori dello studio - è il secondo problema più importante nel breve termine e il primo nel lungo periodo; il settore si sente impreparato su ciò che questa sfida tecnologica comporta”. La e-mobility e le smart city sono destinate ad avere un ruolo di assoluto rilievo, ma solo in proiezione futura (nei prossimi 5-20 anni) mentre attualmente non vengono ritenute una priorità. E questa è già una prima sorpresa. Più urgente, sempre in base ai dati del POWER-GEN Europe Confidence Index, è iniziare un vero sviluppo dell’eolico offshore e modernizzare il mercato dell’energia.

Scorrendo la classifica, all’ottavo posto (su 20 temi proposti) si incontra la cyber security ed è importante sottolineare come in questo caso gli operatori del settore abbiano evidenziato una “mancanza di fiducia rispetto alla lotta contro le minacce alla sicurezza informatica”. Per gli addetti ai lavori, dunque, non si sta investendo abbastanza su questo aspetto che rischia di costituire una minaccia significativa anche in un orizzonte temporale più ampio (dal 2020 al 2035).
Nel breve periodo, ossia entro i prossimi 5 anni, l’Index segnala che per le aziende del comparto la cyber security rappresenterà una sfida più impegnativa e incerta rispetto, ad esempio, allo sviluppo della mobilità elettrica o delle smart city, alla diffusione di nuove tecnologie rinnovabili (come il solare a concentrazione o lo sfruttamento delle maree) o alla cattura e sequestro dell’anidride carbonica.

 

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