Congresso CNI a Venezia:  emergono dati allarmanti in merito all’efficienza e modernizzazione della PA

Pubblica Amministrazione e ICT, il nostro Paese non è al passo con i tempi

 

La Pubblica Amministrazione sconta ancora notevoli ritardi in termini di efficienza e fatica a modernizzarsi. Pare viaggiare ad una marcia più bassa rispetto al resto del Paese, che seppur tra mille difficoltà cerca di evolversi e rispondere con agilità alle sfide del futuro. Sono queste le principali – e drammatiche, sotto certi aspetti – conclusioni che sono emerse dalla tavola rotonda “Ingegneri, Pubblica Amministrazione: scenari possibili e innovazione di sistema”. In particolare, sono state prese in considerazione le figure dei responsabili dei servizi ICT delle diverse pubbliche amministrazioni sparse sul territorio italiano. Stando ai dati presentati da Banca d’Italia, su un campione di 447 amministrazioni locali, solo il 10% dispone di una piattaforma in grado di dialogare con i cittadini, di svolgere pratiche e di effettuare pagamenti on line…

Tra le principali cause dello scarso sviluppo delle ICT viene segnalata la carenza di personale qualificato. Non è raro che funzioni complesse vengano assegnate a personale con competenze discutibili. “Quello della non corretta collocazione delle figure tecniche nella Pubblica Amministrazione – ha sottolineato Armando Zambrano, Presidente del CNI - appare come uno degli aspetti più complessi che emergono dall’indagine. Gran parte degli ingegneri che operano in una struttura pubblica ritiene che i ruoli dirigenziali di tipo tecnico siano rivestiti spesso da personale che non possiede competenze tecniche. La nomina discrezionale di dirigenti e funzionari consente ormai tale distorsione”. I dati forniti dal Centro Studi CNI lo dimostrano: non tutti i dirigenti e funzionari risultano essere laureati. Nel 14% si tratta di diplomati: dei 495 laureati censiti, il 53% ha una laurea di tipo tecnico, nei casi restanti no.

“Il quadro che emerge – ha aggiunto ancora il Presidente degli ingegneri Zambrano - è demoralizzante sotto molti punti di vista, ed è per questo che il tema di una riorganizzazione radicale della PA dovrebbe essere al centro del dibattito nel Paese. Non solo. L’attività di progettazione in campo ingegneristico ha subito un vero processo di impoverimento negli ultimi anni, anche a causa di comportamenti poco condivisibili messi in campo dalla PA. Questa, anziché concentrarsi sul proprio ruolo di programmazione e di controllo delle opere ha assunto spesso, in modo anacronistico, la funzione di progettazione. Diciamo chiaramente che la progettazione interna alla PA non genera alcun valore, ma anzi innesca diseconomie”. 

 

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