Al via una nuova politica per i trasporti

 

Varato dall’Esecutivo Europeo dopo lungo travaglio, il nuovo programma politico di riforma dei trasporti prevede una forte modernizzazione delle infrastrutture dell’Unione, con l’obiettivo di trasformare l’attuale groviglio di strade, ferrovie, aeroporti e canali europei in una rete transeuropea dei trasporti, così detta TEN-T, ben integrata e unificata.

Secondo gli esperti è la riforma più radicale della politica infrastrutturale mai realizzata dai suoi esordi negli anni 80 e ne sono testimonianza le carte che accompagnano il progetto della Commissione, che riportano nove corridoi principali che formeranno le arterie dei trasporti nel mercato unico europeo e rivoluzioneranno le connessioni.

Più in particolare la rete è articolata in 2 corridoi nord-sud, 3 corridoi est-ovest e 4 corridoi diagonali. La rete centrale est-ovest, il cui completamento è previsto entro il 2030, trasformerà i collegamenti tra oriente e occidente, eliminerà le strozzature, permetterà di modernizzare le infrastrutture e di snellire le operazioni connesse ai trasporti transfrontalieri in tutta l’UE a vantaggio sia dei passeggeri che delle imprese. Il programma e ben tinto di verde perché l’upgrading delle connessioni tra i diversi modi di trasporto sarà realizzato in modo tale da consentire il pieno rispetto degli obiettivi dell’UE in tema di cambiamenti climatici.

La nuova rete centrale di trasporto sarà integrata da una vasta rete di linee che si collegheranno alla rete centrale a livello regionale e nazionale. Essa coprirà l’intero territorio dell’UE per assicurare l’accessibilità a tutte le sue regioni così che, progressivamente, entro il 2050 la stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese europei non disti più di 30 minuti di viaggio dalla rete principale. In tal modo la nuova rete di trasporto garantirà spostamenti più sicuri e meno congestionati, con viaggi più rapidi e confortevoli.

In termini numerici la rete centrale collegherà 94 grandi porti europei con linee ferroviarie e stradali, 38 grandi aeroporti con linee ferroviarie che portino alle città principali, 15.000 km di linee ferroviarie convertite ad alta velocità, 35 progetti transfrontalieri destinati a ridurre le strozzature. Il traguardo finale è la realizzazione nei 28 Stati membri di una robusta rete europea dei trasporti, cruciali per l’economia europea perché consentiranno una reale libertà di circolazione delle merci e delle persone in tutta l’Unione con un’agile connessione dei lembi più estremi del territorio.

Queste opere costituiranno quindi una vera linfa economica per il mercato interno, assicurando le condizioni per favorire la crescita e la competitività. Al proposito i finanziamenti concessi dall’UE per le infrastrutture di trasporto triplicheranno nel periodo dal 2014 al 2020, per raggiungere 26 miliardi di euro, e saranno strettamente destinati alla rete centrale, in cui si concentra il più alto valore aggiunto per l’UE.

Questi 26 miliardi di euro (a prezzi correnti) saranno stanziati dal Meccanismo per collegare l’Europa nell’ambito del quadro finanziario pluriennale e serviranno da capitale di “avviamento”, che stimolerà altri investimenti degli Stati membri destinati a completare collegamenti transfrontalieri difficili e linee che altrimenti non sarebbero costruite. Secondo le stime, l’ammontare complessivo del finanziamento per l’attuazione della prima fase attuativa della rete centrale ammonterà a 250 miliardi nel periodo 2014-2020 e questa dovrà essere completata entro il 2030. Si veda in figura la carta della rete centrale TEN-T (rete transeuropea dei trasporti) con i nove corridoi principali.

P.A.

 

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