Il quinto rapporto IPCC conferma i rischi dei cambiamenti climatici in atto

Molti dei cambiamenti climatici osservati a partire dal 1950 non hanno precedenti sulla Terra, perlomeno considerando un arco temporale pari ad alcune decine di migliaia di anni. La temperatura media superficiale è già aumentata di ¾ di grado Celsius, e senza interventi decisivi potrebbe crescere ulteriormente entro il 2100 da un minimo di 1°C a un massimo di 3,7. Anche se il lasso temporale può sembrare ampio (stiamo considerando i prossimi 85 anni) si tratta in realtà di un periodo troppo breve – e di una trasformazione troppo ampia – perché la società umana abbia il tempo necessario ad adattarsi.

È questo, in estrema sintesi, il messaggio contenuto nel primo volume del V° Rapporto di valutazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) pubblicato lo scorso settembre (gli altri due saranno disponibili entro aprile 2014). Più precisamente, l’aumento della temperatura negli ultimi 20 anni del secolo (media 2081–2100) potrà crescere nel range da 0,3 a 4.8°C rispetto al periodo 1986–2005, in relazione ai vari modelli usati, con incrementi più accentuati nelle aree subtropicali e tropicali del Pianeta.

Di conseguenza, anche il livello globale medio marino continuerà ad aumentare con un innalzamento compreso tra 0,26 e 0,82 metri a seconda dei diversi modelli usati. Le precipitazioni subiranno forti variazioni (con probabili cali in molte aree secche e aumenti in quelle umide alle medie latitudini) e sono previsti in deciso aumento gli eventi estremi.

Lo stesso Rapporto definisce comunque un possibile percorso di contenimento delle emissioni – grazie ad una forte (e auspicabile) politica globale per il clima – in grado di limitare l’aumento previsto delle temperature al di sotto dei 2°C. Le presenti proiezioni sono considerate più adeguate di quelle stimate nei report precedenti perché riproducono meglio le osservazioni e considerano la più rapida dinamica di fusione delle calotte glaciali. Il lavoro svolto è stato sottoposto a due fasi di revisione da parte di esperti esterni e da esperti selezionati dai 195 Paesi membri dell’IPCC.

 

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