Riordino degli enti di ricerca. In arrivo i nuovi Statuti

dott. ing. Giovanni Manzini

È stato pubblicato sulla G.U.R.I. n. 25 del 1° febbraio 2010, il Decreto Legislativo del 31 dicembre 2009, n. 213 “Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell´articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013)” dedicato a “promuovere, sostenere, rilanciare e razionalizzare le attività nel settore della ricerca, di garantire autonomia, trasparenza ed efficienza nella gestione e di provvedere al riordino della disciplina relativa agli statuti e agli organi degli enti pubblici nazionali di ricerca, vigilati dal Ministero dell´istruzione, dell´università e della ricerca, …” (art. 1 “Obiettivi del riordino e definizioni”). Secondo il nuovo provvedimento, la ripartizione dei fondi per gli enti di ricerca sarà effettuata in base alla programmazione strategica decennale degli stessi enti e alla valutazione della qualità dei risultati della ricerca, effettuata dall´Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario), l´agenzia ha accorpato le funzioni di altri due organi di valutazione, il Cnvsu e il Civr.

Inoltre, il Decreto prevede che una quota, pari almeno al 7% del fondo ordinario per gli enti di ricerca, sia destinata al finanziamento “premiale” di specifici programmi e progetti presentati dagli enti. Il provvedimento prevede anche la possibilità, per gli enti di ricerca, di assumere, nel limite del 3% dell´organico e delle disponibilità di bilancio, ricercatori o tecnologi italiani o stranieri che si siano distinti per “merito eccezionale” o che abbiano avuto alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale. Altra iniziativa di rilievo del decreto di riordino è la cura dimagrante imposta ai consigli di amministrazione degli enti di ricerca: solo nelle strutture più grandi (vale a dire quelle che ricevono un contributo pubblico annuale superiore al 20% del fondo di funzionamento ordinario o che impiegano oltre 500 persone) i componenti potranno essere cinque, compreso il presidente. In tutti gli altri enti, i componenti del Cda dovranno fermarsi a tre.

Infine si segnala che, secondo il nuovo provvedimento, gli statuti degli enti dovranno essere adeguati alle nuove disposizioni entro sei mesi dall´entrata in vigore dello stesso (feb. 2010). Sull’efficacia del Decreto si registrano anche pareri contrastanti da parte della Flc-Cgil, che segnala come le risorse per la ricerca, in Italia, in termini di personale e di finanziamenti, restano carenti.

 

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