Un dato significativo: l’Italia è il Paese con il più alto tasso di dipendenza dall’auto privata

Cielo, terra e mare: l’Europa si muove così. Infrastrutture e trasporti tra presente e futuro

Davide Canevari

“La libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi è una forza motrice dello sviluppo sostenibile della Comunità europea”. “Una delle priorità principali dell’Unione europea è assicurare ai proprio cittadini una mobilità realistica ed effettiva”. “La Comunità deve adoperarsi per far sì che i cittadini possano spostarsi facilmente e liberamente in tutta l’Unione per studiare, esercitare una professione, curarsi o per qualsiasi altro motivo”. Quando l’Europa Unita si presenta ai propri cittadini – su web, attraverso documenti ufficiali e materiale divulgativo – l’accento sull’importanza strategica della libera mobilità è ricorrente e prioritario. Non deve meravigliare, quindi, l’attenzione che, soprattutto in questi ultimi anni, è stata posta nei confronti delle infrastrutture, anche tenendo conto della necessità di integrare i Paesi di più recente ingresso. E, in parallelo, non stupisce la preoccupazione crescente per gli attuali modelli di mobilità (troppo sbilanciati sulla gomma e sul privato) certamente lontani dai requisiti di uno sviluppo davvero sostenibile. In questo percorso di medio e lungo periodo si è inserita la variabile (imprevista) della crisi internazionale, che ha colpito in particolare i trasporti aerei e navali, senza invece intaccare il predominio del trasporto su gomma. Il Giornale dell’Ingegnere dedica all’argomento un focus - pubblicato all’interno di questo numero - con l’intenzione di fare il punto sulla situazione attuale, evidenziare le principali criticità esistenti, delineare le dinamiche del cambiamento in atto.

(L´articolo apre il Focus "Infrastrutture e trasporti/Europa" pubblicato alle pagg. 7 - 12 di questo numero)

 

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