È l’energia il settore responsabile dei maggiori consumi

Nell’Europa a 27 Paesi, l’estrazione totale di acqua è pari a circa 247 miliardi di metri cubi/anno. Ben il 43,5 per cento degli utilizzi è legato al settore energetico (produzione idroelettrica e raffreddamento degli impianti termici). Seguono l’irrigazione per uso agricolo (24,3 per cento), gli impieghi urbani e di pubblica utilità (21,1 per cento) e l’industria (11 per cento). In termini di efficienza e razionalizzazione dei consumi, tutti i settori hanno margini di miglioramento molto elevati. Partiamo dal settore public supply. Si stima che in ambito domestico si potrebbe attuare un taglio del 50 per cento. Applicando tecnologie di facile implementazione e con costi di ritorno dell’investimento contenuti si potrebbe ridurre il fabbisogno pro capite da un minimo di 80 fino a un massimo di 150 litri/giorno.

Anche negli edifici pubblici le potenzialità sono notevoli con la possibilità di tagliare fino a un terzo della domanda attuale di acqua. In campo agricolo, l’adozione di tecnologie di irrigazione più moderne ed efficienti potrebbe ridurre il fabbisogno attuale dal 10 al 25 per cento. Inoltre, altri notevoli vantaggi potrebbero derivare dall’adozione di tecniche agronomiche alternative alle attuali, dalla scelta di privilegiare colture che richiedono un minore apporto di acqua, dal riutilizzo dell’acqua. Nel complesso si arriva a un risparmio (teorico) potenziale anche superiore al 40 per cento. Anche il comparto industriale potrebbe dare un contributo enorme per una più corretta gestione della risorsa idrica. “In alcuni casi si potrebbe arrivare anche ad un taglio dei consumi attuali nell’ordine del 90 per cento – dichiarano gli esperti della Commissione europea – e diffondendo in maniera capillare le migliori pratiche si potrebbe raggiungere un risparmio complessivo a livello di Unione europea anche del 43 per cento”.

Infine il turismo che in alcune aree dell’Europa rappresenta un fattore chiave. Anche in questo caso i differenziali di consumo – a parità di comfort – tra le realizzazioni più moderne e risparmiose e le strutture ricettive più datate sono elevatissime, con un rapporto che può addirittura essere pari a uno a dieci.

 

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