Energia trasmessa dallo spazio

dott. ing. Giovanni Manzini

Tre anni fa, un fascio di microonde ha attraversato un tratto di oceano nell’arcipelago delle isole Hawaii trasportando 20 W a 148 km di distanza, da un´isola all´altra. A capo dell’esperimento vi era John Mankins, scienziato americano che oggi fa il consulente in proprio, dopo aver trascorso 25 anni fra il Jet Propulsion Laboratory e la NASA, dove ha ricoperto per un decennio l´incarico di direttore del dipartimento Studi avanzati. Lo scopo di quell´esperimento alle Hawaii, condotto insieme al collega Nobuyuki Kaya dell´Università di Kobe, era trovare il modo di trasmettere non 200, ma mille miliardi di W, fra la Terra e un satellite in orbita geostazionaria, 35000 km sopra le nostre teste.

Secondo Mankins, una crisi energetica è alle porte, a causa della crescita della domanda da parte delle economie emergenti, del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici; perciò il pianeta deve rivedere in fretta il proprio sistema di approvvigionamento dell´energia. Secondo l’ex scienziato NASA, tutti i fondamenti fisici per realizzare il sistema “Space solar power” sono conosciuti e i principali componenti necessari esistono già, occorrerebbe solamente “perfezionare i dettagli”. L´idea è piuttosto antica: l´ingegnere spaziale Peter Glaser la teorizzò nel 1968, mentre Mankins l´ha fatta rivivere nel 1999, con un progetto ufficialmente finanziato dalla NASA stessa.

 

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