Cooperazione rafforzata: ok dall’Europarlamento, approvato il trilinguismo

Il 15 febbraio scorso il Parlamento europeo ha dato il via libera, con un voto a larga maggioranza, in plenaria a Strasburgo, alla cooperazione rafforzata tra 25 paesi Ue sul brevetto europeo in tre lingue, inglese, francese e tedesco. Solo Italia e Spagna non hanno aderito alla proposta, inizialmente sostenuta solo da 12 paesi, ritenuta discriminatoria per la lingua e le imprese dei due paesi. L’Aula di Strasburgo ha approvato la cooperazione rafforzata sul brevetto con 471 voti a favore, 160 contrari e 42 astensioni. Ora spetta al Consiglio competitività approvare la procedura di cooperazione rafforzata. Si tratta della prima in materia di mercato interno. In seguito, la Commissione presenterà due proposte legislative, una sulla creazione del nuovo sistema comunitario di brevetti (con procedura legislativa ordinaria) e l’altra sul regime linguistico, che dovrebbe prevedere solo la consultazione degli eurodeputati. Ma l’Europarlamento ha chiesto comunque “pieni poteri legislativi” su entrambi i provvedimenti. Soddisfazione da parte del commissario Ue al mercato interno Michel Barnier, che ha affermato che il via libera da parte di Strasburgo è “una tappa importante nel processo di creazione del brevetto europeo”.

Barnier ha quindi espresso il desiderio che “la cooperazione rafforzata possa includere il maggiore numero di paesi membri possibile, e continuo a sperare che tutti i paesi sceglieranno di entrare a fare parte di questa cooperazione”, facendo riferimento indirettamente a Italia e Spagna, gli unici due paesi ad essersi opposti al sistema di brevetto trilingue aprendo così senza volerlo la strada della cooperazione rafforzata tra gli altri 25 paesi Ue. Sulla vicenda sono intervenuti alcuni parlamentari europei italiani. Secondo l’eurodeputato della Lega Nord Claudio Morganti “è un danno enorme alla competitività del mercato unico europeo, soprattutto alle piccole e medie imprese”, e per di più “una scelta chiaramente irresponsabile da parte dell’Aula di Strasburgo, non curante del giudizio espresso, poche settimane fa, dalla Corte europea di giustizia che aveva definito la ‘cooperazione rafforzata’ incompatibile con i trattati istitutivi dell’Unione”.

Per il Pd, che si è astenuto nella votazione in plenaria, parla l’europarlamentare David Sassoli. “Ancora una volta - ha detto Sassoli in una dichiarazione in aula - abbiamo assistito all’incapacità del governo italiano di tutelare il profilo europeista dell’Italia e l’interesse delle imprese su un punto qualificante come l’adozione del brevetto europeo’. Sottolineando come solo Italia e Spagna, i Paesi che avevano posto il veto al regime del ‘trilinguismo, non abbiano aderito al meccanismo di ‘cooperazione rafforzata’ (previsto dal Trattato di Lisbona proprio allo scopo di non inchiodare la Ue nella regola dell’unanimita’), Sassoli ha detto: ‘Venticinque paesi su 27 e la stragrande maggioranza del Parlamento condividono una proposta che tocca da vicino le imprese più orientate ai mercati internazionali. L’autoesclusione italiana da questa decisione esporrà le nostre imprese al rischio di non essere adeguatamente protette in Europa e nel mondo”.

 

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