EST: conversione oli pesanti in prodotti leggeri

dott. ing. Giovanni Manzini

EST (Eni Slurry Technology) è una tecnologia innovativa in grado di convertire gli oli pesanti, i bitumi e gli asfalteni (la parte hard degli oli pesanti) in prodotti leggeri di elevata qualità, riducendo in modo considevole la produzione di residui di raffinazione sia liquidi sia solidi (per esempio, coke o fuel oil). Nelle attività di raffinazione, questo processo potrebbe rappresentare la soluzione per la conversione del "fondo del barile", consentendo da un lato un miglior sfruttamento delle risorse classiche anche in termini ambientali, dall´altro la valorizzazione di risorse non convenzionali, come i greggi extra-pesanti e i bitumi da tar sands, che nei prossimi anni svolgeranno un ruolo importante nella crescita delle forniture energetiche. Nel mondo, le riserve provate di petrolio sono di ca. 1,2 trilioni di barili, mentre le stime sulle risorse di oli non convenzionali ammontano a circa 4,6 trilioni di barili (se anche solo il 10-15% di tali risorse sono considerate "recuperabili" secondo le odierne tecnologie upstream, la quantità è enorme, ca. 560 miliardi di barili).

Questa tecnologia è frutto di un´attività di ricerca avviata in Eni alla fine degli anni ´80: in questa prima fase è stata condotta un’estesa attività di laboratorio, grazie alla quale sono stati approfonditi gli aspetti chimici e chimico-fisici della reazione. I risultati conseguiti hanno permesso di individuare uno schema di processo innovativo, che consente di superare le limitazioni che hanno finora frenato lo sviluppo su scala industriale dei processi slurry.

*) Il primo impianto industriale EST, della capacità di 23.000 barili di carica al giorno, è in costruzione nella raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgundi (PV): lo start up è previsto entro il 2012. Eni realizzerà quindi la prima unità industriale di conversione residui al mondo basata su tecnologia slurry. Dal punto di vista tecnologico, EST può essere descritto come un processo di hydrocracking, avente come caratteristiche peculiari l’impiego di un catalizzatore nanodisperso a base di molibdeno ed uno schema che consente il riciclo del catalizzatore stesso e il raggiungimento di livelli di conversioni prossimi al 100%.

 

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