03 - 2016 | Sblocca Italia e professioni tecniche
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Sussidiarietà, più autocertificazioni e meno incertezze interpretative

Rilancio economico ed occupazionale, lo Sblocca Italia aiuta la rete delle professioni tecniche

Pareri positivi al testo arrivano dal Presidente del Cni, Armando Zambrano e dai Presidenti degli Ordini di Torino e Messina, Remo Vaudano e Santi Trovato

di Roberto Di Sanzo

L’approvazione del testo del Regolamento Edilizio Unico contenente le definizioni uniche standardizzate, valide in tutta Italia (un ampio articolo esplicativo è presente su questo numero del Giornale dell’Ingegnere) ha suscitato le reazioni dei professionisti del nostro Paese.

A cominciare da Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche, che ha apportato un contributo decisivo nello stilare il nuovo regolamento. “Giudichiamo molto positivamente – sottolinea Zambrano – il fatto che prosegua con successo l’iter di definizione del Regolamento Edilizio Unico, previsto dal Decreto Sblocca Italia. Com’è noto, il Regolamento Edilizio Unico fu inserito all’interno del Decreto grazie all’impegno diretto della Rete e su nostra esplicita proposta”. “Ciò dimostra – conclude Zambrano – che le proposte dei professionisti tecnici italiani, nel passaggio dal dibattito generale al concreto iter d’implementazione, hanno trovato ampio consenso tra tutti i soggetti interessati”.

L’intesa sul nuovo testo è accolta con soddisfazione anche da Remo Vaudano, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Torino: “Si tratta di un passo fondamentale verso la semplificazione normativa. Era impensabile, infatti, continuare ad avere interpretazioni diverse sulla stessa norma in base all’ente o alla Regione cui si faceva riferimento”. Le definizioni uniche valide in tutta Italia favoriscono anche la “sburocratizzazione di un settore in evidente crisi e che ora invece potrebbe godere di un deciso rilancio economico ed occupazionale. In più – aggiunge Vaudano – il nuovo regolamento spero possa favorire la sussidiarietà tra professionisti, aumentando le autocertificazioni per una serie di pratiche che possono essere di nostra competenza. Un risparmio di tempo notevole per lo svolgimento di attività edilizie su tutto il territorio e allo stesso tempo l’ennesima dimostrazione che l’ingegneria è al servizio della collettività”

Sulla vicenda, tra l’altro, nei giorni scorsi è intervenuto anche l’Ordine degli Ingegneri di Messina, sottolineando la necessità, da parte della Regione Sicilia, di adottare il Testo Unico dell’Edilizia, in particolare recependo le disposizioni legislative contenute nel DPR 380/2001. L’Ordine messinese, per riuscire nell’intento, ha inviato una lettera accorata alla Consulta Regionale professionale affinché si faccia promotrice di questa iniziativa. “Il recepimento del DPR – si legge nella missiva – rappresenta un allineamento della normativa regionale a quella nazionale. È del tutto anacronistico prevedere oggi leggi diverse rispetto a quelle nazionali”. Basta dunque disposizioni e regolamenti che confliggono tra loro, che altro non fanno che rallentare e spesso bloccare interventi edilizi di indubbia utilità.

“L’adozione del Testo Unico – sottolinea Santi Trovato, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina – permetterà di adottare dei modelli nazionali unificati già redatti e condivisi, rendendo più appetibili gli interessi di potenziali investitori non siciliani, che potranno così lavorare con norme a loro più familiari. Ma non solo: finalmente non si avranno più disparità di trattamento, che attualmente si possono determinare tra cittadini italiani per il solo fatto di utilizzare una o l’altra normativa”. Il recepimento automatico di tutte le norme nazionali di modifica del Testo Unico dell’Edilizia, infatti, eviterà quelle incertezze e interpretazioni regionali che si stanno verificando continuamente e che penalizzano i professionisti. Un esempio su tutti? “Le detrazioni fiscali che fanno riferimento ai titoli abitativi nazionali – conclude Trovato –; ebbene, spesso non trovano corrispondenza in quelli regionali”.

 

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