01-02 - 2016 - Ordine di Reggio Emilia
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Pubblicati i dati di una ricerca Almalauera

Carlo Rossi (Presidente Ordine): “La meccanica traina il territorio”

Ingegneri e busta paga, laurearsi a Reggio Emilia conviene Laurearsi all’Università di Modena e Reggio Emilia conviene.

Roberto Di Sanzo

Con una retribuzione media mensile di 1.425 euro, Unimore è infatti l'ateneo dell'Emilia-Romagna che fa registrare il valore più alto nella speciale graduatoria degli stipendi elaborata sui dati forniti dall'ultimo rapporto del Consorzio Almalaurea. La XVII Indagine, ha coinvolto quasi 490.000 laureati di 65 atenei. Oltre a quasi 230 mila laureati post-riforma del 2013 – sia di primo che di secondo livello – ad un anno dalla conclusione degli studi universitari, sono stati intervistati tutti i laureati di secondo livello del 2011 (oltre 88 mila), interpellati quindi a tre anni dal termine degli studi e i colleghi del 2009 (oltre 64 mila), contattati a cinque anni dal termine degli studi. In base ai dati del 2015, la retribuzione mensile dei dottori arriva a 1.589 euro, cifra che per le dottoresse scende a 1.282. Stiamo parlando, in ogni caso, delle cifre più alte in assoluto di tutta la regione.

A farla da padrone sono proprio gli ingegneri: i laureati di Reggio Emilia hanno una busta paga di 1886 euro, e per appena un euro battono i camici bianchi fermi a 1.885. I colleghi ingegneri della sede di Modena si devono “accontentare” del terzo posto grazie ad una retribuzione mensile di 1.798 - che differisce da Reggio solo per i diversi indirizzi che caratterizzano le due sedi -, quasi il doppio dei laureati in Giurisprudenza (1.031) che si vedono superare anche dai colleghi di Lettere e Filosofia (1.337). Naturalmente si tratta di cifre che riguardano i soli uomini, perché a testimonianza che il divario retributivo in Italia non si annulla neppure di fronte allo stesso titolo di studio - conseguito nel medesimo anno (2009) e per giunta nello stesso ateneo - i dati registrano un guadagno mensile delle donne laureate in ingegneria nella sede di Reggio Emilia di 1.594 euro, quasi 300 euro in meno rispetto ai colleghi uomini. Stesso discorso per i medici (1.580 euro la busta paga per le dottoresse) e per gli ingegneri della sede di Modena, con le donne ferme a 1.387 euro mensili. E così medicina e ingegneria si confermano non solo le facoltà che offrono maggiore possibilità di inserimento, ma anche quelle con una retribuzione più alta.

“Un risultato importante e che dimostra una certa vitalità del settore nel nostro territorio – spiega Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Emilia -. Ci sono però da fare dei distinguo: il mercato è assolutamente florido per la meccanica, dove vi è notevole richiesta di colleghi specializzati sia nel Reggiano sia nel Modenese, territori da sempre vocati a tale ambito. Oggi la meccatronica, legata soprattutto all’informatica, occupa centinaia di colleghi in altrettante piccole e medie aziende sparse in tutta la regione”. Una sorta di “paradiso” che però diventa inferno se si parla di industria e edilizia: “Viviamo la crisi che sta attanagliando il Paese e non potrebbe essere altrimenti. Basti pensare che dal 2010 vi è stato un calo di produzione industriale del 10% e addirittura del 35% nelle costruzioni. Evidente che le difficoltà coinvolgano l’occupazione e quindi anche gli ingegneri”. Differenze importanti, dunque, anche tra professionisti e professioni: mentre gli ingegneri di Unimore (1.886 Reggio, 1.798 Modena) fanno segnare la retribuzione maggiore anche nel confronto con i colleghi di Bologna (1.715 euro), Forlì (1.640), Ferrara (1.684) e Parma (1.728), lo stesso non vale per i camici bianchi che cedono il passo ai colleghi di Ferrara che portano a casa - sempre a 5 anni dal titolo - 2.163 euro. Sono gli unici che in Emilia-Romagna superano la soglia dei 2 mila euro, riflesso di un momento storico in Italia di certo poco favorevole ai laureati che faticano a trovare un impiego (qualsiasi) e che nella maggior parte dei casi si ritrovano a guadagnare quanto un operaio di una grande azienda, che senza la necessità di un titolo di studio riesce a portare a casa anche 1.500 euro al mese (dati OD&M Consulting).

 

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