06 - 2016 | Ordine di Bologna
PDF Stampa E-mail

Secondo l’Ordine degli Ingegneri felsineo le opere viabilistiche e il recupero delle aree dismesse sono i nodi più urgenti da risolvere

Bologna, l’appello degli ingegneri: “I grandi progetti infrastrutturali non possono più attendere”

Roberto Di Sanzo


Bologna ha bisogno che i grandi progetti infrastrutturali che coinvolgono la città passino dalla fattibilità “sulla carta” ad una pronta esecutività. Simona Tondelli, segretario dell’Ordine degli Ingegneri felsineo, non ha dubbi su quali dovranno essere i compiti più urgenti del primo cittadino bolognese: “Occorre che le grandi iniziative e le decisioni che sono state prese dall’Amministrazione uscente vengano confermate, prima fra tutte la più recente in ordine di tempo, ossia l'accordo per il potenziamento del noto tangenziale/A14 di Bologna, che arriva dopo un lungo e travagliato iter che parte dal 2004, con l’assunzione del progetto del passante nord all’interno del Piano territoriale di coordinamento provinciale. Tale progetto, per essere efficace, dovrà necessariamente tenere insieme anche i progetti di adeguamento della viabilità limitrofa, per permettere un fluido accesso/uscita dal sistema autostrada/tangenziale”.

Altro capitolo fondamentale, l’attivazione di processi di rigenerazione e riqualificazione urbana delle molte aree dismesse presenti in città, “sollecitando l’intervento degli investitori – spiega l’ingegner Tondelli - attraverso la garanzia di norme e tempi certi”.
E’ poi necessario che il sindaco si impegni “per uniformare i regolamenti edilizi; si tratta di una competenza che attiene in gran parte alla sfera nazionale e regionale, ma il sindaco della città metropolitana può adoperarsi perché all’interno dei suoi confini si arrivi ad una più concreta attuazione dei principi, spesso solo enunciati, di ‘semplificazione’ ”.

In un quadro così descritto, è fondamentale l’apporto dei professionisti locali. “Gli ingegneri hanno le competenza e la professionalità per contribuire al buon funzionamento dell’Amministrazione in moltissimi campi: edilizia, urbanistica, lavori pubblici, mobilità, ICT.. – continua Simona Tondelli -. Possono farlo sia dall’esterno, come consulenti privati o attraverso i tavoli di confronto con Ordini e Collegi professionali che da anni il Comune di Bologna ha attivato su diverse tematiche e che si auspica verranno mantenuti e potenziati, ma possono farlo anche dall’interno, come dipendenti della PA, anche se in questo senso il blocco del turn over e le difficoltà economiche in cui versano tutte le nostre amministrazioni pubbliche rendono quasi impossibile l’inserimento di nuove competenze e professionalità all’interno della struttura. Anche in questo caso si tratta di tematiche che non possono trovare una soluzione alla scala locale, ma il sindaco di Bologna dovrebbe farsi portavoce di una situazione di criticità di molti uffici comunali che hanno visto impoverirsi drasticamente il loro personale senza alcuna possibilità di sostituirlo”.
Nel frattempo, l’Ordine degli ingegneri si mette a disposizione per coadiuvare l’Amministrazione in un’ottica di sussidiarietà: “Si potrebbero organizzare ‘sportelli’ informativi all’utenza su varie tematiche (edilizia, urbanistica, energia, ecc.), ospitati all’Ordine, sgravando in parte il Comune dalle attività di ricevimento che non riesce più a sostenere”.


 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito