07 - 2015 | Ordine ingegneri di Parma
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L’intervento di Angelo Tedeschi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Parma

Crisi dell’edilizia, per superarla concentriamoci sul costruito e riqualifichiamo i centri storici

 

Parma un’isola felice? Forse si tratta di una forzatura giornalistica, eppure per l’ingegneria del territorio sembrerebbe essere proprio così. A confermarlo è il Presidente dell’Ordine di categoria, Angelo Tedeschi, al terzo mandato al vertice dell’istituzione emiliana. “Certo, la crisi si sente un po’ ovunque: per gli ingegneri però dipende dai settori”. La risposta appare, purtroppo, sin troppo scontata: a soffrire è soprattutto il comparto dell’edilizia. E non potrebbe essere altrimenti, visto lo stallo degli interventi e la mancanza di una vera e decisa politica di rilancio e di incentivi. Ecco, dunque, la proposta dell’ingegner Tedeschi: “Bisogna concentrarsi maggiormente sul costruito. A Parma abbiamo un centro storico stupendo, con palazzi e architetture di grande valore ma che meriterebbero anche interventi di riqualificazione. Così potrebbero lavorare molti colleghi, si rimetterebbe in moto l’economia locale e l’occupazione, contribuendo nello stesso tempo alla riqualificazione della città”. Già, sembra facile… “Purtroppo abbiamo spesso a che fare con normative ‘bloccanti’ e procedure ‘farraginose’, contro le quali la buona volontà e lo spirito di innovazione sembrano infrangersi inesorabilmente.

Lo snellimento delle pratiche burocratiche, unitamente ad una interpretazione positivistica e non solo coercitiva delle norme, sarebbe davvero utile per produrre nuovo sviluppo e nuova linfa”. Lasciando da parte idee impraticabili e anacronistiche, come “continuare a costruire nuovi immobili. Ormai non si vendono più, la crisi e i prezzi troppo alti non agevolano certo il mercato. Pensiamo piuttosto a ciò che già esiste, rendendolo attuale e proponibile”. Senza troppo piangersi addosso, a Parma c’è fortunatamente anche un’ingegneria che funziona a pieno regime, come spiega il Presidente Tedeschi: “Abbiamo oltre 1.900 iscritti all’Ordine e recentemente è stato deciso di aumentare le quote di iscrizione, anche a fronte di nuove necessità, quali i Corsi di Formazione e il Consiglio di Disciplina, e di nuove iniziative, quali l’Organismo di Mediazione e la Camera Arbitrale, per le quali abbiamo aderito al ‘Progetto Conciliamo’ dei Colleghi lombardi anche con un primo recentissimo evento. Ebbene, i timori di fuga di massa sono stati spazzati via, i nostri iscritti hanno deciso di rimanere legati alla nostra famiglia, segno che, anche se c’è la crisi, c’è tanta voglia di superarla con entusiasmo e competenza”.

Picchi di eccellenza vi sono eccome: “Gli ingegneri meccanici sono molto ambiti e trovano occupazione facilmente, anche subito dopo la laurea. Stesso discorso per gli ingegneri del terzo settore, che sia in città che in provincia hanno notevoli ambiti applicativi. Insomma, il territorio offre ancora buone opportunità di impiego per i colleghi”. Certo, un grande aiuto alla ripresa generale del settore potrebbero darlo le istituzioni. Come? “La burocrazia è ancora troppo imperante – continua Angelo Tedeschi -. Facciamo un esempio: è obbligatorio inviare le pratiche edilizie al Tribunale in modo telematico. Ottimo. Ma allora perché c’è poi la richiesta da parte dello stesso Tribunale di accompagnarle con la copia cartacea? Così anche per altri Enti Pubblici. E’ un controsenso, uno dei tanti della cosiddetta Italia Digitale. Sono d’accordo che le riforme richiedano tempo per andare a regime, però in molti casi il tempo è esaurito e non possiamo più permetterci ulteriori perdite: ne va della nostra serietà e credibilità”. Tutte tematiche di cui si parlerà al prossimo Congresso Nazionale che si terrà a Venezia alla fine di settembre. “Un evento importante e che spero possa dimostrare che l’ingegneria è unita e compatta, in grado di fare richieste serie e ponderate a chi di dovere”, chiosa il Presidente Tedeschi.

Roberto Di Sanzo 

 

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