06 - 2015 | Ordine Ingegneri di Mantova
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L’allarme di Tommaso Ferrante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri virgiliano “Mantova città in difficoltà, per la ripresa puntiamo su turismo e viabilità”

A cura di Robero Di Sanzo

Una crisi economica, sociale e politica che sta coinvolgendo anche i professionisti del territorio. Purtroppo Mantova sconta una serie di scelte politiche sbagliate che ne stanno compromettendo uno sviluppo armonico, dando vita ad una crisi occupazionale senza precedenti. Un quadro fosco, come lo dipinge Tommaso Ferrante, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Mantova, che però indica una serie di misure da attuare anche nel breve periodo che potrebbero dare un nuovo impulso allo sviluppo locale, dal settore turistico alla viabilità.

Mantova sta vivendo un periodo difficile da un punto di vista economico: quali le situazioni più critiche?

Purtroppo la città soffre la chiusura di alcune delle attività industriali più rilevanti, in primis penso alle Cartiere Burgo e alla raffineria Ies, trasformata unicamente in deposito. Oltre a queste importanti realtà si registra il fallimento di numerose altre piccole e medie aziende. Il risultato tragico è nell’occupazione, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la conseguente ricaduta sull’economica della città. Una situazione davvero difficile da gestire e che per ora non ha una soluzione concreta all’orizzonte.

Una situazione di cui soffrono anche i professionisti del territorio?

E’ evidente che anche i professionisti hanno subito la perdita di un indotto notevole, sia quantitativo che qualitativo. Il settore dove si sente maggiormente la crisi è senza dubbio quello edile: in questo caso pesa notevolmente l’assenza di una politica mirata, con interventi pubblici assolutamente insufficienti. In un quadro del genere, anche l’apporto privato si è ridotto notevolmente.

Un territorio che ancora risente del sisma del 2012: a che punto siamo con la ricostruzione?

In ambito residenziale grazie all’ordinanza 16, alcuni Comuni hanno avuto ristrutturazioni notevoli, in altri casi siamo ancora molto indietro. Il Governo in più occasioni ha promesso l’invio sul territorio di ben 200 milioni per terminare la ricostruzione: dubito che tale ingente quantità di denaro possa essere a nostra disposizione a breve. Si vocifera che i fondi arriveranno addirittura il prossimo autunno. Sino ad allora, quindi, i nuovi progetti di riqualificazione del territorio non potranno partire. Anche per quanto concerne il settore produttivo la situazione vive una fase di stallo prolungato, specialmente per quanto concerne l’agricoltura, dove i ritardi sono legati essenzialmente alle lungaggini burocratiche.

Recentemente si sono svolte le elezioni amministrative: quali sono le priorità per la città, secondo gli ingegneri?

E' necessario dar vita a misure concrete e rapide che siano in grado di rilanciare lo sviluppo economico di Mantova e della provincia. Esistono, ad esempio, eccessivi vincoli in ambito edilizio che stanno frenando la ricostruzione della città. Tali limiti burocratici andrebbero rivisti e certamente adeguati alle nuove mutate esigenze. Inoltre la nostra città nasce con una forte vocazione turistica. Mantova è ricchissima di monumenti e di istituzioni culturali, basti pensare all’Accademia Nazionale Virgiliana, tanto per citare una delle più virtuose. Nonostante ciò il settore turistico non è mai stato supportato a sufficienza. Chi visita la città, oggi, pur con tanta ricchezza monumentale, lo fa dalla mattina alla sera. Occorrerebbe rendere la città più facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, migliorando i collegamenti con le direttrici principali prossime (penso alla linea Milano-Venezia e alla linea del Brennero). Sono troppi anni che scontiamo il disinteresse delle amministrazioni locali per questo aspetto: abbiamo perso occasioni forse irripetibili.

 

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