12 - 2014 | Ordine ingegneri di Reggio Emilia
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Il futuro dei professionisti: il parere di Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Reggio Emilia


“Ingegneri, per riemergere dalla crisi occorre mettersi in gioco e avere inventiva”

Il livello medio della disoccupazione in Emilia Romagna si attesta intorno all’8,5%, nella provincia di Reggio Emilia scende al 5,9%, risultando dunque il territorio più virtuoso di tutta la regione. Sempre nel Reggiano, si è passati dai 235 mila occupati del 2007 ai 237 mila del 2013, con un incremento dunque di 2.000 posti. Un dato che trova riscontro anche nel mondo dell’ingegneria, come spiega Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Reggio Emilia. Con alcune doverose precisazioni, però. “In ambito civile registriamo una decisa ripresa dell’occupazione legata all’evento sismico di due anni fa – spiega l’ingegner Rossi -.

Sono richiesti numerosi interventi da parte dei nostri professionisti, sia per la fase progettuale sia per quella relativa alle nuove costruzioni. Si tratta però di incarichi temporanei, che andranno avanti al massimo per un paio di anni. Quando terminerà l’emergenza finiranno anche consulenze e affidamenti”. E’ questo un trend ormai generalizzato dell’occupazione in Emilia Romagna: “Specialmente le giovani leve non hanno alcuna sicurezza in merito al posto di lavoro.

Spesso la tipologia dell’impiego individuata è a tempo determinato, specialmente nel settore edile: la crisi porta ad una impossibilità di programmazione di un’attività professionale a lungo termine”. Meglio quindi sperimentare, avere coraggio di “osare”: “gli ingegneri industriali possono trovare spazio in alcune realtà d’eccellenza del territorio, specializzate nella meccatronica, che hanno bisogno di competenze specifiche e di alto livello. Anche l’ingegnere dell’informazione ha notevoli potenzialità di sviluppo. In questo caso conta la capacità di mettersi in gioco, avere ingegno e inventiva”. (R.D.S.)

 

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