11 - 2014 | Ordine ingegneri di Sondrio
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Nuova classificazione sismica, le ricadute sul territorio:
l’approfondimento dell’Ordine ingegneri di di Sondrio

Roberto Di Sanzo

“La nostra Regione si allinea al resto del Paese con un dispositivo legislativo determinante sotto tre profili: la tutela del patrimonio, la prevenzione del rischio e il censimento delle aree sulle quali occorre una progettazione più accurata che nel passato”.
E’ questo il commento di Marco Scaramellini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Sondrio, in seguito all’entrata in vigore della delibera 2129 che contiene la nuova classificazione sismica e la nuova cartografia. Una delibera che riordina le disposizioni della Lombardia relative alla vigilanza delle costruzioni in zona simica e dispone che i Comuni riclassificati aggiornino la componente sismica degli studi geologici di supporto agli strumenti urbanistici.

“Recepire le indicazioni aggiornate – spiega il presidente Scaramellini - significa progettare e costruire con un livello di sicurezza basato su conoscenze scientifiche nuove e più approfondite. Ma non solo, significa anche poter intervenire sul patrimonio esistente del costruito con regole certe, al fine di ridurre la vulnerabilità sismica, ancora troppo alta per molte costruzioni esistenti in Italia”.
Diventa fondamentale, dunque, applicare nel dettaglio le Norme Tecniche per le costruzioni del 2008 e, ovviamente, le tabelle della nuova classificazione, per far sì che il rischio sismico del nostro territorio sia conosciuto e contemplato in ogni atto di programmazione urbanistica e in ogni progetto di nuova costruzione e per gli interventi sull’esistente. Nel concreto, con l’aggiornamento delle zone sismiche in Lombardia, per ogni provincia molti Comuni che erano classificati in Zona 4 (a bassa sismicità) sono passati in Zona 3, Brescia e territori limitrofi al Garda passano in Zona 2 (sismicità media), così come vari paesi del Mantovano.

“Per le zone 3 – spiega Mario Stoppani, componente del Consiglio dell’Ordine di Sondrio e coordinatore della Commissione Strutture - ci sarà l’obbligo di utilizzare per la progettazione il calcolo agli stati limite secondo il DM 2008. Sempre per le zone passate da 4 a 3 e perciò per quasi tutta la Lombardia, ci sarà da parte delle amministrazioni la necessità di aggiornare l’elenco degli edifici strategici e sensibili, definiti sempre nel 2003 dal Decreto della Regione Lombardia del 21 novembre 2003 n. 19904”.

“L’Ordine di Sondrio saluta con favore ogni evoluzione della legislazione capace di aumentare la sicurezza delle nuove costruzioni e del costruito, eliminando anche le ambiguità applicative delle norme precedenti. Naturalmente, come abbiamo sempre fatto, siamo a disposizione delle Istituzioni del territorio per accompagnare questo cambiamento, con iniziative di formazione tecnica rivolte sia ai nostri Iscritti sia agli operatori degli enti”. “La nostra prerogativa in qualità di parte terza esperta – conclude il presidente dell’Ordine di Sondrio - è quella di governare il cambiamento da un punto di vista culturale e di offrire tutto il supporto possibile ai decisori del mondo pubblico e del mercato.

Allo stesso modo, come Consulta Regionale degli Ordini della Lombardia, abbiamo aderito alla proposta di contribuire alla bozza di Legge Regionale avente per oggetto la modifica della normativa sulle costruzioni in zona sismica, istituendo prontamente un Gruppo di Lavoro composto da ingegneri di ciascun Ordine Provinciale, con lo scopo di dare un contributo con l’ottica dei professionisti che svolgono sul campo attività tecnica in ambito di riduzione del rischio sismico. Il Gruppo di Lavoro ha elaborato un documento di analisi e di proposta integrativa avente come filo conduttore la finalità collaborativa degli ingegneri lombardi al percorso innovativo e di semplificazione tracciato da Regione Lombardia. Successivamente siamo anche stati ricevuti dai funzionari della Regione per un primo confronto sul tema”.

 

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