10 - 2014 | Ordine Ingegneri di Cuneo
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Il parere di Adriano Gerbotto, presidente dell’Ordine di Cuneo 

“Congresso, buoni propositi: speriamo si trasformino in azioni concrete”

 

“Si è trattato di un congresso interessante, in grado di affrontare i tanti problemi che affliggono la categoria”. E’ questo il parere di Adriano Gerbotto, presidente dell’Ordine di Cuneo, in merito ai lavori congressuali di Caserta. “Tante le buone idee sviluppate nel corso dell’evento, a cominciare dalle sessioni di lavoro che hanno offerto parecchi spunti su cui riflettere. Ora però, dobbiamo mettere in atto, passare dalle parole ai fatti, in merito ai buoni propositi evidenziati in Campania”.
Per Gerbotto è necessario dar vita ad una campagna di informazione massiccia che metta finalmente a tacere una serie di dicerie e stereotipi che stanno screditando la categoria: “Tutto ciò che non va nel Paese, dagli appalti alle grandi opere, pare che sia sempre ed unicamente colpa dei professionisti. E invece sappiamo bene che non è così”. Bisogna agire con forza quindi su una serie di iniziative ad ampio raggio. “La sburocratizzazione? Certo, anche se spesso quando lo Stato interviene per semplificare rende la vita ancora più difficile agli ingegneri. E’ necessario una maggior sinergia tra istituzioni, professionisti, parti sociali ed attori coinvolti per mettere in campo azioni concrete e in grado di dare risposte esaustive e soddisfacenti”. A cominciare dagli ingegneri impiantisti, settore di competenza tra l’altro proprio dell’ingegner Gerbotto: “Ora le certificazioni possono essere condotte da diversi enti accreditati, addirittura i laureati in matematica potranno effettuarle. Un evidente miscuglio di competenze che crea solo danni e squalifica le nostre competenze professionali”. Infine, un accenno alla mozione finale, “eccessivamente lunga. E calata dall’alto, visto che alcune osservazioni fatte dal sottoscritto e da altri colleghi impiantisti non sono state accolte. Insomma, è una sorta di romanzo con tanti punti condivisibili, ci mancherebbe, ma che rischia di passare inosservata. Speriamo, dunque, che dalle parole si passi alle azioni concrete. I nostri colleghi hanno bisogno di risposte urgenti e immediate”.

 

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