05 - 2014 | Accordo CNI - UNI
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Intervista a Fabio Bonfà


Alleanza tra CNI e UNI per una strategia comune. Il rilancio del Paese al centro dell'accordo

Roberto Di Sanzo

Un nuovo e più qualificato ruolo per l’ingegneria italiana. L’accordo stipulato tra il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e l’Uni, ente italiano di normazione, permetterà di riorganizzare in maniera strutturata la presenza degli Ordini degli Ingegneri all’interno dell’ente. Cambiamenti importanti, dunque, visto che il Consiglio Direttivo dell’Uni proprio a fine aprile ha provveduto alla nomina delle nuove cariche. In particolare, l’organismo ha eletto presidente Piero Torretta e vicepresidenti Armando Zambrano (Cni), Sergio Fabio Brivio (Fin.CO), Aldo Bonomi (Confindustria) e Massimo De Felice (Inail). Nel Consiglio Direttivo è stato eletto anche Fabio Bonfà, già vicepresidente vicario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. “Un accordo davvero importante, non c’è dubbio – sottolinea Fabio Bonfà – in quanto l’Uni da tempo avvertiva la necessità di contributi tecnico-scientifici da parte degli ingegneri”.

Un ruolo, quello dell’ingegneria, che dunque diventa sempre più di primo piano, anche nel campo normativo.
“E’ proprio così. Vengono riconosciute in pieno le competenze e le conoscenze dei professionisti italiani. A tale accordo lavoravamo da tempo, è stato un percorso lungo e faticoso, anche per cercare di individuare ambiti di intervento e punti di contatto comuni. Ora l’obiettivo è regolamentare una serie di settori di stretto interesse ingegneristico.


Avete già in mente come agire?
Pensiamo alla normativa in ambito edilizio: non è possibile che ogni Comune abbia un proprio regolamento edilizio. Tutto ciò porta a notevoli ritardi burocratici nell’attuazione degli interventi sui territori. E’ quindi fondamentale che alcuni aspetti normativi siano uguali in tutta Italia, sarebbe una semplificazione importante per il lavoro dei professionisti. Il tutto, naturalmente, preservando le peculiarità specifiche di ogni realtà territoriale.

Oltre alla nomina di Zambrano alla vicepresidenza, lei è entrato a far parte del Consiglio direttivo dell’Uni: un ottimo risultato, non trova?
Ovviamente sono contento per la categoria: l’ingegneria in questo modo entra a pieno titolo nei ruoli che contano di Uni. Ora però viene il difficile, anche se noi siamo pronti: è giunto il tempo di dar vita a progetti concreti da attuare in tempi rapidi. Nella prima assemblea abbiamo già esposto una serie di idee interessanti e devo dire che da parte del Consiglio, e in particolar modo del presidente Torretta, è stata manifestata la massima disponibilità alla collaborazione. Possiamo senz’altro dire che non si terrà più solo conto dei fattori legati alla sicurezza ma anche alla trasparenza dei servizi offerti dai professionisti.

Il Cni è stato nominato “Gran Socio” di Uni: cosa vuol dire?
Avere lo stesso rango degli altri Grandi Soci, vale a dire la Confindustria, che si occupa appunto del ramo industriale, e di Inail, interessata maggiormente agli aspetti della sicurezza sul lavoro. Con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri vi sarà una maggior attenzione agli aspetti legati alle professioni intellettuali.

Quali sono i primi punti da approfondire nel vostro programma?
Siamo in una fase di confronto con i rappresentanti dell’ente: proposte e suggerimenti, come già detto, ben presto lasceranno spazio ai fatti. L’operatività deve essere la nostra parola d’ordine.

 

GLI INGEGNERI “GRANDI SOCI” DI UNI

CNI e UNI hanno firmato in aprile un accordo di associazione con l’intesa, tra le altre finalità, di accrescere la cultura normativa degli ingegneri, attraverso l’accesso facilitato ad una ricca banca dati normativa. CNI e UNI hanno convenuto, infatti, che la normazione tecnica è strumento essenziale allo sviluppo delle attività imprenditoriali e la sua conoscenza lo è per il miglioramento e la crescita competitiva delle micro, piccole e medie imprese e dei professionisti. La collaborazione tra i due organismi, inoltre, ha il fine di migliorare le sinergie utili al raggiungimento dei rispettivi scopi istituzionali. A questo proposito, è stata stabilita l’associazione del CNI ad UNI nella categoria “Grande Socio”.

Più in dettaglio, il CNI raccoglierà e segnalerà ad UNI tematiche di interesse degli ingegneri, al fine di indirizzare le opportunità di lavori tecnici di elaborazione di norme. Da parte sua, UNI si impegnerà ad aggiornare tempestivamente i propri archivi degli esperti nominati da CNI e a raccoglierne le istanze espresse al fine di individuare le soluzioni. Inoltre, UNI attiverà le sinergie possibili affinché gli ingegneri iscritti, attraverso gli Ordini territoriali, possano beneficiare di tutte le informazioni inerenti l’attività normativa, i nuovi progetti e quelli in corso, i principali avvenimenti nazionali, europei ed internazionali.

Infine, i due organismi si impegneranno a progettare ed effettuare congiuntamente una serie di attività formative sui temi della normazione tecnica a beneficio dell’aggiornamento professionale degli ingegneri iscritti, con acquisizione di crediti formativi, utilizzando le rispettive competenze e strutture. Come conseguenza dell’accordo il CNI riorganizzerà in maniera strutturata la presenza degli Ordini degli Ingegneri in UNI, auspicando che l’Uni possa diventare anche per il legislatore il riferimento per l’elaborazione e l’aggiornamento di tutte le norme tecniche.

Con la qualifica di “Grande socio” il CNI ha assicurato agli Ingegneri in UNI, lo stesso livello di altre grandi organizzazioni come Confindustria e Inail. Inoltre, grazie all’intesa, gli ingegneri potranno consultare, a costi molto vantaggiosi, le normative tecniche di loro interesse.

 

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