11 - 2013 - CNI - Ingenio al femminile
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Ania Lopez, consigliere del CNI, ideatrice dell'evento

"Un progetto per rivalutare l'universo femminile e dimostrare che non esistono differenze"

Roberto Di Sanzo 

Una differenza di trattamento economico tra il 40 e il 50%, per quanto riguarda la libera professione. I dati sono ancora allarmanti, per quanto concerne la remunerazione dell’uomo e della donna, come ha ben sottolineato nel suo intervento Ania Lopez, consigliere del Cni e ideatrice dell’evento tenutosi presso la Camera dei Deputati.

Come si possono spiegare i motivi di una così ampia differenza?

La verità è che le decisioni vengono prese sempre dagli uomini, la partecipazione femminile ad alti livelli, penso ai Consigli di Amministrazione, è davvero minima. E invece al giorno d’oggi le donne rivestono numerosi ruoli all’interno della società e spesso nelle famiglie c’è bisogno del lavoro di entrambi i coniugi. E in tal senso le donne dovrebbero essere valutate con maggior obiettività, valorizzandone le competenze e capacità.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrano le donne nella professione ingegneristica?

Si tratta di una professione ancora prettamente maschile e maschilista, manca una vera e propria sensibilità femminile. Spesso siamo viste dai colleghi con stupore: occorre abbattere differenze mentali, tabù culturali che non fanno bene a nessuno.

Lei non è italiana, è cubana: ebbene, vi sono differenze tra l’Italia e l’America latina in tale ambito?

Da noi le donne hanno un ruolo fondamentale nella società, sia nella famiglia che in ambito professionale. Quando sono arrivata in Italia, quindi, mi sono trovata inizialmente in difficoltà in quanto, specialmente per quanto concerne l’attività lavorativa, ho notato nette differenze rispetto al mio Paese d’origine. Oggi le cose vanno molto meglio: all’interno del Consiglio Nazionale degli Ingegneri sono l’unica esponente femminile eppure sono stata accolta benissimo e anche nella professione, grazie alla forza di volontà e alla tenacia, sto ottenendo ottimi risultati.

E in altre realtà in giro per il mondo com’è la situazione?

In Europa e nei Paesi più moderni le donne ingegnere sono sicuramente una risorsa preziosa; passi da gigante in tal senso si stanno facendo anche in nazioni del cosiddetto terzo mondo, penso all’Africa e all’Asia. Ci tengo a precisare che il nostro progetto “Ingenio al femminile” è rivolto a tutte le donne, non solo agli ingegneri, e anche agli uomini. Un’azione di sensibilizzazione che però non va rivolta solo ai maschi ma in alcuni casi, purtroppo, anche all’universo femminile, che troppo spesso, per retaggio culturale e mentalità vetusta, non ha la propensione a lottare, a cercare di emergere.

 

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