04 - 2013 |Linea diretta con gli Ordini
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L’ingegner Roberta Besozzi, Presidente dell’Ordine di Varese, lancia l’allarme

“Fondamentale l’adozione dei Piani di Governo del Territorio per rilanciare l’economia dei territori”

 Roberto di Sanzo

Come rilanciare l’economia nazionale? Innanzitutto sostenendo il settore delle costruzioni, esortando i Comuni che non lo hanno ancora fatto, e sono tanti in Italia, di dotarsi di un adeguato Piano di Governo del Territorio. E’ quanto sostiene Roberta Besozzi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Varese. Una “battaglia”, se così si può definire, che l’Ordine lombardo combatte da molto tempo. “Sono oltre sette anni che Varese non ha un Pgt – spiega l’ingegner Besozzi – e noi da sempre, come ingegneri e professionisti, abbiamo offerto le nostre competenze ed esperienze alle istituzioni per trovare una soluzione ottimale alla situazione, che ormai è diventata davvero grave. Raramente abbiamo ottenuto delle risposte soddisfacenti”. L’Ordine di Varese, nel frattempo, non ha certo perso tempo e insieme alle rappresentanze dell’Ance, dei geometri e degli architetti ha convocato una conferenza stampa proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che coinvolge numerose realtà produttive del territorio. Professionisti uniti anche quando, all’insediamento della nuova Giunta regionale lombarda, hanno inviato una lettera al Presidente Maroni nella quale si ricordano le conseguenze negative, fino alla paralisi dell’intero comparto edile, dell’applicazione della Legge regionale numero 21 del 24 dicembre 2012, che ha ridotto alla sola manutenzione ordinaria e straordinaria e al restauro e risanamento conservativo le possibilità di intervento nei Comuni privi del Pgt, escludendo non solo la possibilità di nuove edificazioni, ma anche quella di procedere a interventi di ristrutturazione edilizia. Una situazione che ha portato a far riferimento a leggi urbanistiche relative al Piano Regionale di Governo.


“Si fa presente – si legge nella lettera - che la nuova norma regionale, prevedendo l’inefficacia dei P.R.G. e paralizzando le possibilità d’intervento edilizio, sanziona gli incolpevoli cittadini che si trovano nell’impossibilità anche solo di procedere a modesti interventi di ristrutturazione. La norma inoltre appare sproporzionata rispetto alla finalità che si pone. Si consideri, infatti, che l’attuazione delle scelte previste nei vigenti P.R.G. era già limitata ai soli interventi edilizi diretti, essendo esclusa ex art. 26 comma 3-quater per i Comuni che alla data del 30 settembre 2011 non avevano adottato il P.G.T., la possibilità di dar corso all’approvazione di piani attuativi del vigente P.R.G., seppur conformi.


Le sole possibilità che la normativa regionale attribuiva ai Comuni per poter incidere sul proprio territorio erano costituite dai progetti di variante a mezzo sportello unico per le attività produttive e dagli accordi di programma.
Non si comprende, davvero, quale rischio si volesse scongiurare con la prevista paralizzazione dell’efficacia dei P.R.G. Non è certo l’intervento a titolo edilizio diretto che poteva determinare uno stravolgimento del territorio.
Per queste ragioni – conclude il documento - la norma non sembra del tutto in sintonia con il principio di proporzionalità che impone la verifica del canone di idoneità, di necessità e adeguatezza rispetto alla finalità che si pone di raggiungere”.


Una lettera alla quale ha risposto, seppur in maniera indiretta, l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo, Viviana Beccalossi, la quale ha annunciato che “I Comuni che non ancora hanno provveduto alla definitiva approvazione del Piano di governo del territorio (Pgt) potranno richiedere alla Regione e alla propria Provincia il supporto operativo degli uffici tecnici di queste amministrazioni”. Ora, ecco la decisione della Giunta regionale di approvare la deroga, di alcuni mesi, per l’adozione dei Pgt. Una soluzione apprezzata dall’ingegner Besozzi, anche se i timori di paralisi dell’economia del territorio rimangono ancora alti: “La nostra preoccupazione è che con il passare del tempo i Comuni senza Pgt vengano commissariati, una decisione che sarebbe davvero grave sia per noi professionisti sia per le imprese, che vedrebbero notevolmente rallentate le loro possibilità di lavorare”. “L’adozione del Pgt – conclude l’ingegner Besozzi – è fondamentale per dare nuovo slancio all’economia e far ripartire il comparto dell’edilizia: con l’indotto (si pensi a chi lavora nel ramo ascensori, pavimenti, caldaie, materiali da costruzioni, solo per fare qualche esempio) stiamo parlando di migliaia e migliaia di posti di lavoro. Nel momento di crisi che stiamo vivendo, un’ulteriore mazzata alla produttività non ce la possiamo proprio permettere”


 

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