11 - 2012 | Ordine di Milano
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Importante iniziativa dell’Ordine di Milano

Un “manifesto” per sostenere la crescita e lo sviluppo del Paese

dott. ing. Stefano Calzolari
Presidente Ordine Ingegneri di Milano

Considero l’Ordine degli Ingegneri una istituzione importante per il bene della collettività, capace di svolgere un ruolo propulsivo anche nell’attualità, ma perciò bisognosa di cambiare pelle, di svecchiarsi nei modi di comunicare, di innovare il rapporto con i propri iscritti e con la società, per conseguire l’obiettivo di un contatto molto più vivo e diretto con il mondo circostante.
L’Ordine può rappresentare a livello culturale l’intera Ingegneria Italiana, cioè una professione fondamentale per lo sviluppo del Paese, ma per farlo deve superare le forme tradizionali della comunicazione istituzionale, partecipando in tempo reale al dibattito sui temi più cruciali per la vita dei cittadini.
Ecco il perché di un nostro “manifesto per la crescita”, perché la nostra sensibilità di Ingegneri può essere molto utile alla collettività, in un momento storico che richiede nuove idee ma anche grande concretezza.
Gli Ingegneri, per loro natura, hanno una creatività rivolta all’applicazione, si interessano alle cose “che si possono fare”, alle risorse disponibili, visibili e utilizzabili, al benessere delle persone. Ricercano le semplificazioni finalizzate al risultato, ma rifuggono sia dalle banalizzazioni che dagli sterili obiettivi di perfezione, che non producono mai effetti positivi.
Mi auguro che questa particolare propensione emerga anche dalla lettura dei 10 punti del nostro “manifesto”.
Un po’ più di Ingegneria, a mio avviso, è ingrediente necessario per la vita pubblica italiana che, invece, è sempre più mancante di questa speciale “attitudine all’utilità”, in un’ottica di complementarietà tra le diverse sensibilità e culture.
L’Ordine di Milano, con questi presupposti, ha dato voce e spazio a un’idea nata in seno alla propria Commissione IES – Industria e Servizi, presieduta dall’Ing. Silvio Bosetti, che ha sviluppato questo “manifesto”.
Ma siamo solo all’inizio … L’obiettivo è quello di collaborare a tutto campo con il CNI e con gli altri Ordini degli Ingegneri Italiani, in una logica di sistema, affinché queste proposte – se condivise – si affaccino con più forza all’attenzione dei cittadini e dei decisori della politica e del mercato.

                                                                 _________

“L’Italia deve e può tornare a crescere. La storia delle nostre genti è densa di momenti che mostrano grande capacità di reazione di fronte alle difficoltà, generosità nella ripresa dalle crisi, creatività nell’innovazione a partire dalle risorse disponibili.
Mettiamo a disposizione di chi ci governa la nostra professionalità di ingegneri, quotidianamente impegnati nelle attività economiche e tecniche, nei servizi e nelle industrie, nelle professioni liberali, nelle aziende private e negli enti pubblici.
Non faremo mancare il nostro impegno professionale, improntato al sostegno di ogni progetto che possa contribuire al benessere del nostro Paese, ovvero delle famiglie, dell’economia, della società tutta. L’Italia ha bisogno di un piano industriale e di una rinnovata strategia nazionale sui temi cruciali per lo sviluppo – ambiente, energia, infrastrutture, informazione – per far decollare il Paese, ridare competitività e slancio all’economia e, soprattutto, alla società. Noi ci siamo e ci saremo sempre”.

DIECI PROPOSTE
CONCRETE


1. Nuovi rating finanziari per gli investimenti
E’ riduttivo affidare alle sole esigenze di rating la valutazione del sostegno agli investimenti; promuoviamo lo sviluppo di strumenti e indicatori di analisi nuovi, correlati alla tecnologia e alle caratteristiche tecnico-economiche delle proposte.
2. Innovazione e ricerca: giovani al centro
L’occupazione giovanile è una priorità. Sviluppiamo e potenziamo alcuni centri di eccellenza della ricerca industriale per offrire loro le condizioni integrate ideali per pensare e costruire il nuovo.
3. Infrastrutture: trasporti e telecomunicazioni
Completiamo le grandi linee di trasporto (la Tav e i principali corridoi europei), diffondiamo rapidamente la rete di telecomunicazioni a banda larga: dagli investimenti nelle infrastrutture dipendono i servizi essenziali e accessibili per lo sviluppo.
4. Il rilancio delle PMI: puntare sui metadistretti e sulla partnership con grandi imprese
Attraverso le Regioni, indirizziamo le PMI verso filiere di settore negli ambiti che offrono maggiori prospettive, individuando una o più grandi aziende che, nel breve periodo, possano essere tutor delle piccole nei progetti condivisi in un’ottica di sistema.
5. Valorizzare il patrimonio artistico e culturale
Più della metà delle opere artistiche sono in Italia: una risorsa immensa da monitorare, mantenere e promuovere. Pensiamo la città del futuro, la città interconnessa, partendo proprio da questa eredità. Perché diventi luogo d’incontro tra innovazione e tradizione.
6. Italia, centro del turismo internazionale
Identifichiamo e sosteniamo le zone italiane di maggior prestigio internazionale, potenziandone infrastrutture e servizi, risorse umane e professionisti; sviluppiamo un’estesa azione di marketing territoriale nel mondo.
7. Ambiente e territorio: approfondiamo e condividiamo le priorità
Abbiamo un territorio a elevata criticità che richiede piani di recupero e di messa in sicurezza; facilitiamo i percorsi autorizzativi, superando le frequenti, ingiustificate opposizioni a nuove opere nella piena salvaguardia dell’ambiente.
8. Il ritorno dell’industria manifatturiera
Molte imprese nazionali hanno delocalizzato la produzione all’estero: favoriamone il rientro creando sul nostro territorio condizioni di agevolazione dei siti produttivi.
9. Comfort, Sicurezza, Efficienza: riqualificare il costruito
Rilanciamo il comparto dell’edilizia, delle costruzioni, dei materiali, avviando un piano di riqualificazione strutturato che metta al centro gli standard per l’efficienza energetica, la prevenzione sismica, il comfort ambientale.
10. Un bene scarso, le materie prime
Le materie prime sono una risorsa scarsa, sempre più scarsa. Impariamo a utilizzarle con razionalità, sfruttando il gas naturale e il petrolio di cui disponiamo. Sosteniamo la ricerca utile al recupero delle Terre Rare, fondamentali in molti settori produttivi.

 

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