03-2011 | Ordine di Verona
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Ilaria Segala, presidente dell’Ordine di Verona, analizza le ripercussioni che l’introduzione del nuovo sistema fiscale avrà anche sulla professione

“Il federalismo nell’ingegneria? Ciò che deve contare è la qualità del servizio offerto”

Roberto Di Sanzo

“Le ripercussioni del federalismo sugli ingegneri? L’unica cosa che conta è la qualità del servizio offerto agli utenti, il resto non conta”. E’ questo il giudizio di Ilaria Segala, giovane Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, in merito alle conseguenze che potrà avere il federalismo in ambito economico, sociale e professionale sul territorio; effetti che sicuramente si faranno sentire anche sul mondo dell’ingegneria. “In Veneto proprio di recente – spiega la Presidente Segala – è stato approntato un tentativo per dar vita ad un federalismo reale per quanto concerne le gare di appalto dei lavori pubblici, favorendo di fatto le imprese locali. La verità è che si tratta di un’arma a doppio taglio: innanzitutto, vi sono realtà che lavorano da sempre a Verona ma che hanno sede in altre regioni o provincie e hanno sempre offerto prodotti di ottimo livello. Inoltre, mi pare davvero riduttivo limitare la libera circolazione di uomini e lavoro. Il punto sul quale ci dobbiamo focalizzare è solo e sempre la qualità dell’offerta, a prescindere dalla provenienza geografica”. Prove di federalismo, dunque, che si inseriscono in un contesto altamente qualificato, il Veronese, zona economicamente all’avanguardia del “ricco Veneto”.

E proprio la città dell’Arena è strategicamente posta al centro di uno snodo viario cruciale: dalle autostrade verso il Brennero alle ferrovie, tutte le direttrici verso l’Europa continentale – e non solo – rendono l’area scaligera particolarmente appetibile da un punto di vista economico, con enormi vantaggi anche per il mondo delle professioni. “Senza dubbio a Verona – conferma Ilaria Segala – vi sono numerosi studi professionali che si occupano di progettazione di strade, ferrovie e in generale di trasporti, sicuramente un’anomalia, in senso positivo, per quanto concerne la nostra regione. Tant’è vero che all’Ordine abbiamo dovuto creare una Commissione apposita che si occupa di tali tematiche. E’ ovvio che in un contesto del genere, vitale e dinamico, gli ingegneri trovino impiego abbastanza agevolmente, diventando protagonisti dei processi decisionali. D’altronde, Verona e il suo territorio stanno vivendo un periodo di notevole fermento, che si riscontra in numerose e variegate attività; basti pensare al turismo, risorsa fondamentale anche per l’indotto che crea, capace di attrarre ogni anno centinaia di migliaia di visitatori per ammirare le nostre bellezze”.

Una situazione economica stabile, dunque, che coinvolge anche gli ingegneri: si può dire la stessa cosa, però, per i colleghi neo laureati, alla ricerca del primo impiego di lavoro?

Guardi, lo scorso mese di settembre, al congresso di categoria svoltosi a Torino, è stata letta pubblicamente una lettera da parte degli ingegneri appartenenti al Network Giovani del Cni, area Nord, che secondo me fotografa perfettamente la situazione che stiamo vivendo. Parliamo dei liberi professionisti, che trovano occupazione in piccoli studi specialmente in ambito civile, ma che poi nella realtà sono dei dipendenti: è quell’esercito delle Partite Iva che ogni anno emettono dodici fatture e che, quindi, hanno ben poco a che fare con l’autonomia della professione. La verità è che al giorno d’oggi, rispetto a qualche decennio fa, i giovani, pur lavorando, ci mettono molto più tempo ad essere indipendenti, ad avere uno stipendio adeguato alle loro conoscenze, capacità ed aspettative. In questo modo è davvero difficile fare progetti per il futuro, pensare di costruirsi una famiglia ed un futuro sicuro. Tant’è vero che molti neo laureati, per sopravvivere, devono ancora fare affidamento ai loro genitori. Sarebbe bene che il Governo prendesse davvero in considerazione la questione delle Partite Iva, dando vita a provvedimenti ed iniziative in grado di sovvertire il momento di difficoltà. Per quanto concerne i colleghi dipendenti veri e propri, la situazione è sicuramente migliore: per esempio il settore della meccanica, almeno nel nostro territorio, non ha certo subito flessioni ed è anzi in continua crescita, con una notevole richiesta di figure professionali altamente specializzate e qualificate.

Il Veneto recentemente è stato colpito da una grave alluvione che ha coinvolto anche il Veronese: in che modo gli ingegneri hanno risposto all’emergenza e si sono resi utili a favore della collettività?

Gli ingegneri si sono subito messi in moto, collaborando fattivamente con la Protezione Civile e organizzando delle squadre di soccorso; alcune di queste sono state utilizzate per aiutare la popolazione nell’urgenza, altre invece hanno badato alla verifica degli impianti, alla verifica del danno statico e alla valutazione dell’agibilità degli edifici. Nel Veronese è esondato il torrente Tramigna, allagando il Comune di Monteforte d’Alpone; numerosi danni anche in località Soave, senza contare, inoltre, frane e smottamenti vari. Ma non basta, come ingegneri ci siamo adoperati per costituire le squadre per le perizie giurate, necessarie per la valutazione dei danni sopra i 30 mila euro. L’opera prestata è tutta a titolo volontario e il lavoro sta proseguendo alacremente. Insomma, il messaggio che abbiamo voluto lanciare, e che è stato recepito dalle istituzioni e dalla popolazione, è che gli ingegneri ci sono e sono una parte attiva e determinante del territorio.

Lei è una delle più giovani ingegneri Presidente d’Italia: ad un anno dalla sua elezione, qual è il bilancio che può trarre da questa impegnativa ma stimolante esperienza?

Come già le avevo accennato nella scorsa intervista, subito dopo essere diventata Presidente dell’Ordine veronese, io e il mio staff ci abbiamo iniziato a muoverci tenendo ben presenti tre elementi: la trasparenza, la comunicazione e la partecipazione. Per quanto concerne la trasparenza, abbiamo provveduto ad inserire sul sito Internet tutti i verbali dei Consigli e anche le varie attività delle Commissioni, così da permettere agli iscritti di valutare giorno per giorno il nostro operato. In ambito comunicativo, invece, vi informo che entro il mese di maggio sarà on line il nuovo sito dell’Ordine, più agile ed al passo con i tempi; inoltre, nello stesso periodo partirà una newsletter settimanale, semplice e con informazioni veloci, che raggiungerà tutti i colleghi. Altra iniziativa importante è l’invio, via email agli iscritti, delle offerte di lavoro sul territorio che ci pervengono periodicamente, uno strumento davvero utile soprattutto per aiutare i più giovani nella ricerca di un impiego adeguato. Capitolo partecipazione: abbiamo allargato il numero dei componenti alle Commissioni, che ora è libero: il risultato è eccezionale, visto che oggi gravitano all’interno di tali organi ben 450 colleghi, un chiaro segnale di maggior vicinanza dell’Ordine a tutti gli ingegneri. Altra considerazione: è partita l’attività di alcuni cosiddetti “Sportelli Help”, strumenti per offrire ai colleghi delle consulenze fiscali e legali, con professionisti accreditati, su questioni di stretto interesse per gli ingegneri. Tra questi, hanno preso il via quello sulla geotecnica, sul genio civile e quello riservato agli ingegneri iunior e ai giovani. Infine, l’Ordine si è avvicinato ulteriormente ai neo iscritti predisponendo degli incontri preparatori, spiegando in cosa consiste l’attività della struttura, cosa può fare per gli iscritti e viceversa. Un altro modo per rendere sempre più sottile la distanza tra mondo ordinistico e ingegneri.

 

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