17-2011 | Congresso CNI
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Dal 7 al 9 settembre Bari ospiterà il cinquantaseiesimo Congresso del CNI

Il presidente Perrini e il punto da cui partire: Ingegneria decisiva per il futuro sviluppo italiano

Roberto Di Sanzo

Oltre 1.200 delegati provenienti da tutta Italia, personalità, autorità, giornalisti ed esponenti del mondo professionale, economico e sociale del Paese. Bari è pronta ad ospitare il 56esimo Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia dal titolo “Più ingegneria nel futuro dell’Italia”. Un evento che arriva in un momento molto delicato per la categoria e, in generale, per gli Ordini professionali: sarà quindi l’occasione giusta per rivendicare il ruolo strategico dell’ingegneria nel “sistema Italia” e il valore intellettuale di una professione da sempre motore economico e sociale per il bene della collettività. Ad aprire i lavori congressuali sarà, come sempre accade in questi casi, il padrone di casa, vale a dire il Presidente dell’Ordine di Bari, Angelo Domenico Perrini, impegnato da mesi, insieme agli altri esponenti del Consiglio pugliese, nell’organizzazione di una manifestazione di notevole importanza per tutta la Regione. “E’ vero, per noi si tratta di un evento di notevole interesse e molto atteso, visto che nella nostra terra mancava dal lontano 1956 – sottolinea il Presidente Perrini –. Sono quindi sicuro che Bari e la Puglia sapranno ricevere e accogliere nel migliore dei modi i colleghi e tutti coloro che parteciperanno al congresso. Sarà senz’altro una rassegna che risentirà pesantemente delle preoccupazioni che stanno colpendo i professionisti di tutta Italia, con il paventato ridimensionamento del mondo ordinistico da parte del Governo”.

Preoccupazioni che riguardano anche gli ingegneri…

Le informazioni in nostro possesso non danno certezze. Possiamo però affermare con sicurezza che se il tentativo del Governo è quello della cosiddetta “deregulation”, l’Ordine degli Ingegneri non ha bisogno di interventi, visto che l’accesso alla professione è libero, previo superamento dell’esame di Stato.

Parliamo ora in maniera approfondita del congresso, a cominciare dal titolo: “Più ingegneria nel futuro dell’Italia”. Quali saranno le tematiche che avete messo al centro della discussione?

Abbiamo deciso di sviluppare l’assise parlando e disquisendo dei tre settori nei quali si articola il mondo dell’ingegneria, vale a dire il civile, l’industriale e l’informazione. Per quanto concerne il civile, si discuterà principalmente delle infrastrutture in dotazione al Paese, dagli edifici alle linee ferroviarie, dai sistemi ferroviari alle autostrade. Crediamo che prima di dar vita a nuove opere in tale ambito, è necessario sfruttare al meglio ed in maniera ottimale le strutture già esistenti, ammodernandole e rendendole fruibili all’utenza. Per quanto concerne l’industriale, saranno affrontati i temi legati all’energia, con particolare attenzione a quelle alternative. Se l’obiettivo deve essere il risparmio energetico, è necessario sapere come sfruttare al meglio le risorse a nostra disposizione, dal sole al vento.

Infine, il settore dell’informazione.

E’ la prima volta che in un congresso degli ingegneri tale settore sarà analizzato così capillarmente, con momenti di approfondimento dedicati alla sicurezza nella trasmissione delle informazioni. Ciò che legherà in maniera indissolubili i tre settori sarà il dibattito sulla riforma delle professioni e la necessità di riaffermare con vigore il ruolo degli Ordini nella società civile. Ma il congresso di Bari sarà anche l’occasione per tornare a parlare di formazione: l’aggiornamento è fondamentale per gli ingegneri per svolgere la professione nel migliore dei modi. L’ingegneria cambia e si trasforma periodicamente, è impensabile che un collega laureatosi trent’anni fa rimanga ancorato alle nozioni apprese ai tempi dell’università. Ecco perché sostengo che la formazione è una vera e propria garanzia di competenza per tutti noi. Dalle ultime tornate elettorali è emersa una forse inaspettata voglia di ritorno al rispetto dell’ambiente, alla riscoperta di valori legati all’ecologia. Tematiche che non sfuggiranno agli ingegneri. Anche in questo ambito il ruolo – e i compiti – dell’ingegneria sono fondamentali.

Se vogliamo utilizzare l’ambiente rispettandone le peculiarità, in modo che possa essere una risorsa per il futuro dei nostri figli, credo che le conoscenze, le competenze e la deontologia degli ingegneri siano elementi indispensabili per vincere una sfida tutt’altro che facile. Si tratta di impegni e responsabilità che tra l’altro noi ci siamo già assunti negli anni: la verità è che purtroppo l’opinione pubblica pensa agli ingegneri unicamente come costruttori di ponti e di mega infrastrutture, senza prendere in esame la valenza sociale del nostro lavoro quotidiano. Certo, voglio ammettere che spesso si tratta di un difetto di comunicazione della categoria, incapace di informare la collettività di quanto quotidianamente fa a favore di tutti. Prendiamo i congressi passati, ai quali hanno sempre partecipato politici importanti e professionisti preparati: delle discussioni, delle decisioni prese, delle nostre richieste ed istanze purtroppo ben poco è trapelato al di fuori della categoria. La sfida dell’evento barese è dunque anche questa: comunicare a tutta Italia i nostri messaggi. Una sfida che sono sicuro sapremo vincere.

Un congresso che si preannuncia vivace e ricco di iniziative, come ad esempio la premiazione di tre tesi di laurea sui temi delle infrastrutture, dell’energia e dell’innovazione tecnologica.

Premieremo tre giovani colleghi, laureati al Politecnico di Bari, che hanno interpretato in maniera innovativa la professione. E’ un segnale importante quello che vogliamo dare: in un periodo in cui molte altre professionalità, dai geologi agli architetti, tentano di invadere l’area di competenza ingegneristica, dimostriamo che sappiamo stare al passo con i tempi, inventando e – appunto – innovando. Un messaggio, inoltre, che arriva dal profondo Sud, dove spesso le occasioni lavorative sono scarse o mancano del tutto: proprio l’arte di arrangiarsi può essere l’arma in più per i nostri ragazzi, che quindi si ingegnano e scoprono nuovi modi per fare ingegneria.

Quale sarà il messaggio che la categoria dovrà lanciare dal congresso di Bari?

E’ essenziale far sapere al Paese che la professione ingegneristica lavora e si impegna unicamente per il bene dei cittadini, senza difendere interessi corporativi, di parte. Gli ingegneri svolgono un ruolo da protagonisti in numerosi settori della vita civile, economica e sociale, con competenze mirate e specialistiche. Un impegno vincolante, che deve necessariamente portare gli Ordini territoriali ad una maggior assunzione di responsabilità nel controllo deontologico dell’esercizio della professione. Un’attività che forse in passato non è sempre stata puntuale ma che a partire da oggi dovrà senza ombra di dubbio diventare il nostro punto di forza.

 

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