19-2011 | Congresso CNI
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A Bari il cinquantaseiesimo Congresso del CNI ha ribadito la centralità del ruolo dell’ingegnere

Un messaggio chiaro dal presidente Rolando:“Pronti alla sfida sulla riforma delle professioni”

Roberto Di Sanzo

Un congresso per ribadire il ruolo preminente dell’ingegneria nella società e la volontà della categoria di partecipare in maniera attiva alla stesura di una riforma delle professioni equa e che risponda appieno alle esigenze degli ingegneri. A Bari, davanti ad oltre 1.200 delegati provenienti da tutta Italia, la nostra professione ha riscoperto l’orgoglio di appartenenza, in un periodo di notevole difficoltà, come ha voluto ricordare il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Gianni Rolando: “Viviamo un momento storico particolare, con la crisi che attanaglia il Paese e tante altre nazioni. Un mondo che sta cambiando, con prospettive future incerte: tra gli ingegneri chi si laureava cinquant’anni fa era un privilegiato, oggi è necessario combattere per trovare un posto di lavoro dignitoso”. Una categoria, quindi, che deve assumersi le proprie responsabilità, conscia dell’importanza del proprio ruolo all’interno della società. “Siamo pronti a diventare il ‘grillo parlante’ dell’Italia – ha aggiunto Rolando -, dando un contributo fondamentale alle istituzioni nelle materie di nostra competenza. Gli ingegneri non sono portatori di interessi terzi, è bene ricordare che lavorano unicamente per il bene del Paese.

Fino ad oggi siamo stati ascoltati senza essere presi realmente in considerazione: ebbene si tratta di una situazione che deve completamente cambiare”. Tanti gli argomenti trattati nel corso del congresso in terra pugliese; fari puntati, come ovvio, sulla riforma delle professioni, prevista dalla manovra correttiva del Governo entro 12 mesi dal suo varo. “Si tratta di un segnale positivo da parte del Parlamento – ha spiegato il Presidente del Cni – in quanto finalmente, dopo tanti anni, ha messo dei paletti temporali ben precisi, che ci permetteranno dunque di lavorare al miglioramento del testo”. Per riuscire nell’intento è necessario però un salto di qualità di tutto il movimento ingegneristico, diventando una vera e propria “lobby trasversale, portatrice di principi a propria tutela e garanzia, altrimenti i poteri forti ci soffocheranno, visti anche i recenti tentativi di introdurre norme per l’abolizione degli Ordini. Ora è il momento di alzare la testa e lavorare insieme alle istituzioni per disegnare una riforma delle professioni giusta: per noi si tratta di un’occasione storica, da non perdere. Dobbiamo avere il coraggio di scrivere le regole della nostra professione”. Non solo prese di posizione forti da parte degli ingegneri, ma anche proposte concrete per aiutare la ripresa dell’economia nazionale.

Un esempio? Combattere l’evasione fiscale nel campo professionale tornando alle cosiddette tariffe minime e facendo sì che la loro riscossione avvenga tramite gli Ordini professionali. Per Rolando, infatti, nel nostro Paese “C’è bisogno di una forte lotta all’evasione per recuperare ingenti somme in grado di risanare i nostri conti e di aprire una nuova fase di risanamento dell’Italia”. Intanto per fare cassa gli ingegneri hanno proposto una cartolarizzazione dei beni immobili dello Stato con la loro valorizzazione e la messa sul mercato al miglior offerente che potrebbe portare ad entrate addirittura superiori alla manovra governativa. Un congresso, infine, che ha affrontato anche le tematiche ambientali ed energetiche, con tavole rotonde ed approfondimenti dedicati. A tal proposito il messaggio di Gianni Rolando è stato chiaro: “E’ necessario indirizzarsi sempre di più verso l’ingegneria del risparmio, nel rispetto dell’habitat naturale e della sicurezza. Pensando unicamente al proprio sviluppo e benessere, il genere umano ha superato il tasso di rigenerazione di molte risorse materiali ed energetiche. Ecco perché diventa essenziale concentrarci sulla salvaguardia della biosfera e delle risorse naturali, tematiche sulle quale gli ingegneri possono offrire un contributo di competenza e professionalità unici”.

(L´articolo apre l´approfondimento sul congresso CNI pubblicato alle pagg. 5 - 8 di questo numero)

 

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