02-2010 | Ordine di Alessandria
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A colloquio con Marco Colombo, neo Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Alessandria

“Salvaguardare i principi dell’etica e della deontologia: solo così favoriremo la qualità delle prestazioni”

Roberto Di Sanzo

“Un impegno costante a servizio della categoria”. E’ con questo spirito che l’ingegner Marco Colombo intende svolgere la sua attività come Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Alessandria. Cinquantadue anni, ingegnere civile edile, Colombo è stato eletto lo scorso mese di ottobre alla guida di una struttura che al giorno d’oggi può contare su 1.145 iscritti e vanta già una lunga carriera ordinistica; nel 1994 venne eletto Consigliere dell’Ordine, dal 2000 al 2005 ha assunto la carica di Tesoriere, successivamente fino all’ottobre 2009 ha ricoperto la carica di segretario. Ha coordinato, inoltre, l’attività della commissione Qualità e della commissione sicurezza del lavoro. Il Presidente alessandrino ha partecipato in qualità di capogruppo alla Commissione di lavoro del Consiglio Nazionale Ingegneri per la redazione delle proposte di modifica del d.lgs. 81/08.

Ingegner Colombo, inizia per lei un’avventura certo prestigiosa ma allo stesso tempo impegnativa e onerosa.

“Assolutamente sì. Devo dire però di ritenermi fortunato in quanto lavoro in totale sintonia con un Consiglio coeso e sono sicuro che riusciremo a portare avanti con concretezza tutte le istanze che abbiamo in cantiere. Un progetto che nasce e si sviluppa unicamente con l’obiettivo di operare per il bene dei colleghi”.

Spesso si lamenta un eccessivo scollamento tra gli iscritti e il mondo ordinistico. Qual è il suo giudizio a tal proposito?

“Da anni ad Alessandria ci impegniamo proprio per combattere tale trend negativo, coinvolgendo gli ingegneri nelle nostre iniziative. E siamo contenti dei riscontri che abbiamo avuto nel tempo: se sollecitati a dovere, i colleghi rispondono in maniera positiva. Naturalmente è necessario dar vita ad attività con tematiche precise ed attuali, che permettano agli ingegneri di migliorare il loro bagaglio culturale e di conoscenze tecniche. Storicamente, in ogni caso, l’Ordine di Alessandria può contare su professionisti molto ricettivi: basti pensare che alle recenti elezioni hanno votato 355 colleghi, una percentuale di ben lunga superiore rispetto a quella fatta registrare dalle altre realtà nazionali”.

Quali sono gli aspetti principali del programma che ha presentato agli elettori?

“Innanzitutto dedicheremo ampio spazio all’ambito formativo. Daremo vita ad una serie di attività in tale settore con l’ottica di incrementare ulteriormente le competenze degli ingegneri. Non basta, infatti, l’iscrizione all’Ordine per dimostrare le proprie capacità, E’ necessario prepararsi ed aggiornarsi costantemente per fornire alla clientela il miglior prodotto possibile. La qualità della prestazione viene prima di tutto: è l’unica possibilità di successo in un mercato sempre più globalizzato e concorrenziale”.

Obiettivi da raggiungere anche e soprattutto valorizzando l’etica professionale e rivalutando appieno il codice deontologico, giusto?

“Si tratta di punti imprescindibili del nostro programma. Al giorno d’oggi il mercato libero, apparentemente senza regole e limiti, fa passare l’idea illusoria che tutto è ammesso, in barba alla morale e alla professionalità. Il risultato è che assistiamo ad una competizione eccessivamente esasperata, dove vige l’unica logica del profitto e del guadagno a tutti i costi. E invece bisogna riaffermare i principi dell’etica per combattere quei comportamenti ambigui e negativi che portano inesorabilmente ad una perdita di valore della professione. Solo la serietà nel proprio agire e la correttezza nei rapporti interpersonali, a tutela della collettività, permetterà di avere delle prestazioni di alto livello e qualitativamente importanti. E’ un discorso valido, naturalmente, non solo tra privati ma anche nei confronti delle amministrazioni pubbliche, verso le quali è necessario essere in grado di mettere a disposizione dei tecnici qualificati e di sicuro affidamento. Bisogna depurare il mercato da tutte quelle persone che per la loro negligenza hanno fatto il male dell’ingegneria, rei di aver messo in cattiva luce, su giornali, mass media e tra l’opinione pubblica, un’intera categoria”.

Parliamo di formazione: cosa ne pensa della laurea triennale?

“Così come è concepita oggi, non è assolutamente in grado di fornire ai giovani una preparazione ingegneristica adeguata. Ecco perché auspico il ritorno alla laurea quinquennale. Anzi, le dico di più: il 3+2 non funziona, a causa di una formazione che non fornisce le necessarie basi propedeutiche. Sarebbe, a tal proposito, più interessante istituire un corso di laurea specialistica di 3 anni da affiancare alla tradizionale laurea di 5 anni”.

Lei ha da poco assunto la guida dell’Ordine: qual è il primo impegno sull’agenda?

“Recuperare l’immagine dell’ingegnere presso l’opinione pubblica e coltivare maggiormente i rapporti con le amministrazioni locali. Ho in programma diversi incontri con i responsabili della Provincia, della Prefettura e degli altri enti locali per stabilire un programma comune e condiviso di iniziative. Con l’Amministrazione provinciale di Alessandria, ad esempio, abbiamo allo studio un bando tipo per gli incarichi di progettazione che valorizzi la qualità della prestazione e superi l’offerta al massimo ribasso. Stiamo verificando la possibilità di sottoscrivere un protocollo di intesa con la Protezione Civile concernente le attività tipiche del territorio, in analogia a quanto già predisposto dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Per quanto riguarda l’aspetto formativo, sono già partiti i corsi di aggiornamento sulla sicurezza dei cantieri e stiamo per attivare i corsi sulle nuove norme tecniche e sulla certificazione energetica; nel frattempo, siamo a buon punto per l’organizzazione di una serie di incontri informativi, aperti al pubblico, sulla sicurezza e sul risparmio energetico”.

 

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