03-2010 | Ordine di Brescia
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Intervista a Marco Belardi, nuovo presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia

“Un impegno costante per riaffermare l’identità e l’utilità sociale dell’ingegnere”

Roberto Di Sanzo

Marco Belardi è il nuovo Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia. Libero professionista, ingegnere industriale, ha assunto tale impegno lasciando la carica di Presidente del Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti (Inarsind), del quale è stato anche Presidente Provinciale. In passato ha svolto il ruolo di consigliere dell’Ordine per diversi mandati; nell’ultimo è stato Vice Presidente. Inoltre l’ingegner Belardi è Presidente della Commissione Impianti della Consulta Regionale degli Ingegneri della Lombardia, rappresentandola al Tavolo Tecnico istituito dalla Regione per la Certificazione Energetica.

Ingegner Belardi, inizia per lei un’avventura sicuramente prestigiosa ma allo stesso tempo ricca di oneri e notevolmente impegnativa.

“Più che di un inizio si tratta del proseguimento di un percorso iniziato con la vicepresidenza che nello scorso mandato mi ha permesso di affiancare il collega e amico Sandro Mossi durante la sua presidenza. In una logica improntata alla continuità, ciò mi ha permesso di ereditare quest’importante responsabilità con una minuziosa preparazione e preservando quanto fatto da Sandro in termini di relazioni sia a livello locale che nazionale. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia conta oggi circa 4.000 iscritti, dei quali il 15% donne, con 4.000 iscritti nella sezione A e 100 triennali nella sezione B. Oltre il 40% degli iscritti ha meno di 40 anni. Le donne iscritte in questa fascia d’età sono invece il 64% del totale. Tra gli ingegneri che esercitano la libera professione (circa 1.600) il 60% è costituito da ingegneri civili”.

Spesso gli iscritti agli Ordini lamentano un eccessivo distacco tra la base e il vertice. Qual è il suo giudizio a tal proposito?

“Ad aumentare la complessità insita nei numeri e nella molteplicità di interessi e specializzazioni degli oltre 4.000 ingegneri iscritti concorre l’estensione territoriale della provincia, una delle più grandi d’Italia. Tuttavia da sempre l’Ordine di Brescia ha prestato grande attenzione verso gli iscritti, anche facendosi interprete delle esigenze e mettendosi al servizio degli stessi, in particolare per quanto concerne la formazione e l’aggiornamento professionale. Con il trasferimento di sede, avvenuto nel 2000, già il precedente Consiglio aveva saputo interpretare perfettamente l’importanza che la formazione e l’aggiornamento professionale costituiscono per il professionista (e, indirettamente, per la collettività). Fu una scelta precisa infatti quella di spostare la sede in una zona facilmente accessibile e in una struttura dotata di una sala capiente necessaria a supportare le iniziative formative. La sede attuale è dotata di una sala con una capienza di 110 posti che eroga mediamente corsi, convegni e seminari a circa 1.500 colleghi ogni anno. Peraltro, proprio a causa della rilevante estensione territoriale, alcuni eventi formativi o convegnistici vengono realizzati all’esterno, grazie anche alla sinergia con alcune organizzazioni vicine all’Ordine. E’ il caso della Valcamonica, grazie alla collaborazione dell’Associazione Ingegneri Camuni, o di altre positive esperienze realizzate insieme al GIB, Associazione Giovani Ingegneri, nella quale anch’io ho avuto l’onore di militare”.

Quali sono i punti più significativi del suo programma alla guida dell’Ordine bresciano?

“La gestione di questa istituzione, ente pubblico soggetto a vigilanza da parte dell’Amministrazione Centrale, assolve a vari compiti istituzionali ed è fondamentalmente posto a tutela della collettività e dei terzi; il Consiglio è pertanto innanzitutto impegnato in modo rilevante a garantire il corretto funzionamento dell’Ordine nell’espletare le sue funzioni di base ed istituzionali. Oltre a ciò, diverse sono le iniziative intraprese su altri fronti; vorremmo in particolare lavorare per riaffermare l’identità e l’utilità sociale dell’ingegnere nell’immaginario collettivo. Negli ultimi anni a mio parere infatti la nostra professione in questo senso ha perso un po’ di smalto. Stiamo pensando, per questo, all’organizzazione di eventi culturali di elevato profilo, destinati alla gente, proprio per ribadire ed evidenziare che l’ingegnere non è ‘solo’ un tecnico presente, con la sua attività intellettuale, praticamente in tutte le attività umane connesse allo sviluppo, alla ricerca, alla sicurezza, al benessere sociale e alla salvaguardia del pianeta, ma concorre, individualmente e quale categoria, allo sviluppo sociale secondo importanti principi di etica e nel rispetto del suo codice deontologico. Varie le altre iniziative in corso. Con l’amministrazione comunale di Brescia, in particolare con l’assessorato alle politiche per la gestione del territorio, da alcune settimane siamo impegnati in un importante progetto volto alla sburocratizzazione dei procedimenti che vedono coinvolti i professionisti nei rapporti con la P.A.; questo attraverso l’adozione spinta delle soluzioni informatiche e tecnologiche oggi disponibili. Siamo anche stati coinvolti in un’iniziativa a scopo benefico, promossa dal ‘Giornale di Brescia’, quotidiano locale, che, a seguito del sisma che ha colpito la zona abruzzese, ha destinato i fondi raccolti attraverso un’apposita campagna di sensibilizzazione alla costruzione di un centro giovanile. L’Ordine degli Ingegneri si è reso disponibile per la gestione delle attività tecniche necessarie. Sempre con il quotidiano abbiamo aderito ad un’iniziativa che nasce proprio in questi giorni, finalizzata a favorire l’acquisto della casa da parte delle giovani coppie e al contempo al rilancio del comparto delle costruzioni. Anche nel campo della Certificazione Energetica, tema di grande attualità, l’Ordine degli Ingegneri di Brescia ha sottoscritto insieme al Collegio dei Geometri di Milano, alle Federazioni dei Chimici e degli Agronomi e all’Associazione Italiana Scienze Ambientali, una convenzione finalizzata alla realizzazione di interventi di alta formazione in materia di efficienza e certificazione energetica nell’edilizia. Per la prima volta una Pubblica Amministrazione destina dei fondi al sostegno del mondo professionale; è un risultato importante e gratificante, dovuto all’importante contributo che il sistema ordinistico, in particolare degli ingegneri, ha saputo esprimere attraverso una collaborazione sistematica e costruttiva con l’ente regionale”.

Etica e deontologia professionale, valori imprescindibili e - probabilmente - da rivalutare.

“Non posso che essere totalmente d’accordo con il pensiero che l’amico Stefano Calzolari, neopresidente dell’Ordine di Milano, ha espresso proprio su queste pagine: è necessario ricodificare il significato di ‘decoro professionale’, riaffermando principi fondamentali e propri dell’esercizio professionale. Solo la riaffermazione di un agire etico, mosso da concreti valori di riferimento, come il bene sociale, permetterà di ricostruire un vero rapporto fiduciario tra la professione e la collettività. Anche io sono convinto che la Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia debba e possa avere un ruolo primario per il raggiungimento di questi obbiettivi”.

Università e formazione: piovono numerose critiche sulla laurea triennale. Lei cosa ne pensa?

“Al di là delle problematiche connesse ai percorsi formativi e all’efficacia degli stessi, è necessario porre rimedio al problema della definizione delle competenze. Non meno importante resta la definizione di percorsi e di sbocchi che non possono non tenere in debita considerazione le esigenze e le opportunità che il mercato determina e il contesto di spazio economico europeo nel quale i professionisti devono poter liberamente circolare, a fronte di competenze definite, riconoscibili e riconosciute”.

Parliamo di Brescia e del suo territorio, in profonda evoluzione da un punto di vista infrastrutturale ed urbanistico.

“Se riferisce alle realizzazioni, sia dal punto di vista infrastrutturale ed urbanistico, a livello provinciale negli ultimi anni molte cose sono state fatte ma stiamo assistendo ad un ulteriore accelerazione per quel che riguarda la viabilità. Per citare un’opera si pensi alla tangenziale sud. A livello comunale evidente è lo sforzo che l’attuale amministrazione sta compiendo per ridisegnare in maniera più equilibrata la città, che ha vissuto negli ultimi dieci anni una trasformazione disaggregante. Il sindaco e la sua Giunta sta lavorando con grande attenzione alla riqualificazione di aree molto degradate quali la zona della stazione ferroviaria e il piano di recupero di via Milano. Sono curioso di vedere se realmente l’amministrazione sarà in grado di realizzare la cittadella dello sport all’interno del parco delle cave. Molto importante poi è il problema della bonifica dell’area Caffaro, sito di interesse nazionale inserito nel pieno centro cittadino, alla luce delle ingenti risorse finziarie necessarie al suo recupero. Fondamentale sarà capire quale posizione l’assessore competente intenderà tenere in merito all’utilizzo di tale aree nel contesto del nuovo PGT”.

Quali sono i nodi principali da sciogliere per lo sviluppo edilizio di Brescia?

Innanzitutto bisognerà capire se il Piano Casa sarà in grado di favorire una reale ripresa del comparto edilizio e delle costruzioni. E poi valutare se con il nuovo strumento urbanistico (PGT), la cui adozione è prevista per la fine di marzo 2010, si potrà ulteriormente intervenire per favorire la ripopolazione della città. E’ fondamentale, inoltre, sollecitare la sinergia tra istituzioni ed enti affinché sensibilizzino in maniera concreta le banche, che devono essere in grado di supportare i cittadini, in particolare le giovani coppie, e il sistema imprenditoriale agevolando l’accesso al mutuo per la casa e le forme diverse di finanziamento a condizioni sopportabili. Ritengo peraltro opportuno che l’amministrazione comunale proceda ad una revisione del regolamento edilizio in modo che lo stesso possa essere reiscritto con la necessaria attenzione alle problematiche connesse alla sostenibilità ambientale ed energetica. Sempre su questo tema, se la Giunta riterrà di mantenere in essere la Commissione Edilizia attualmente prevista, auspichiamo che nella sua costituzione tornino ad essere presenti i rappresentanti delle istituzioni professionale, soppressi incautamente dall’amministrazione precedente. Devo peraltro osservare come attualmente tra l’Ordine degli Ingegneri e l’amministrazione comunale lo spirito sia altamente costruttivo; recentemente abbiamo partecipato ad un incontro sul Piano Casa, su invito dell’assessore all’urbanistica, dal quale è emersa l’opportunità della costituzione di un tavolo di confronto. In effetti alcuni aspetti applicativi delle nuove norme suggeriscono una sinergica collaborazione da parte dei diversi enti coinvolti; cito, ad esempio, le problematiche connesse ai meccanismi di premialità volumetrica previsti dalla legge nel caso di obiettivi di performance energetica dichiarati dal committente e certificati dal professionista, nel caso in cui, al termine dei lavori di costruzione essi non vengano raggiunti”.

La Lombardia è un territorio in crescita per quanto concerne l’utilizzo delle energie rinnovabili, ma l’Italia rimane ancora indietro rispetto a molti paesi europei: come si può uscire da questa situazione critica?

“Brescia è la città con il maggior numero di pannelli solari fotovoltaici installati. Pur a fronte di condizioni migliori che in altre zone del Paese, è necessario accompagnare le diverse iniziative di incentivazione introdotte sistematicamente dal Governo, con campagne di sensibilizzazione capaci di far crescere una ‘cultura della sostenibilità’ ad oggi ancora carente. Bisogna dare evidenza non solo alla rilevanza economica del problema energetico ma soprattutto ai risvolti ambientali che lo stesso rappresenta. Il significato globale della nuova politica per la sostenibilità energetica passa necessariamente dalla capacità delle comunità locali di comprendere le opportunità tecnologiche e quelle più meramente ‘culturali’ che sono insite nel nuovo modello di sviluppo. Nel primo caso, quindi, è di fondamentale rilevanza che chi esercita responsabilità di governo sui territori locali si doti della consapevolezza delle tecnologie disponibili e della fattibilità dei percorsi di innovazione che possono migliorarne le prestazioni”.

 

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