04-2010 | Ordine di PIacenza
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Fabrizio Perazzi, Presidente dell’Ordine di Piacenza, interviene sulla riedificazione della struttura crollata nello scorso mese di aprile

“Ponte sul Po: nonostante competenza e serietà, gli ingegneri piacentini poco coinvolti nella ricostruzione”

Donato Di Catino

“Purtroppo l’Ordine non ha avuto alcun coinvolgimento in occasione del maggiore evento ‘ingegneristico’ che ha interessato la nostra provincia, ossia il crollo del ponte stradale sul fiume Po. Gli ingegneri piacentini non hanno avuto alcun ruolo nella questione anche se molti iscritti, specie i professionisti degli uffici pubblici, hanno dimostrato, nel lavoro, la serietà e la concretezza che da sempre ha contraddistinto lo spirito degli iscritti”. E’ questa l’amara constatazione di Fabrizio Perazzi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Piacenza, in merito alla ricostruzione del ponte crollato sul fiume Po, lo scorso 30 aprile 2009, struttura strategica per il collegamento tra la Lombardia e l’Emilia. Un mancato coinvolgimento per una struttura punto di riferimento per tutti i professionisti del territorio: sebbene l’Ordine degli Ingegneri di Piacenza sia un Ordine “piccolo”, con 941 iscritti, dei quali 914 nella sezione A e 27 nella sezione B, ha proprio in questa peculiarità anche la sua forza, come spiega Davide Marchi, segretario dell’Ordine: “Noi cerchiamo sempre di condividere le idee, di discuterle e di fare patrimonio comune delle esperienze e delle direttive. La condivisione delle idee, che non vuol dire uniformità di pensiero, ovviamente, ha portato il nostro Ordine a cercare di orientare la propria attività secondo una rigorosa linea di rispetto della legge istitutiva che, a volte, ha comportato, e necessariamente comporterà, l’espressione di una voce indipendente, talvolta fuori dal coro. Una voce indipendente ma in tono rispetto al coro di tutti coloro che amano il rispetto delle regole”.

Presidente Perazzi, il vostro è un Ordine molto attivo nell’organizzazione di corsi di formazione, di aggiornamento e convegni.

“Il Consiglio Direttivo, eletto nel settembre dello scorso anno, ha subito improntato la sua attività nel segno della continuità rispetto allo scorso mandato. In tale senso, si possono annoverare diverse iniziative che hanno visto coinvolto l’Ordine professionale. In primo luogo l’impegno per il continuo aggiornamento professionale degli iscritti. Sebbene la normativa autorizzi gli ingegneri allo svolgimento dei corsi di formazione relativi alla sicurezza nei cantieri mobili ex D.Lgs. 81/08, all’abilitazione per l’iscrizione negli elenchi dei Certificatori Energetici della regione Emilia Romagna e in quelli del Ministero dell’Interno ai sensi della L. 818, l’Ordine ha promosso e patrocinato numerosi seminari relativi all´aggiornamento professionale. Tra i tanti mi preme ricordare quelli concernenti l’entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni e diversi seminari relativi al contenimento energetico. Un particolare paragrafo si può dedicare ai due corsi che maggiormente hanno impegnato l’Ordine professionale: i corsi sulla sicurezza dei cantieri mobili e quello relativo alla certificazione energetica. In entrambi i casi l’Ordine ha inteso dare agli iscritti uno strumento di aggiornamento che fosse utile ed efficace e, a tal proposito, molta cura e attenzione si è posta nella scelta dei docenti e degli enti formatori. Per quanto riguarda i corsi ai sensi del D.Lgs 81 oltre ai corsi di aggiornamento si sta organizzando anche un corso base da 120 ore nei quali i docenti sono estremamente qualificati e, soprattutto, sono tecnici con esperienza nel settore. La linea adottata per dare maggiore efficacia al metodo didattico è, infatti, stata quella di privilegiare docenti professionisti con esperienza nello specifico campo”.

Un’attività che vi ha portato a stringere collaborazioni importanti anche con le realtà amministrative locali, vero? “

Certo. Un’attività importante che ha contraddistinto in questi mesi l’operato dell´Ordine è la collaborazione con i vari enti del territorio. Come Ordine, già da alcuni anni, organizziamo dei seminari tecnici in seno alla mostra delle tecnologie per l’edilizia che si tiene presso Piacenza Expo. Negli anni passati si è discusso di energia, di manutenzione del patrimonio edilizio e nella prossima edizione, che si terrà alla fine di questo mese, parleremo della vulnerabilità dell’edilizia piacentina in relazione alla nuova zonazione sismica del territorio. Una ulteriore collaborazione del nostro Ordine è stata richiesta direttamente dal sindaco di Piacenza per la supervisione degli atti tecnici della costruzione dell’Hospice, una struttura per le cure palliative che la comunità piacentina aspetta da tempo. La serietà e l’autorevolezza dell’Ordine è stata riconosciuta dalla struttura pubblica che, oltre ai professionisti incaricati dalla struttura aggiudicataria, ha voluto concretizzare la salvaguardia dell’interesse pubblico con una supervisione ‘super partes’. La collaborazione, però, non si è limitata all’ambito locale e, come hanno fatto molti degli Ordini provinciali, anche il nostro ha dato una adesione incondizionata per l’aiuto chiesto dalla protezione civile all’Aquila. Sono partite da Piacenza diverse squadre di ingegneri che hanno prestato il loro ingegno e la loro professionalità per l´aiuto alla collettività nazionale. I rapporti collaborativi con gli enti si sono sviluppati anche con la Regione Emilia Romagna. Con tale ente, infatti, l’Ordine ha avuto contatti diretti durante le fasi di indagine sia per la formazione della legge sulla certificazione energetica sia in merito alla revisione delle norme sui titoli abitativi. Tutte e due le normative avevano pesanti implicazioni sulla professione e assieme, seppur in maniera formalmente separata, alla Federazione degli Ordini sono state segnalate diverse problematiche e suggeriti spunti di valutazione”.

Tra i vostri impegni vi è anche l’aggiornamento del modo di operare dei professionisti, un passo importante per la competività e la concorrenza sul mercato. Ce ne vuole parlare?

“Un versante strategico è lo sviluppo della professione in relazione alle nuove modalità di svolgere la stessa e di relazionarla con il nuovo quadro normativo. Il nostro Ordine, prendendo atto delle precipue competenze che gli sono affidate dalla normativa, si è sempre più reso conto della necessità di aggiornare il modo di operare dell´Ingegnere. Le modifiche normative, le esigenze del mercato e la globalizzazione dei servizi, la confusione giuridico-amministrativa in riguardo alle competenze professionali, la sempre minore preparazione accademica ricevuta dai neo iscritti sono solo alcune delle motivazioni che pongono l’aggiornamento della professione quale argomento principe dei prossimi anni. In primo luogo è sempre più urgente fare capire ai committenti, sia pubblici che privati, che un lavoro serio, concreto e sviluppato secondo i principi dell’etica professionale non può essere trattato come un servizio di ‘pizza a domicilio’. Ed è altresì necessario che gli iscritti all’Ordine prendano coscienza che la loro autorevolezza sulle questioni tecniche passa, obbligatoriamente, dalla capacità professionale e morale dell’iscritto stesso e dei suoi colleghi. Purtroppo l’Ordine non ha come preciso scopo quello di sensibilizzare gli iscritti su queste tematiche e, neanche si possono fare ‘strappi alle regole’. L’Ordine non è un sindacato o uno strumento aggregativo, è organo di magistratura e la sua indipendenza e imparzialità sono da considerarsi sacre. Se così non fosse allora si potrebbero capire le istanze che sono pervenute, in passato, da parte del Parlamento e tese all´abolizione del sistema ordinistico. In altre parole, non si deve confondere un Ordine con uno strumento di promozione della professione”.

E come comportarsi per risolvere tale tipo di conflitto di competenze?

“Per risolverlo e cercare di rispondere alle esigenze che ci vedranno sempre più coinvolti e in prima linea nel futuro della nostra professione, il Consiglio Direttivo ha promosso la nascita di una associazione professionale che associ gli iscritti su base volontaria e il cui scopo sia la valorizzazione e la promozione della professione dell’ingegnere esercitata secondo i principi di etica e deontologia professionale e con l’obiettivo di perseguire sempre maggiori livelli di qualità nella prestazione intellettuale. La nuova associazione, che in questa fase sta vivendo la discussione e la stesura dello statuto riveste, secondo noi, un ruolo fondamentale permettendo, nei fatti, all’Ordine stesso di potersi occupare dei suoi compiti originari e di mantenere quella imparzialità che gli sono necessarie per un corretto svolgimento delle sue mansioni di magistratura di primo grado”.

 

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