07-2010 | Ordine di Verona
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Il “record” della veronese Ilaria Segala: presidente più giovane d’Italia

“Spazio alle nuove generazioni e alle donne per un Ordine più vicino alle esigenze della categoria”

Roberto Di Sanzo

Detiene un “record” che difficilmente potrà essere migliorato e – allo stesso tempo – davvero originale per la nostra categoria professionale. Ilaria Segala, classe ’78, è la più giovane presidente (e per di più donna) di un Ordine degli Ingegneri, precisamente quello di Verona. Precedentemente consigliere e direttrice dell’house organ professionale, l’ingegner Segala da poche settimane è alla guida di una struttura che può contare su oltre 2.500 iscritti.

Un record che per lei assume un significato particolare?

Innanzitutto sono soddisfatta perché ho ottenuto più della metà delle preferenze di chi ha votato, segno che è stato particolarmente apprezzato il programma che ho presentato e il lavoro svolto negli ultimi anni a favore della categoria. In generale, comunque, sono molto contenta del fatto che anche nella nostra professione il numero delle donne è in continuo aumento. Tra l’altro, si tratta di ingegneri di notevole spessore e competenza, in quanto per poter essere concorrenziali in un mondo prettamente maschile è necessario avere grande amore per il proprio lavoro e una forte ostinazione, tipica delle donne.

Oltre al fatto di essere donna, lei è giovanissima…

Spesso i Consigli sono molto lontani dalla base, ecco quindi che una buona iniezione di giovani colleghi anche nei vertici dirigenziali degli Ordini può favorire il rapporto e la facilità di relazione tra le persone, che così può avvenire in maniera più diretta e informale. Grande importanza va data, inoltre, alle Commissioni: devono aprirsi maggiormente all’esterno, la partecipazione degli iscritti alla vita della categoria è fondamentale e irrinunciabile. Se rimanessimo arroccati sulle nostre posizioni, saremmo finiti: dobbiamo mostrare al mondo e all’opinione pubblica le nostre attività e quanto siamo in grado di fare. A tal proposito, tra le prime iniziative che ho intenzione di prendere vi è il potenziamento e la ristrutturazione del sito Internet dell’Ordine, in modo di comunicare in maniera semplice, agile ed efficace con il mondo degli ingegneri.

Come l’ha accolta il mondo economico, politico e sociale della sua città?

E’ ancora presto per dirlo, sono passate poche settimane dalla mia elezione e quindi dovrò organizzare una serie di incontri con le varie realtà locali per darle una risposta precisa. Le prime sensazioni mi fanno dire che nell’opinione pubblica la particolarità non sta tanto nella mia giovane età, ma nel fatto che sono una donna. Un po’ come in politica, dove il gentil sesso è rappresentato in maniera molto esigua, vengo vista con grande curiosità mista a stupore. A questo dato non dò un significato positivo o negativo: la reputo unicamente una constatazione di fatto.

Parliamo del programma che ha presentato agli elettori di Verona: qual è il suo progetto per gli ingegneri scaligeri?

Siamo partiti dalla necessità di un profondo rinnovamento, e devo dire che ci siamo riusciti, visto che metà del Consiglio in carica è composto da nuovi ingegneri: direi che si tratta di un ricambio importante. Poi, come ho già accennato, ho puntato molto sulla partecipazione attiva alla vita dell’Ordine: è necessario un continuo scambio di informazioni ed esperienze per poter crescere da un punto di vista umano e professionale. Altro elemento imprescindibile, la trasparenza: al fine di dare massima visibilità alle nostre iniziative ed attività, molto presto pubblicheremo on line i verbali dei Consigli e delle riunioni delle Commissioni. Aggiungo che dovremo rafforzare i rapporti con gli enti comunali, provinciali e regionali, con il mondo delle professioni e le varie realtà associative del territorio. Mia intenzione è firmare un protocollo di intesa, come ha già fatto il Cni a livello nazionale, con la Protezione Civile veronese per stabilire una collaborazione costruttiva in casi di emergenza e necessità.

Un punto importante riguarda la vostra sede, vero?

Già è proprio così. Attualmente l’Ordine di Verona è ospitato in pieno centro nei locali di un palazzo storico e di grande pregio, però poco agevole da un punto di vista logistico. Quindi siamo alla ricerca di una sede magari decentrata ma maggiormente accessibile da parte di tutti i colleghi, senza difficoltà di parcheggio e vicina alle principali vie di comunicazione. Un progetto, come vede, che va nella direzione di un rapporto sempre più diretto e preferenziale con i colleghi.

Cosa mi dice del cosiddetto “Sportello Help”?

Ecco un altro progetto al quale tengo molto: vogliamo approntare una serie di sportelli per offrire ai colleghi delle consulenze fiscali e legali, con professionisti accreditati, su questioni di stretto interesse per gli ingegneri. Un modo per legare ulteriormente l’Ordine al territorio.

Sono numerose le questioni aperte nel mondo dell’ingegneria: su quali crede sia urgente intervenire?

Partiamo dalla riforma della professione: il testo proposto dal Centro Studi del Cni durante lo scorso congresso ci ha lasciati perplessi, è necessario che gli Ordini entrino nel vivo della discussione e del dibattito della riforma. Prendiamo la questione del tirocinio obbligatorio: giusto, però va studiato bene, aprendo un dialogo a livello nazionale. Se tirocinio vuol dire periodo di sfruttamento dei giovani ingegneri, mal pagati o addirittura senza compenso, allora siamo sulla strada sbagliata. Altra questione, la diversificazione della professione: al giorno d’oggi stanno prendendo sempre più piede nuove specializzazioni, basti pensare all’ingegneria dell’informazione o gestionale. Bisogna porre maggior attenzione a tali nuove realtà, valorizzandone le peculiarità e comprendendone le esigenze.

Ultima questione, le Federazioni di categoria: quale peso specifico devono avere?

Negli ultimi anni Verona in tal senso ha contato molto poco, per vari motivi, a livello regionale. Ora la Federazione dovrà rinnovare le cariche e abbiamo ferma intenzione di contare di più, proponendo una serie di candidati qualificati e attivi. Purtroppo molte volte i campanilismi hanno la meglio sulle ragioni comuni: ora è giunto il momento di dar vita ad una struttura forte, equilibrata, dove i sette Ordini provinciali contano alla stessa maniera.

 

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