08-2010 | Assemblea degli Ordini
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Giuseppe Di Natale, presidente dell’Assemblea degli Ordini, valuta con soddisfazione la sentenza della Suprema Corte di Cassazione

“Distinzione delle competenze tra ingegneri e tecnici diplomati, elemento di garanzia per la professionalità della categoria”

Una giusta divisione di competenze tra ingegneri e tecnici diplomati, soprattutto nell’ambito della progettazione, a difesa della professionalità dei colleghi e a garanzia della qualità del lavoro svolto verso la collettività. L’Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri si è espressa con favore nei confronti della recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che ha voluto esprimersi, una volta per tutte, su una questione aperta da tempo e che ha creato non poche polemiche all’interno della categoria. Tra i primi ad accogliere con soddisfazione la decisione della Corte, proprio Giuseppe Di Natale, presidente dell’Assemblea degli Ordini di categoria. “La delicata e sentita questione del riparto delle competenze tra gli ingegneri e i geometri – dice l’ingegner Di Natale - anche alla luce della sentenza n. 19292 del 2009 con cui la Suprema Corte di Cassazione è intervenuta autorevolmente, è stata oggetto di una recente assemblea dei presidenti degli Ordini degli Ingegneri.

Durante l’incontro gli interventi hanno sottolineato come il parere dell’autorevole organismo abbia ribadito che ‘ai tecnici solo diplomati’ è consentita esclusivamente ‘la progettazione di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere prevedenti l’impiego di strutture in cemento armato, a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori, nell’ambito di fabbricati agricoli o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo, e che per la loro destinazione non comportino pericolo per l’incolumità pubblica nel suo complesso’. Infine, è stato affermato che la responsabilità dell’attività di progettazione ricade sulle spalle del professionista laureato il cui intervento è essenziale per la compiuta esecuzione della prestazione”. Classe ‘52, professionista specializzato nei settori dell’impiantistica elettrica e del risparmio energetico, l’ingegner Di Natale può vantare una lunga e qualificata carriera ordinistica. Sin dal 1990 è stato consigliere dell’Ordine di Ragusa, del quale è presidente dal 1996; inoltre è vice presidente della Consulta Regionale della Sicilia. Ora, un nuovo ed interessante incarico.

Recentemente lei è stato chiamato a dirigere l’Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli ingegneri. Un impegno importante e allo stesso tempo gratificante.

Da moltissimi anni la mia categoria utilizza lo strumento dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini Provinciali per affrontare i problemi più significativi e per dare gli indirizzi ‘politici’ al Cni. Da alcuni anni è stata data statutariamente organicità al ruolo dell’assemblea, che è chiamata a definire gli obiettivi strategici per la promozione e l’affermazione della categoria nel contesto della realtà sociale, economica e politica della nazione. Inoltre, l’assemblea assume determinazioni sull’ordinamento professionale, la formazione, le problematiche fiscali, previdenziali e sulla politica tariffaria, impegnando in maniera vincolante il Cni e gli Ordini provinciali. Un ruolo dunque, quello dell’assemblea, di grande responsabilità; gratificante certamente perché mi dà la possibilità, dopo circa venti anni di ‘militanza’ ordinistica, di poter essere più incisivo e utile per la determinazione degli scenari dell’ingegneria italiana.

Lei è anche presidente dell’Ordine di Ragusa: nel vostro territorio vi è il problema della mancanza di discariche. Da ingegnere, quali le soluzioni per una corretta raccolta e distruzione dei rifiuti?

La vexata quaestio dei rifiuti solidi urbani e degli inerti provenienti da lavori edili, coinvolge pienamente la mia regione; recentemente Palermo e alcune zone dell’area metropolitana di Catania sono stati coinvolti dall’emergenza rifiuti. Esistono anche delle aree di eccellenza nelle quali non solo i costi ma anche lo smaltimento dei rifiuti avviene in maniera corretta con l’utilizzo di tutto quanto proviene dai rifiuti, compost energia ed altro. Una regione, dunque, a due velocità, anche se l’incapacità a smaltire prevale abbondantemente sull’altra per la mancanza congenita di discariche. Per una soluzione adeguata non è banale dire che in primis è necessario ridurre la produzione dei rifiuti, incoraggiando e sostenendo l’atteggiamento virtuoso della gente oltre la raccolta differenziata e la costruzione di termovalorizzatori, che ancora da noi resta un miraggio.

Il Piano Casa: quali le sue applicazioni in Sicilia?

La Sicilia è stata, credo, l’ultima regione che ha approvato la legge sul Piano Casa. Gli interventi possono riguardare esclusivamente edifici legittimamente realizzati, con esclusione quindi di quelli che hanno usufruito dei vari condoni nazionali che si sono susseguiti nel tempo, a tipologia unifamiliare o bifamiliare, comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi. I nuovi volumi realizzati non possono eccedere il limite del 20% del volume esistente per ogni unità immobiliare. Sono pure consentiti interventi di integrale demolizione e ricostruzione con un premio di cubatura del 25%, con l’obbligo di utilizzare le tecniche costruttive della bioedilizia; il premio viene portato al 35% qualora siano adottati sistemi che utilizzano fonti da energia rinnovabile che consentano l’autonomia energetica degli edifici. Gli interventi sono subordinati al rilascio della concessione edilizia oppure alla denuncia di inizio attività. Quindi va sottolineata un’attenzione particolare del legislatore regionale ai temi dell’ambiente e alla semplificazione delle procedure; tematiche e istanze di primaria importanza per gli Ordini professionali, in particolare per la Consulta regionale siciliana.

Parliamo dell’attività dell’Ordine: quali le vostre iniziative a favore dei colleghi e della categoria?

L’informazione puntuale, tempestiva e dettagliata, insieme alla formazione, rappresentano i cardini della nostra azione ordinistica, oltre all’assistenza legale, fiscale e la promozione dell’immagine dei professionisti. Senza dimenticare la ricerca costante della perequazione da parte degli enti locali per gli incarichi, con particolare attenzione ai giovani, che sono oggettivamente i più deboli nell’attuale contesto macroeconomico. La facilitazione dell’acceso al credito è anche un punto di forza della nostra azione: infatti, a livello regionale è stato costituito un consorzio fidi, che dà la possibilità ai colleghi di accedere al credito a condizioni molto favorevoli, con livelli di garanzia molto contenuti, premessa necessaria per favorire le nuove leve.

 

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