16-2010 | Congresso CNI
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Da Torino un messaggio forte per lo sviluppo del Paese

Rolando: “Più dialogo tra istituzioni e professioni”

Un ruolo sempre più attivo e consapevole all’interno della società contemporanea. Ma non solo: diventare finalmente un interlocutore privilegiato delle istituzioni, non solo in situazioni di emergenza. E’ questa la richiesta avanzata da Gianni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, proprio in apertura dei lavori del cinquantacinquesimo Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, svoltosi a Torino dal 7 al 10 settembre. Rolando è entrato subito nel vivo delle questioni, sottolineando che oggi in Italia gli ingegneri sono oltre 500 mila, un numero raddoppiato rispetto al 1996. “In un Paese in difficoltà a livello economico ed energetico – ha detto Rolando - i tecnici possono davvero dare un contributo concreto allo sviluppo dell’intero sistema. Ecco perché credo sia necessario prevedere di rendere obbligatoria la formazione professionale permanente per tutti gli iscritti”.

Formazione obbligatoria e rispetto assoluto della qualità delle prestazioni offerte ai cittadini; in tal senso va vista l’ampia pagina congressuale dedicata alla questione del ripristino dei minimi tariffari. Anche in questo caso, il Presidente Rolando nei suoi interventi è stato piuttosto chiaro, sottolineando la necessità “dell’introduzione di tariffe chiare ed eque nell’interesse della collettività. Sono fondamentali non solo per il bene della categoria, ma soprattutto a garanzia della collettività e della certezza di avere opere e infrastrutture di alta qualità, sicure e realizzate a regola d’arte”. Concetti ribaditi, nei loro interventi, da parte dell’onorevole Maria Grazia Siliquini e dall’ex Ministro del lavoro, Cesare Damiano. In particolare la Siliquini ha rimarcato l’esigenza di un “ritorno alle tariffe previste dal Ministero della Giustizia.

I minimi devono essere previsti, qui c’è in gioco la qualità delle prestazioni e la sicurezza della collettività. Bisogna stabilire il principio che ogni volta che entra in campo una committenza pubblica, vanno presi in esame dei criteri di aggiudicazione stabiliti dal Ministero, inderogabili. In tal modo si porrebbe fine al ribasso selvaggio”. L’onorevole Antonino Lo Presti ha “tranquillizzato” la platea degli ingegneri: “La reintroduzione delle tariffe minime fa parte del programma di Governo e spero che nel prossimo futuro si possa tenere fede a tale impegno. Anche perché è falso sostenere che con l’introduzione della legge voluta da Bersani si sia favorita la concorrenza; sono sotto gli occhi di tutti una serie di gare aggiudicate con ribassi incredibili, insostenibili per la realizzazione di un’opera in maniera adeguata”.

Altro capitolo scottante, l’albo unico per le lauree triennali. “In Italia esistono 27 professioni – ha spiegato Rolando , sappiamo che non è perseguibile la legge perfetta ma si può e si deve trovare una sintesi. Innanzitutto difendendo principi fondamentali come l’autonomia”. Ora però, secondo il Presidente del Cni, non è più il tempo delle chiacchiere, va adottata una linea comune di intervento e procedere con azioni concrete: “La riforma va fatta in tempi brevi, anche perché la nostra categoria è tra le poche direttamente investite dalla crisi, dovendosi raffrontare con il mercato. E non dobbiamo neppure avere paura di presentare le nostre istanze, anche a costo di farci dei nemici”. Importante, per il buon esito del congresso, la prima sessione dei lavori: nel corso della tavola rotonda dedicata al tema “Costruire il futuro del sistema Italia: scenari di riferimento”, è intervenuto anche Francesco Karrer, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha fornito un interessante contributo relativo al settore delle costruzioni.

“Troppe separazioni hanno impedito al nostro Paese di cogliere opportunità importanti – ha sottolineato Karrer –. Nella vicenda del nuovo ordinamento dei Lavori Pubblici è stato proprio questo panorama troppo articolato e troppo diviso che non ha permesso di procedere nel modo più adeguato. Invece dobbiamo trovare un punto di convergenza e di incontro, un punto di orientamento e di dialogo”. Un dialogo continuo che Karrer ha già previsto nella sua proposta sul Progetto del Piano Costruzioni, nella quale vede inseriti tre gruppi di lavoro in rappresentanza dell’intera filiera: istituzioni, produttori (aziende e professionisti), fornitori di servizi, tra i quali anche i certificatori, oggi figura divenuta fondamentale nel settore. “Si avverte la necessità di rinormare i settori, per questo propongo la rivisitazione delle norme, il tutto ispirato ai principi del coinvolgimento e della sostenibilità”. Mauro Moretti, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, durante il suo discorso ha rilanciato un tema molto caro al mondo dell’ingegneria, vale a dire la qualità delle prestazioni e dell’offerta alla collettività. E in particolar modo si è soffermato proprio sulla nostra categoria: “All’Italia servono ingegneri che abbiano capacità forti, in grado di dare risposte certe, di profilo elevato e competitive.

Oggi paghiamo la carenza di scuole tecniche di base. Un tempo con le lauree conseguite in cinque anni si poteva prevedere proprio quel tipo di capacità appena elencate”. La sfida del futuro si gioca così per Moretti sulla capacità di far “coincidere qualità e innovazione anche e soprattutto nei trasporti e nelle reti infrastrutturali”. Tema condiviso dal Presidente Rolando, che ha sostenuto la necessità di “preparare figure di profilo elevato che sappiano affrontare con i giusti criteri le sfide che l’Italia del futuro e la stessa Europa ci pongono concretamente. Abbiamo raddoppiato la quantità di laureati negli ultimi 14 anni ma quello su cui dobbiamo puntare è proprio la loro uscita dalle università con profili eccellenti”. Ingegneri, dunque, sempre più attori protagonisti della vita sociale ed economica del Paese. Una forza trainante che, quindi, non si può sottrarre dal commentare – e vivere con apprensione - le ultime vicende politiche del Paese, che minacciano la stabilità di un percorso intrapreso negli anni.

A tal proposito, Rolando ha lanciato un chiaro segnale alle istituzioni, dicendo “no” alle elezioni anticipate. “Per l’economia che sta iniziando a intravedere i primi segnali di ripresa – ha spiegato Gianni Rolando - sarebbe assolutamente deleteria una caduta del governo, che porterebbe a uno stallo con pesanti conseguenze per l’intero Paese”. “L’avviato processo di rinnovamento che finora ha trovato ampia disponibilità da parte degli organi di Governo e in particolare da parte del ministro Angelino Alfano, verrebbe inevitabilmente bloccato, rinviando ancora una volta la tanto attesa e sospirata riforma delle professioni”.

 

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