17-2010 | Ordine di MIlano
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L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici pubblica le nuove linee guida, il commento dell’Ordine di Milano

Servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, i nuovi criteri si basano sulla centralità della progettazione

Roberto Di Sanzo

L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture ha emanato, con determinazione del 27 luglio 2010, le linee guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria. Una tematica sulla quale l’organo ministeriale era già intervenuto in passato (tra le altre, si ricordano le determinazioni n. 1/2006 e n.4/2007), cercando di chiarire le questioni controverse e fornire indicazioni operative. “Una persistente disomogeneità procedurale delle stazioni appaltanti – si legge nella nota introduttiva dell’ordinanza - nonché l’estensione del fenomeno di ribassi sproporzionati che caratterizza le offerte degli operatori economici, hanno indotto l’Autorità ad un’ulteriore riflessione sull’assetto giuridico ed economico di tale mercato, nella consapevolezza della centralità della progettazione, quale momento fondamentale per assicurare la corretta realizzazione delle opere pubbliche. La scelta, infatti, del miglior progettista offre maggiori garanzie per l’elaborazione di un progetto qualitativamente adeguato a soddisfare le esigenze individuate dalle stazioni appaltanti”.

I primi commenti sulle linee guida arrivano dall’Ordine degli Ingegneri di Milano: “Si tratta di un compendio corposo che raccoglie posizioni che l’Autorità ha già evidenziato nel corso degli anni, alcune ribadite con forza e ora argomentate diffusamente, quali ad esempio il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa da utilizzare preferenzialmente per l’aggiudicazione degli appalti di servizi tecnici, oppure la necessità che la stazione appaltante indichi accuratamente il costo presunto dell’opera e la relativa formazione del compenso. Ci sono molti spunti interessanti come, ad esempio, la trattazione della distinzione tra requisiti di natura soggettiva, relativi alla capacità tecnica finanziaria ed economica dei concorrenti, ed i criteri oggettivi applicati per la valutazione delle offerte.

E ancora le considerazioni esposte in ordine alla suddivisione della prestazione in caso di raggruppamento temporaneo”. Ma vi sono altri aspetti che gli esperti dell’Ordine milanese tengono a sottolineare: “L’Autorità ha anche prospettato soluzioni che vanno al di là della norma e sulle quali riteniamo ci saranno orientamenti differenti: a titolo di esempio il tema dell’omogeneità tra le lavorazioni di alcune categorie delle classi I e VI. Resta da verificare praticamente l’applicabilità di quanto l’Autorità definisce “computo metrico estimativo di progettazione”, tema che merita certamente un approfondimento. Preme inoltre evidenziare la necessità dell’alta formazione dei Responsabili Unici del Procedimento ma anche dei colleghi professionisti che operano nel settore pubblico, formazione che deve, in ultima analisi, consentire ad entrambe le figure di operare delle scelte ben motivate tecnicamente ed economicamente a vantaggio finale della collettività”.

E’ utile rammentare, tra i vari elementi contenuti nelle linee guida, che per quanto concerne le indicazioni sulla specificazione dei requisiti per la partecipazione alle gare di appalto, nell’ordinanza si indica che, per gli appalti di importo superiore ai centomila euro, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi sono definiti, ai sensi dell’articolo 66 del d.P.R. n. 554/1999, dalle stazioni appaltanti con riguardo ai seguenti elementi: a) fatturato globale per servizi espletati negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando, per un importo variabile tra 3 e 6 volte l´importo a base di gara; b) avvenuto espletamento negli ultimi dieci anni di servizi, relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo globale per ogni classe e categoria variabile tra 2 e 4 volte l´importo stimato dei lavori da progettare; c) avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi, relativi ai lavori, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l´importo stimato dei lavori da progettare; d) numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni (comprendente i soci attivi, i dipendenti e i consulenti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa su base annua), in una misura variabile tra 2 e 3 volte le unità stimate nel bando per lo svolgimento dell´incarico.

Altra questione. “Occorre tenere presente – si legge nell’ordinanza - che il decreto Legislativo 11 settembre 2008, n. 152 (c.d. terzo correttivo del Codice) ha introdotto, all’articolo 253, il comma 15-bis, prevedendo un meccanismo transitorio (fino al 31 dicembre 2010) teso a consentire una più agevole partecipazione alle gare per i progettisti attraverso la presa in considerazione di un arco temporale più ampio rispetto a quello previsto dalla normativa vigente di cui all’ articolo 66”. La novità legislativa “Ha la funzione di consentire la partecipazione alle gare di progettazione ad un maggior numero di soggetti, permettendo a questi ultimi di ampliare l’arco temporale di riferimento all’interno del quale recuperare le referenze necessarie a gareggiare.

Pertanto, la volontà del legislatore, applicata alle disposizioni in materia di requisiti di qualificazione per incarichi di progettazione atri servizi tecnici ad essa commessi, è tale per cui: a) quando la normativa vigente prevede un requisito di cinque anni (è il caso della lettera a) del comma 1 dell’articolo 66 del d.P.R. n. 554/1999, sul fatturato globale per servizi di ingegneria), l’applicazione della norma del terzo correttivo determina la richiesta dei “migliori cinque anni del decennio precedente” (in sostanza si consente di individuare su dieci anni il requisito quinquennale); b) allo stesso modo si opera per la richiesta di requisiti triennali (lettera d) del citato comma dell’articolo 66 del d.P.R. n. 554/1999 in tema di organico medio annuo): si dovrà fare riferimento ai “tre migliori anni del quinquennio precedente”; c) per gli altri due requisiti su base decennale (lettera b) e lettera c) del comma 1 dell’articolo 66 del d.P.R. n. 554/1999) invece, la norma non risulta applicabile, pena una sua interpretazione restrittiva, contraria alla ratio della novella. Il legislatore ha, infatti, ritenuto sufficiente, per questi due requisiti, l’arco temporale decennale e, quindi, non ha previsto (né poteva prevedere, per simmetria con la norma dedicata alle imprese di costruzioni) una estensione del periodo documentabile per provare i requisiti. Una parte importante della determinazione è dedicata alle forme di partecipazione: come è noto, il Codice prevede che la partecipazione alle gare di appalto di lavori, di forniture e di servizi può avvenire sia come concorrente singolo e sia come concorrente plurisoggettivo. Quest’ultimo nella forma di raggruppamenti temporanei di imprese o consorzi ordinari (articoli 34 e 37).

Si stabilisce, inoltre, che i raggruppamenti temporanei sono di due tipi: orizzontale e verticale. Tali tipologie sono dovute al fatto che “gli oggetti dei contratti da affidare sono quasi sempre da suddividere in più gruppi di prestazioni omogenee. Il Codice (articolo 37, commi 1 e 2) per lavori e servizi e forniture, al pari del d.P.R. n. 554/1999 (articolo 73, comma 2) per i lavori, prescrive che tali suddivisioni in gruppi omogenei siano indicate nei documenti di gara. La suddivisione nei lavori (articolo 37, comma 1, del Codice), sulla base delle categorie del sistema di qualificazione, è fra categoria prevalente ed altre categorie, definite scorporabili e subappaltabili, mentre, nei servizi e forniture (articolo 37, comma 2, del Codice), è fra prestazione principale e prestazioni secondarie”. Lo stesso articolo 37 stabilisce che “I raggruppamenti sono di tipo orizzontale nel caso i concorrenti intendono eseguire tutti i lavori (prevalenti e scorporabili) o le prestazioni (principali e secondarie) previste nel bando; sono, invece verticali se un concorrente (la mandataria o capogruppo) intende eseguire per i lavori la categoria prevalente e per i servizi o forniture la prestazione principale e gli altri concorrenti (mandanti o consorziate) per i lavori quelli scorporabili e per i servizi e forniture le prestazioni secondarie. Il Codice, per ognuno dei due tipi di raggruppamenti, detta quali requisiti devono possedere i concorrenti”.

 

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