18/19-2010 | Ordine di Roma
PDF Stampa E-mail

Intervista a Francesco Duilio Rossi, presidente dell’Ordine di Roma, il più grande d’Italia per numero di iscritti

“Nella Capitale gli ingegneri sono parte attiva della vita politica, sociale ed economica del territorio”

Roberto Di Sanzo

“Noi non abbiamo partecipato al Congresso di Torino”. Inizia così l’intervista a Francesco Duilio Rossi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, il più grande d’Italia, almeno per quanto concerne gli iscritti, con oltre 22 mila colleghi. Classe ’57, ingegnere dal 1980, è alla guida della struttura capitolina dal novembre del 2006; precedentemente ha ricoperto la carica di consigliere, mentre dal 2004 è stato vice presidente. “Vorrei spiegare bene le motivazioni che ci hanno portato a decidere di non essere a Torino per la rassegna di categoria”, incalza l’ingegnere Rossi. E il nostro giornale diventa, quindi, la vetrina ideale per fornire chiarimenti sulla questione ai colleghi di tutta Italia.

Sgomberiamo il campo da ogni equivoco: la vostra assenza da Torino non è assolutamente legata a diatribe interne o a problemi con il Cni, giusto?

E’ proprio così, e ci terrei a sottolinearlo. Io, in rappresentanza di Roma, ho partecipato unicamente all’assemblea dei presidenti, antecedente all’inizio dei lavori congressuali. La verità è che per la partecipazione ai congressi è richiesto agli Ordini un contributo in base al numero degli iscritti. Visto che il nostro è il più numeroso, stare a Torino per diversi giorni avrebbe significato spendere oltre 20 mila euro. Una cifra che il Consiglio dell’Ordine di Roma ha preferito utilizzare per altre attività, come l’allestimento di corsi di formazione e di aggiornamento. Quindi, nulla di personale verso gli amici torinesi né, tantomeno, nei confronti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Abbiamo unicamente fatto una valutazione di tipo economico. Anzi, aggiungo di più: credo che troveremo ulteriori difficoltà a partecipare ai prossimi congressi se le condizioni per esserci saranno quelle attuali.

Insomma, dopo alcuni anni di difficoltà, ora i rapporti con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri sono buoni?

Ottimi. E non solo per la vicinanza, visto che ambedue le strutture si trovano a Roma. La collaborazione tra gli enti è continua e costante, vi sono forti sintonie di vedute sulle principali problematiche e questioni che riguardano la categoria e spesso, sia con il presidente Rolando che con gli altri consiglieri, ci incontriamo per discutere e confrontarci sugli aspetti più urgenti. Un rapporto assolutamente soddisfacente.

Parliamo del rapporto tra Roma e l’ingegneria: nella capitale, quali sono i colleghi maggiormente richiesti?

La maggior parte degli ingegneri romani sono dipendenti, sia pubblici che privati. A tal proposito, la Commissione sui dipendenti pubblici istituita dall’Ordine è molto attiva e raccoglie quotidianamente le istanze dei tanti colleghi che, è utile ricordarlo, hanno lo stesso livello di responsabilità, se non di più, dei liberi professionisti.

Giovani ingegneri: com’è la situazione?

Roma inevitabilmente è lo specchio d’Italia. Le difficoltà che incontrano le giovani leve nel mondo del lavoro si riscontrano anche qui da noi. Possiamo dire, con una frase fatta, che abbiamo avuto tempi migliori. Purtroppo al giorno d’oggi la vita per i ragazzi è sicuramente più difficile e complicata di quando avevo io trent’anni. Bastano alcuni esempi per renderci conto di tale situazione: una volta gli ingegneri erano molti di meno, e quindi c’era più possibilità occupazionale per tutti; inoltre, al termine della Seconda Guerra Mondiale la ricostruzione del Paese ha coinvolto migliaia di professionisti che quindi hanno potuto rendersi utili. Per non parlare poi degli anni del boom economico; attualmente invece la situazione è piuttosto critica. Un trend che accomuna un po’ tutte le categorie e le attività. Quando leggo che chi si laurea in ingegneria è fortunato perché trova lavoro prima degli altri, vorrei aggiungere però che i salari sono davvero bassi e consentono essenzialmente di sopravvivere.

Si tratta di una questione che coinvolge, forse, anche la preparazione universitaria? Cosa ne pensa del 3+2?

In questo caso io vado in controtendenza rispetto a quanto pensano i colleghi laureati con il quinquennale. Dati alla mano, si può notare che sia per i triennali sia per chi si laurea in maniera tradizionale, le tempistiche di ingresso nel mondo del lavoro e il trattamento economico sono similari. Probabilmente ciò che avvantaggia i quinquennali è che le prospettive di carriera sono superiori rispetto ai colleghi, ma non abbiamo ancora un ‘passato’ per i triennali che possa avvalorare tale ipotesi. Ecco perché ribadisco ancora una volta che l’ingegneria triennale non è certo di serie B, ma ha la stessa dignità dei colleghi; cambiano, ovviamente, competenze e responsabilità. Ma l’Ordine degli Ingegneri è unico, e quindi la distinzione tra le due categorie mi pare inopportuna.

Chiudiamo parlando espressamente dell’Ordine di Roma: quali le principali attività che svolgete quotidianamente?

Il nostro Ordine è grande, abbiamo ben 13 dipendenti, a dimostrazione della notevole mole di lavoro che ogni giorno dobbiamo svolgere a favore dei colleghi. La sede, specialmente il pomeriggio, è frequentatissima da decine e decine di ingegneri che frequentano corsi, svolgono formazione di aggiornamento professionale, chiedono pareri ai consiglieri e ai nostri esperti. A tal proposito, l’Ordine di Roma allestisce ogni anno almeno un centinaio tra corsi, seminari e momenti di approfondimento. Tra l’altro abbiamo attive ben 40 Commissioni tematiche che si occupano di tutte le specialità ingegneristiche. Infine, vi informo che recentemente abbiamo stipulato un Protocollo di Intesa con il Comune di Roma, grazie anche alla sensibilità del sindaco Gianni Alemanno, che è ingegnere: un accordo che permette all’Amministrazione di avvalersi delle nostre strutture per la realizzazione di iniziative di interesse comune. Una dimostrazione ulteriore dell’importanza, sul territorio, dell’Ordine degli Ingegneri.

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito