12 - 2013 | FOCUS INFRASTRUTTURE - ANAS
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Intervista a Pietro Ciucci, presidente Anas

“Il nostro gap infrastrutturale pesa come un macigno sullo sviluppo del Sistema Paese”

Davide Canevari

Presidente Ciucci, quanto sono importanti per lo sviluppo di un Paese le grandi reti di collegamento transnazionali?

L’Anas è il principale soggetto di riferimento del sistema stradale e autostradale italiano, controlla e gestisce una rete di oltre 25 mila chilometri di strade e autostrade. Lo sviluppo di un Paese non può prescindere dal contesto in cui opera e l’Italia quindi non può prescindere dall’Europa. Per questo l’Anas è impegnata nella realizzazione di alcuni dei principali corridoi intermodali transeuropei, che attraversano la nostra Penisola e che, una volta terminati, ridisegneranno la struttura dei traffici e degli scambi della nuova Europa.

Tra queste grandi direttrici...

Vorrei ricordare il Corridoio Helsinky-La Valletta. Nodo cruciale del progetto è proprio l’ammodernamento e l’adeguamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, oggi completata e utilizzabile all’80 per cento. C’è poi il corridoio Scandinavo-Mediterraneo, che attraversa anche la Sicilia e dove l’Anas, nel 2009, ha aperto al traffico la Catania-Siracusa, una delle autostrade più moderne d’Europa. Siamo inoltre impegnati su un importante tratto del corridoio Mediterraneo, che unirà l’Europa dell’Ovest a quella dell’Est, da Lisbona a Kiev, in cui svolgono un ruolo fondamentale il Passante di Mestre, inaugurato nel febbraio 2009, e la nuova autostrada Civitavecchia-Orte-Venezia, in progettazione, che favorirà gli scambi commerciali con la Croazia, la Slovenia, l’Ungheria e la Romania.

Perché oggi è così difficile costruire nuove infrastrutture? E’ davvero solo una questione di risorse?

La crisi che soffriamo non è solo una crisi economica, di scarsa liquidità e di capacità finanziarie ridotte che limitano gli investimenti. Dare avvio a nuove opere e portarle a conclusione nel nostro Paese richiede un impegno organizzativo volto, da un lato, ad individuare la migliore soluzione tecnica, dall’altro, a superare la complessità del sistema autorizzativo e amministrativo che regola il settore. In aggiunta la crisi finanziaria ha avuto un peso notevole sia sulla disponibilità delle risorse che sui rapporti con le imprese esecutrici dei lavori.

Quali sono quindi a suo avviso gli interventi più urgenti per adeguare la dotazione infrastrutturale italiana?

Come Azienda abbiamo coscienza delle difficoltà sopra accennate, ma sappiamo anche che il gap infrastrutturale va in qualche modo recuperato, poiché pesa come un macigno sullo sviluppo non solo sul sistema dei trasporti, ma sull’intero sistema Paese. La realizzazione delle opere, nel rispetto dei tempi, delle normative e dei costi, richiede professionalità, procedure trasparenti, impegno costante al dialogo con il territorio e una capacità di problem solving che non si costruisce dall’oggi al domani. L’esperienza dell’Anas, costruita in oltre ottanta anni di storia, ci consente con orgoglio di essere ininterrottamente dal 2007 la prima stazione appaltante d’Italia, un dato che è stato confermato anche per il 2012 (fonte CRESME) con 520 bandi pubblicati per un importo di circa 3 miliardi di euro.

Quanti e quali cantieri infrastrutturali dell’Anas sono oggi attivi in Italia?

Dal 2006 l’Anas ha dato avvio a 198 nuovi lavori che hanno comportato un impegno complessivo di circa 12 miliardi di euro e sono state portate a termine opere che hanno consentito l’apertura al traffico di oltre 1.300 chilometri di strade e autostrade in gestione, per un investimento di circa 13,6 miliardi di euro. L’importo effettivamente speso nel periodo per la realizzazione di infrastrutture viarie è stato di circa 17,5 miliardi di euro, dei quali 6,5 riguardano lavori tuttora in corso. Sono 12 i cantieri avviati dalla Società nel corso del corrente anno, per un valore di 1,1 miliardi di euro, mentre sono 16 le nuove opere stradali e autostradali completate e aperte al traffico, per un valore di quasi 2,5 miliardi di euro. Attualmente i lavori in corso o di prossimo avvio sono 103, per un valore di quasi 12 miliardi di euro. Inoltre, ad oggi, sono in corso 10 gare principali per nuove opere, per un importo complessivo di circa 1,5 miliardi di euro.

Quali sono i più immediati e importanti interventi previsti dall’Anas nella viabilità nazionale?

Tra le opere principali, oltre ai lavori sulla nuova autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, vorrei ricordare che sulla strada statale 106 Jonica sono attualmente in corso lavori su 46 chilometri mentre sono di prossimo avvio interventi su 56 chilometri. La nuova Jonica sarà integrata con l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria grazie alla realizzazione di trasversali di collegamento (in parte già in corso di esecuzione) come le strade statali 182 “Trasversale delle Serre” e la 280 “dei Due Mari” nonché il tratto della 106 Firmo-Sibari (megalotto 4). In Sicilia, è in corso la realizzazione della Agrigento-Caltanissetta, a 4 corsie, che è un’arteria importantissima per l’isola. Gli interventi sono suddivisi in due “megalotti” e prevedono un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Sul primo megalotto i lavori sono in fase di ultimazione mentre sul secondo i lavori sono stati avviati da poco e il valore complessivo ammonta a circa 1 miliardo di euro. Infine in Sardegna, l’Anas sta lavorando sulla strada Sassari-Olbia che costituisce il principale collegamento trasversale interno tra la costa occidentale e quella orientale del nord dell’isola. È un’arteria strategica per lo sviluppo e le prospettive di crescita dell’isola. A oggi, il collegamento è rappresentato da una strada a carreggiata unica a due corsie mentre i lavori di ammodernamento consentono di costruire una strada a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia. Gli interventi hanno un costo complessivo di circa 950 milioni di euro.

Quando sarà portata a termine l’autostrada A3 Salerno- Reggio Calabria?

La gran parte dei lavori in corso sull’autostrada A3 termineranno entro l’anno. Questa arteria è diventata ormai la più bella autostrada d’Italia. Ci sono poi alcuni tratti in Calabria, per complessivi 53 chilometri, i cui lavori non sono stati ancora avviati. La decisione del governo di finanziare un primo importante lotto di questa ultima tranche di lavori è la conferma della volontà di completare definitivamente la nuova autostrada.

Cosa emerge dalla legge di Stabilità per le infrastrutture stradali?

La Legge di Stabilità del 2014 ha previsto a favore dell’Anas per la manutenzione straordinaria della rete stradale e per la realizzazione di nuove opere investimenti per oltre un miliardo di euro. Una cifra importante e sicuramente più elevata rispetto al biennio passato, ma al di sotto dei fabbisogni reali delle infrastrutture viarie. In particolare sono previsti 485 milioni di euro per il Contratto di Programma 2014 per la manutenzione straordinaria, 340 milioni di euro per la realizzazione del tratto compreso tra il viadotto Stupino e lo svincolo di Altilia sull’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e, infine, 350 milioni di euro previsti dal cosiddetto decreto “del Fare” per la manutenzione di opere d’arte, cioè ponti e viadotti presenti sulla rete stradale e autostradale gestita dall’Anas.

Concludiamo quindi proprio con il tema della manutenzione. Qual è lo stato generale delle nostre strade?

La manutenzione viaria è fondamentale sia per garantire la sicurezza dell’utenza, sia per preservare il valore del patrimonio infrastrutturale in essere. Infatti, una strada ben tenuta è una strada più sicura. A tale scopo il decreto “del Fare” aveva già, nello scorso luglio, assegnato all’Anas trecento milioni di euro per la manutenzione straordinaria di ponti e viadotti in gestione diretta, che sono stati utilizzati per avviare ben cento progetti. Un terzo di questi riguardano gare che si sono già concluse e hanno coinvolto cinquemila aziende. Alla fine dell’anno avremo complessivamente oltre diecimila offerte, che daranno un contributo serio all’occupazione e una spinta verso la ripresa del settore. Per dare un numero concreto del lavoro svolto da Anas dal 2006 fino a oggi sono stati ultimati circa 1.700 interventi manutentivi per oltre 1,7 miliardi di euro. Questo risultato è stato raggiunto grazie a un’efficiente politica di riduzione dei costi, perseguita in linea con gli orientamenti legislativi e aziendali, che ha permesso di sopportare una parziale riduzione dei ricavi dovuta alla persistente crisi economica che attanaglia il nostro Paese.

 

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