11 - 2016 | Attualità
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Semplificazione e deroghe in seguito agli eventi sismici

Allargamento del cratere, nuovi provvedimenti in deroga al Codice Appalti e un maxi piano di assunzioni di personale tecnico

di Matteo Palo

Semplificazioni burocratiche. Deroghe al Codice appalti. Risorse per le imprese. E coinvolgimento dell’Anas nel ripristino della viabilità. Sono questi gli ingredienti principali del decreto che il Governo, in una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri, ha licenziato per fare fronte all’emergenza causata dalle scosse di ottobre.

Dopo il terremoto di Amatrice di fine agosto, la situazione si è ulteriormente aggravata ed è stato necessario rivedere i piani messi in campo finora. Con alcune novità rilevanti nel campo della progettazione: per gli affidamenti di incarichi a professionisti si aprono importanti spazi per superare le gare ordinarie. Inoltre, molti giovani saranno assunti a tempo nelle strutture tecniche che si occuperanno di tutta la filiera della ricostruzione. I motivi di questo intervento così urgente sono vari. Il nuovo fenomeno sismico, infatti, ha complicato molto tutta l’attività svolta dalla Protezione civile e dalla struttura commissariale guidata da Vasco Errani fino a questo momento. Per l’esecutivo è stato necessario riaprire il cratere, l’elenco dei Comuni che potranno accedere ai contributi pubblici: la zona coinvolta dalla ricostruzione negli ultimi giorni si è molto allargata. Inoltre, dal punto di vista tecnico, rileva una seconda questione: quella delle verifiche di agibilità. Il lavoro fatto nei primi mesi dalla Protezione civile e dalle squadre di tecnici andrà, in buona parte, completamente rifatto, dal momento che edifici prima considerati agibili hanno subito danni e che, comunque, molti fabbricati per i quali prima non si erano rese necessarie verifiche ora dovranno essere controllati. Anche per i tecnici, allora, la partita è destinata a complicarsi di molto. In risposta a questi problemi, sono arrivati i provvedimenti inseriti dal Governo nel decreto. Nel testo approvato a meno di una settimana dall’ultima scossa è stata, allora, inserita una radicale ridefinizione del cratere dei Comuni colpiti dal terremoto che potranno accedere ai contributi. Ma non solo.


Un intervento importante è stato fatto per le imprese. I titolari di aziende colpite dalle scosse potranno acquisire l’agibilità sismica direttamente da professionisti abilitati. In questo modo, sarà possibile sgravare i Comuni da un’attività di controllo che, in questo momento, non hanno le risorse per fare. Evitando l’effetto imbuto, sarà possibile far ripartire velocemente le attività produttive. Sempre per le aziende, i rimborsi non riguarderanno solo le strutture, ma anche le loro scorte. Per il settore zootecnico, ci sono poi undici milioni di aiuti specifici. Oltre a questo, parte l’operazione dei container. Qui è necessario fare un passo indietro. Il premier Matteo Renzi ha, infatti, stabilito che per affrontare l’inverno nelle aree colpite dal sisma gli sfollati avranno a disposizione due soluzioni: i container e gli alberghi. Restano escluse quindi le tende, mentre per la costruzione delle casette di legno, che saranno la soluzione di medio termine, bisognerà aspettare qualche mese. Nello specifico, non saranno realizzate prima dell’estate. Sarà la Protezione civile ad occuparsi dell’installazione dei container. Oppure, in alternativa, i Comuni potranno allestire le aree, contando su regole speciali. A supporto di questi interventi, ci saranno anche le tensostrutture, che potranno ospitare le attività agricole. Tutto questo sarà realizzato in deroga al Codice appalti, ripristinando la possibilità di realizzare appalti integrati e dribblando le gare, grazie alla trattativa privata senza bando.


Sulle deroghe, però, va fatta una precisazione. Da parte del Governo, infatti, è arrivata una blindatura ulteriore rispetto all’attività ormai normalmente svolta da Anac, per evitare i fenomeni di corruzione. Il prefetto Francesco Paolo Tronca, già alla guida del Comune di Roma, è stato infatti nominato dal Consiglio dei ministri al vertice della Struttura di missione che sovrintenderà, nel quadro del processo di ricostruzione delle aree colpite dal sisma, alle attività di prevenzione e contrasto di eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell’esecuzione dei contratti pubblici e di quelli privati che fruiscono di contribuzione pubblica. Il gruppo di lavoro si occuperà principalmente delle verifiche legate all’antimafia. Un capitolo ad hoc riguarda i beni culturali. Spiega il decreto: “Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i Comuni interessati hanno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”. In pratica, tutte le attività di somma urgenza, come i puntellamenti o gli interventi di messa in sicurezza potranno essere svolte entro un importo massimo di 300mila euro con una semplice comunicazione al Governo. Bisognerà poi presentare il progetto esecutivo del restauro. Gli incarichi di progettazione potranno essere affidati direttamente e senza formalità particolari, entro la soglia massima di 40mila euro. Discorso simile anche per i proprietari di beni tutelati, sottoposti ad autorizzazione paesaggistica.


Potranno realizzare gli interventi di messa in sicurezza senza particolari formalità, puntando solo su una comunicazione al ministero. Tutto questo sarà fatto anche grazie a un maxi piano di assunzioni di personale tecnico. Saranno messi a disposizione 350 contratti a tempo determinato, per rimpolpare le strutture dei Comuni. Previsto, nella stessa ottica, anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione. All’Anas, invece, andrà il compito di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità delle infrastrutture che rientrano nelle sue competenze e di quelle degli enti locali devastati dai ripetuti sismi. Quello della viabilità è, infatti, uno dei problemi principali causati dal sisma. Infine, una nota sulle scuole. Il decreto prevede misure urgenti per consentire la prosecuzione delle attività didattiche: dalle modalità di composizione delle classi a quelle di assegnazione del personale docente.

 

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